Visualizzazione post con etichetta Marco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marco. Mostra tutti i post

lunedì 28 luglio 2025

Un cappotto bianco

Sono quasi due mesi che sei lontano da casa e da due settimane ti ha raggiunto anche tuo fratello. Ed io non sono pronta a questi distacchi, a queste assenze prolungate, a un contatto fatto di messaggi brevi e sintetici inviati a ciascuno di voi distintamente perché la chat di famiglia è troppo impegnativa per essere letta.

Ore 8:00: “Tutto bene Marco?”  Ore 13: “Sì”

Ore 8:00: “ Tutto bene Luca?”    Ore 11:00: “Tutto Ok?”      Ore 13:00: “Tranquilla mamma”

Alla parola mamma il mio cuore sussulta e si riappropria della dimensione più importante di me.

Ore 22:30: “Notte amore mio❤️!” Ore 24:10: “Notte, stai tranquilla".

Ore 22:30: “Notte amore mio❤️!” Ore 23:50: “Notte❤️

Ecco il mio Marco che si preoccupa per me e il mio Luca che con un piccolo emoji mi rasserena nella certezza che occupo un posto importante nella sua vita in perenne fuga da casa.

Ore 19:00: “Fatevi sentire qualche volta” ....

Ore 19:10: “Mandatemi una foto di voi due?”……

Sì, la capacità di sintesi di due figli maschi fuori casa è disarmante e i tempi di risposta tali che in altri momenti avrei fatto un giro di telefonate tra amici e conoscenti prima di passare al panico. Ma siete fuori casa, impegnati e avete altre priorità e interessi che non stare a rispondere a me. Sono molto orgogliosa di voi e in fondo mi resta sempre il sito dell’animazione che controllo quotidianamente alla ricerca di uno scatto che vi riprenda e che mi restituisca quella parte di me che è lontana.

A volte però resta un vuoto da colmare, una dimensione da costruire e così in questa estate fatta di assenze fisiche e verbali, i week end diventano impegnativi da gestire. Riordino la vostra camera e i vostri armadi per ritrovare un contatto con voi: un pupazzo, una maglietta ormai troppo piccola, un vecchio libro di scuola; invito amici a casa per avere un motivo in più per pulire dove è già pulito; organizzo gite fuori porta. Quando poi il tempo libero ritrovato è un lusso non gradito mi affido ad un buon libro, un film, una partita a carte.

Ieri, complice un luglio dalle temperature quasi autunnali, è subentrata la voglia di Natale, la voglia del calore e del senso di famiglia che il Natale porta con sè: ho pensato che fosse opportuno rivisitare gli addobbi dell’albero, ho aggiunto alcuni soprammobili rossi che danno calore e creano atmosfera, ho guardato i siti di vacanze invernali nel tentativo di organizzare qualche giorno tutti insieme.

La nostalgia e il desiderio che l’autunno arrivasse presto stavano diventando un pensiero insano e così sono uscita alla ricerca di qualche camicetta estiva.

Siamo a Milano, a luglio, periodo di saldi… e cosa trovo all’ingresso del negozio? Anteprima della collezione autunno - inverno! Le persone normali entravano e andavano direttamente alla zona saldi estivi. Io, in bilico tra assenze, ritorni, ripartenze mi sono fatta ammaliare da un cappotto bianco come la neve, caldo come un abbraccio e dentro di me mi sono detta che in fondo Natale non è lontano!

PS: Un grazie a mio marito che ha capito che un cappotto a luglio è più vicino alla sanità mentale di una camicetta estiva 😊

sabato 22 ottobre 2022

17ANNI: MARCO

A te che per un anno ancora devi sopportare le limitazioni di non essere maggiorenne: proprio non è giusto essere nato ad Ottobre mentre i tuoi amici tra poco avranno 18 anni!

A te che segui le tue passioni con determinazione da sempre anche se la tua più grande passione è motivo di ansia e preoccupazione. Sì lei la moto! Abbiamo imparato insieme i nomi di tutti i piloti del Moto GP, della Moto 2 e anche della 3; abbiamo accolto Guido Meda come uno di famiglia ma ora la ostinata, ossessiva, esasperante richiesta di una moto accompagnata dal resoconto mensile dei tuoi risparmi ci spaventa.  I tentativi di spiegarti che non è solo una questione di soldi, che è pericolosa, è troppo presto, che non voglio venire a trovarti al cimitero, non servono a nulla! Quando compi 18 anni …per fortuna sono solo 17 oggi!

A te che quest'anno hai abbandonato parkour per la palestra ed è bello vederti condividere questa passione con il tuo amico Andrea. Ti dico spesso di non esagerare con i muscoli ma apprezzo tanto l'impegno e la costanza e in fondo mi fa pure piacere che per mostrarci i tuoi progressi usi me come bilanciere negli squot: sono così rari i tuoi abbracci spontanei che un bilanciere è meglio di nulla!

A te che stai costruendo giorno dopo giorno le basi del tuo futuro: stai studiando con impegno e anche se ripeti che lo studio non è tutto e non sei un topo da biblioteca, davanti ad una verifica perfetta in fisica mandi un whatsapp con scritto “HO SPACCATO”. Difficile capire se sei soddisfatto del voto, della tua preparazione o è solo il tuo orgoglio e il voler primeggiare perché non sopporti perdere… ma ci sta, va bene così.

A te che custodisci gelosamente la tua intimità e permetti a pochi di entrare nel tuo mondo; a te che scegli gli amici con cura perché conoscere una persona non è essere sua amica; a te che sei onesto e sincero ma a volte tanto polemico da disincentivare ogni confronto dialettico.

A te che hai i miei stessi capelli e lotti ogni mattina con cera e lacca per riuscire a domarli.  A te che proprio non ti riconosci con gli occhiali e che speri presto di toglierli definitivamente: non lo dico ma ero esattamente come te. A te che speri di crescere ancora qualche centimetro ma non sono i centimetri che rendono grande un uomo! 

A te che ho amato dalla prima ecografia e che amo infinitamente anche quando mi fai arrabbiare e sfidi la mia pazienza.  A te che compi gli anni per secondo ma sei nato per primo. A te che mi insegni ogni giorno ad essere mamma e per questo ti ringrazio ma ti chiedo anche scusa: lo so che sono spesso rigida ma ogni tua  prima volta lo è anche per me come mamma e non è facile vederti spiccare il volo. 

Auguri Amore mio!

La tua mamma

giovedì 12 settembre 2019

Prima liceo

Me lo ricordo così il primo giorno di quarta ginnasio: mamma e papà che mi accompagnano alla stazione dell’autobus e lì incontro Igor, ex compagno di catechismo, e Laura che non conosco ma che diventerà la mia migliore amica negli anni del liceo. Tutti e tre seduti sullo stesso autobus diretti al “Volta” ma in sezioni diverse.  Chiacchieriamo per stemperare la tensione. Scendiamo in via Dottesio, raggiungiamo a piedi Porta Torre e il liceo con quella immensa scalinata in sasso. Poi il ritorno a casa e la mamma che mi chiede come è andata. Il papà, terrorizzato per il tragitto in autobus, mi vede serena e si convince che sia stata la scelta giusta.

Il primo giorno segna un passaggio di crescita per tutti.

In bocca al lupo amore mio per questo nuovo percorso!

PS: e un in bocca al lupo pure al mio Luca perché anche la seconda media è una bella conquista!

domenica 28 novembre 2010

Frammenti

Sullo schermo proiettano le "WINX-magica avventura". Un bambino è in piedi davanti alla sua poltrona, indossa due paia di occhiali perchè i suoi non sono adatti a vedere immagini tridimensionali;  ripete wow, ah ah ah ah... e si protende in avanti nel tentativo di afferrare cuoricini e uccellini che escono dallo schermo. Un altro bambino dorme accovacciato su una analoga poltrona: ha palesato la sua paura per le immagini in avvicinamento; ha accettato che non venisse accolta la sua leggittima richiesta di abbassare il volume perchè nessuno della famiglia ha il telecomando e ha preferito togliersi gli occhiali ed estraniarsi da tutto.
.
Il carrello del supermercarto è pieno di cibo. Mamma e bambini salgono al secondo piano per scaricare la spesa e tornare a casa. Però l'auto al secondo piano non c'è più, qualcuno l'ha rubata. L'ansia della mamma cresce; le certezze dei bambini anche: "Mamma non possono essere stati i ladri non ci sono tracce e non ci sono indizi! In Shaggy e Scooby ci sono sempre indizi!"
L'auto è là nella posizione che mamma ricordava, ma ad un piano che nemmeno sapeva esistesse.
.
Mamma è in una camera d'albergo lontana dalla sua città e dalla sua quotidianità. Un bambino non vuole parlare con lei, troppo impegnato nei suoi giochi o troppo arrabbiato per essere rimasto a casa solo. L' altro bambino dopo un saluto gioioso dice di non avere altro da aggiungere. Mamma si guarda intorno ma non osserva la stanza è troppo stanca, si abbandona sul letto senza pensare a nulla, nemmeno ai sensi di colpa di qualche anno prima.
.



venerdì 22 ottobre 2010

Tanti auguri Marco, amore mio!

M come mamma che nonostante le amiche più o meno speciali resta ancora la donna della tua vita; come la maestra della scuola d'infanzia che non ti piace tanto e che un giorno ti dirò "non è mai piaciuta nemmeno a me!"; come il miele d'acacia che deve sempre abbondare nel tuo unico bicchiere di latte serale, unico perchè l'hai promesso all'ematologa sugellando l'accordo con la tua firma: poco importa se volevi solo dimostrare di saper scrivere il tuo nome! M come il Moto GP che segui con attenzione, interesse e con un tifo da stadio pari solo a quello di Nonna Grazia davanti ad una partita di calcio. M come Milano la tua città che grazie a te e a tuo fratello sta diventando anche un po' mia.

A come amore mio grande in cui vedo i miei pregi ma anche tutti i miei difetti, come gli abbracci che non sono mai tanti come quelli che riceve tuo fratello e non è giusto e giustamente gelosamente pretendi. A come attento perchè non ti sfugge nulla e sai leggere dentro di me disarmando le mie difese:"mamma perchè sei triste?". A come assillante e assordante quando cerchi di trasformare i miei no in sì. A come avventura e guai a me se sbaglio e dico armatura! . 

R come rompiscatole "al quadrato" perchè i geni di mamma si sommano a quelli di papà! . 

C come le coccole che adori ricevere ma anche donare; come la carezza che chiude il rito "bacio, abbraccio, carezza" del tuo saluto mattutino e che mi regala la necessità di saperti sereno nonostante le tante ore lontano da me. C come le coloriture che mi porti ogni giorno e le corse liberatorie quando esci da scuola la sera. C come coraggioso a parole e fifone nei fatti; come capriccioso: sarà colpa mia? non lo so ma vediamo di cambiare! . 

O come gli occhiali che porti con una disinvoltura di cui non sono mai stata capace e che ti danno un aspetto da gufetto simpatico. O come l'ometto puntiglioso, pignolo, preciso che stai diventando, l'opposto di tuo fratello: perchè "in medio stat virtus" è solo una vecchia massima filosofica? O come osservatore attento che osservo a mia volta seduto per terra mentre sfogli assorto un libro in un negozio, incurante di chi ti circonda... mi stupisco di quanto tempo sia trascorso da quello stesso giorno di 5 anni fa: stai crescendo e alla nostalgia per quella simbiosi che diminuisce sempre più, si aggiunge la gioia di vederti spalancare sereno le braccia al mondo che ti circonda. . 

Cinque anni! Tanti auguri Marco, amore mio!

sabato 15 maggio 2010

Eredità

Avevo 14 anni quando per la prima volta l'oculista mi prescrisse gli occhiali: miopia e astigmatismo, un difetto lieve che con gli anni era diventato meno lieve fino a quando dieci anni più tardi ho rimosso ricorrendo al laser ad eccimeri.
14 anni non è una età semplice per una ragazza e sentirsi diversa "dentro casa" per quegli occhiali di cui non avevo colpa non mi ha di certo aiutato ad aumentare la fiducia e la sicurezza in me stessa.
.
Marco ha 4 anni e ieri abbiamo scoperto che deve mettere gli occhiali: astigmatismo miopico molto accentuato, forse troppo per non essercene accorti prima. Mentre ascoltavo le parole del medico avevo il cuore a pezzi: ho pensato alla sua età, a quel fastidioso impegno che lo accompagnerà per anni o per sempre, a come avrei voluto essere io a portare ancora gli occhiali lasciando libero lui da un'eredità che non avrei voluto trasmettergli. L'ho guardato e abbracciato con trasporto: "Marco sei fortunatissimo, finalmente puoi comperarti gli occhiali che volevi da tempo!!!"
Marco oggi è entusiasta per la novità: non vede l'ora di indossare i suoi nuovi occhiali e si arrabbia con il fratello che vorrebbe imitarlo anche in questo.
.
Ti amo tanto figlio mio: tu e tuo fratello siete parte di me, siete il senso della mia vita e la mia stessa gioia di vivere. Vorrei essere capace di evitarvi ogni tipo di sofferenza, dolore o delusione. Vorrei che la vostra vita fosse solo gioia e amore. Ma non sarà così. Posso solo aiutarvi a crescere sereni, cercando di non soffocarvi e facendo maturare la fiducia in voi stessi, quella fiducia che io ho conquistato ormai grande.

lunedì 3 maggio 2010

Body Painting

Da tempo la cameretta è diventata un rifugio, un territorio in cui tutto è concesso, un'area nudisti, un luogo di fraterna complicità e altrettanto fraterne mazzate.
Saltano sui letti come fossero i gonfiabili del centro commerciale, rovesciano sacchi di giocattoli alla ricerca delle braccia dei Gormiti che probabilmente sono già nella pancia del Folletto, parlano di presunte fidanzate mutuando il linguaggio dei cartoni animati: "Al mio amico F. ha spezzato il cuore ma a me no perchè mi ama e io amo lei!"... insieme, rigorosamente insieme e lontano da noi che restiamo spesso con l'orecchio vigile e l'occhio distratto a vegliare su di loro.
In queste serate all'insegna della collaborazione, possiamo anche concederci momenti di indisturbata intimità quasi certi che non ci verranno a cercare e che non busseranno alla porta chiedendo con insistenza: "cosa state facendo?"
..
L'idilio però a volte viene interrotto dal grido di aiuto dell'uno o dell'altro.
L'altra sera Luca era seduto sul suo letto nudo e completamente dipinto da tratti di pennarello verde e azzurro che non hanno risparmiato ombelico, pisellino, schiena e culetto. Marco sorpreso con il pennarello ancora in mano nel tentativo di dipingere la pianta del piede di Luca sosteneva di non essere stato lui. Luca dopo essersi lamentato per il solletico, mostrava i suoi tatuaggi orgoglioso.
Nulla di nuovo o mai successo prima, pisellino a parte. Luca ama dipingersi addosso, anche le insegnati del nido non ci fanno più caso. Il medico che l'ha visitato ieri mattina no. Ecco ora lo sapete anche voi così sono certa di non dovere dare altre spiegazioni.

sabato 3 aprile 2010

Francesco beve un bicchiere d'acqua

Spengo il pc, mi affaccio alla camera dei bambini: è passato lo tzunami! Ci sono abituata e me lo merito: da due settimane sto giocando poco con loro ma è ora di stirare e da sempre questo momento è associato al racconto di fiabe o storie che inventiamo.
"Chi vuole raccontare una storia?"
.
Inzia Luca, la stessa storia ogni sera, la stessa dinamica: "Me tocca! Me tocca! Tre pesci. Un azzurro, uno blu e uno rosso. Come si chiamano mamma? Mangiano e nuotano nel mare a Cuba." Marco ed io proviamo a fargli domande, a suggerire un evolversi della vicenda ma nulla. Il racconto verbale si interrompe e cede il passo alla recitazione: Luca si tuffa nel letto, nuota, ride ed è difficile interromperlo perchè "me non ho finito, me raccontare storia, me tocca ancora!"
Segue Marco, vuole raccontare la storia di Gesù, l'ha imparato durante l'ora di religione alla scuola d'infanzia: "... poi la mattina dopo, due amici di Gesù vanno a portargli i fiori sulla tomba. Ma la tomba è aperta e trovano Dio che dice che Gesù è vivo: andate a dirlo ai vostri amici! Francesco beve un bicchiere d'acqua. Poi gli amici di Gesù fanno festa."
"Marco, amore mio, chi è questo Francesco? Beve acqua? Sei sicuro?"
"E Francesco, l'insegnate di religione, aveva sete e ha bevuto l'acqua."
.
Buona Pasqua a tutti!

lunedì 29 marzo 2010

Si cambia fidanzata... fino a domani

Al mare ci hai tediato sul perchè non avessimo portato Luna con noi, ci hai chiesto in continuazione cosa stesse facendo in Italia nei vari momenti della giornata. L'hai sognata spesso la notte e raccolto conchiglie per lei di giorno.
Al rientro Luna era contenta, ti ha dato un bacino sulla guancia e nei giorni a seguire ti sei dilungato nel raccontarmi i più intimi segreti del vostro rapporto. E così ora so che il vostro amore non vi impedisce di giocare con gli altri compagni, tu coi maschietti e lei con le femminucce, perchè non vi piacciono i rapporti "appiccicosi" come quello di S. e G. che hanno occhi solo l'uno per l'altra e impediscono a chiunque di intromettersi nella loro giornata. So anche che M. e F., due tuoi amici, sono innamorati della tua fidanzata, ma non sei geloso perchè anche loro sono troppo appiccicosi e Luna li guarda sempre digrignando i denti.
.
Questa sera Luca, tuo fratello, ha detto di avere una nuova fidanzata.
"Me no innamorato di N., me innamorato di C." dice Luca
"Hai cambiato? E no, non è valido! Allora devo cambiare anche io! Sono innamorato di... Sono innamorato di... Ecco se tu sei innamorato di C. allora io sono innamorato di E." ribatte Marco
"E.? La bimba che è in vacanza in questi giorni?" mi intrometto io
"Allora no, se è in vacanza no, di chi posso essere innamorato?"
"Scusa Marco non devi cambiare fidanzata perchè la cambia tuo fratello. Non è una gara e poi chi è la bimba che sogni la notte, che ti fa piacere vedere a scuola, che ti rende felice quando gioca con te?"
"Luna, ma devo combiare perchè ha cambiato Luca. Solo che non so di chi innamorarmi."

lunedì 15 marzo 2010

No bidè, no pipì_13 Marzo 2010

Ci siamo alzati con il sole: giornata calda e afosa fino a poco fa e ora piove. Antonio seduto sul balcone legge un libro, le due pesti dormono: il momento adatto per scrivere un po'.

Marco per superare la tristezza iniziale di non aver trovato altri bambini italiani con cui chiacchierare ha ripiegato sui canadesi che pullulano in piscina, non capisce una parola di quello che dicono ma nemmeno loro capiscono lui e quindi il problema non esiste. Apprezza le uscite in pedalò e cajak, ma ancora il mare è lontano dai suoi desideri. Da quando poi ha scoperto i segreti del braccialetto all inclusive lo vediamo allontanarsi e tornare con bicchieri di acqua e coca cola in mano, altre volte torna con le sole cannucce; a volte non sono per lui ma per Luca. Ovviamente anche il barista sa quando sono per il fratello. L'altro giorno siamo andati a visitare Santiago di Cuba, ha cercato di far valere il potere di acquisto del suo bracciale anche nel ristorante in cui abbiamo pranzato ma con deludente risultato.

Luca il suo orologio non lo ama molto, lo mette e lo toglie in continuazione ma ancora non ha capito a cosa serve, per ogni necessità di cibo o bevande si rivolge al fratello. Ci segue al mare e in piscina ma resta sempre all'asciutto. Gli piace invece correre per i viali del villaggio con le ciabatte rosse ai piedi e gli occhialini da mare in testa, sembra un piccolo aviatore più che un nuotatore dei caraibi. Sorride a tutti e tutti lo guardano sorridendo per il suo buffo aspetto: è il nino piqueno di CUbA, perchè lui non è al mare in vacanza, lui è a CUbA e CUbA gli piace proprio tanto a parte quel piccolo particolare mancante dei bagni che non smette di sottolineare: me no pipì, me voglio bidè!

giovedì 25 febbraio 2010

Mi stringe la mano

Marco esce dalla scuola d'infanzia triste, mi abbraccia, è silenzioso.
"Marco cosa succede? Non stai bene? Fammi sentire se hai la febbre?"
Resta in silenzio, MI STRINGE LA MANO mentre camminiamo verso l'auto. Poi durante il tragitto materna-nido mi racconta la sua giornata.
.
Caro Marco,
le bambine sono così, nessuno maschietto può competere con l'amica del cuore, non a cinque anni almeno. Forse oggi non ti ha dedicato molte attenzioni ma succede. Non mi chiedere perchè in continuazione, non ho risposte. Forse Luna è un po' timida, forse non è innamorata nonostante ti sorrida spesso o forse è innamorata e si vergogna ma hai ragione non sono concetti semplici.
Ok io sono la mamma e dovrei saperle queste cose, sono una "femmina" e dovrei capire le femmine, ma non è così! Non è che le donne capiscono sempre le altre donne meglio degli uomini sai? Tu hai ragione hai quattro anni e vuoi capire , ma nemmeno a trenta capirai tutte le donne che incontrerai. Molte fuggono quando amano, per insicurezza, per paura di farsi male o anche semplicemente perchè quell'amore è arrivato troppo tardi nella loro vita e rompere gli equilibri consolidati è complicato. Ok resetta tutto questo sono andata troppo oltre.
Prova a proporle di giocare un po' con te domani, magari fai scegliere a lei il gioco, ne sarà contenta. Però non posso proprio sopportare di vederti silenzioso, non per questo motivo. Non so come consolarti! Cosa si dice ad un bambino di quattro anni per alleviargli le pene d'amore?
.
"Ok Marco andiamo a prendere Luca e poi c'è un rimedio infallibile che con le donne funziona sempre, lo shopping! Andiamo a comperare il costume da bagno per il mare? Va bene?"
"Si mamma! E se troviamo quello delle Winx lo prendiamo per Luna!"

mercoledì 24 febbraio 2010

Luna

A inizio estate il suo cuore batteva solo per Michelle.
A fine estate il seguace del detto lontano dagli occhi lontano dal cuore, ha ripiegato sul compagno di classe Felice.
Ora dopo il letargo invernale è tempo di nuovi amori.
Da giorni Marco parla della sua amica Luna, mi supplica di invitarla a giocare a casa il pomeriggio e questa sera con la spontanietà, l'entusiasmo e il fiume di parole cui sono ormai avvezza mi ha confidato di essere innamorato di lei.
.
"Mamma oggi ho detto al mio amico Mattia che sono innamorato di Luna. Lui si è messo a ridere perchè le femmine non gli piacciono perchè dice che fanno solo giochi stupidi. Poi ha detto alla maestra che ero innamorato di Luna."
"Marco sono contentissima per te, è bello condividere i propri sentimenti con gli amici e non preoccuparti per Mattia, voleva solo fare lo spiritoso con la maestra. E' bello essere innamorati. E la maestra cosa ha detto?"
"Lei ha sorriso e anche Luna ha sorriso!"
"Amore ma Luna è innamorata di te?"
"Non lo so, quando glielo ho chiesto ha solo sorriso!"
"Glielo hai chiesto?"
"Sì ieri quando riordinavamo in salone solo noi due."
" Sai a volte le bambine non parlano, ma se ha sorriso un po' le piaci!"
"Sì forse è innamorata e poi mi piace tanto giocare con lei. Io la rincorro e le faccio solletico sulla schiena e lei ride"
"Ah ecco il solletico sulla schiena?!"
"Sì anche sulla pancia."
"Ah ecco il solletico sulla pancia?!"
"Sì e poi corriamo e lei sorride sempre con me!"
.
"Mamma ma tu eri innamorata di papà quando eri piccola come me?"
"Innamorata a quattro anni??? Bhe no mi piaceva Francesco, papà non lo conoscevo."
"Ah io invece voglio stare sempre con Luna e poi ci sposeremo."
.
"Mamma, ma io voglio bene anche a te, però non posso essere innamorato di te."
No hai ragione io sono solo la mamma. Una mamma follemente innamorata di te e di tuo fratello, che vi adora come nessun altro uomo al mondo, che vi riempirebbe di baci e carezze in ogni momento della giornata, che vi stritola in lunghi e appassionati abbracci. Una mamma che è felice di ascoltare le tue confidenze e di incoraggiarti a non avere paura di dire "Ti amo".
"Mamma non posso essere innamorato di te perchè tu sei troppo grande e poi andrai in cielo prima di me, vero? Invece Luna ha cinque anni e allora staremo sempre insieme."
.
Fatemi capire perchè qualsiasi sia l'argomento di cui stiamo parlando, IO devo sempre finire in cielo.

martedì 16 febbraio 2010

Shut Up

Quest'anno anche la scuola d'infanzia comunale ha aperto le porte alle lingue straniere. L'inglese è fondamentale nella vita: meglio iniziare da piccoli.
Sì insomma non troppo piccoli perchè a quattro anni è presto: i quattrenni devono migliorare la comunicazione nella lingua madre e poi disegnare, colorare, correre, giocare sono attività impegnative e stancanti, meglio non esagerare! A cinque anni tutto è diverso e poi il comune ha stanziato fondi solo per loro, per i quattro anni no. Ovviamente l'esclusione di Marco dall'iniziativa ha spinto Antonio a parlare con la direttrice e nella richesta di chiarimenti ha presentato alla fortunata il suo programma educativo che prevedeva il cinese e il russo da affiancare all'inglese oltre ad altri insegnamenti utopistici. Ma questa è un'altra storia.
.
Insomma Marco non segue il corso di inglese ufficiale, gioca però con i bambini di cinque anni e per emulazione impara. Da giorni torna a casa ripetendo: "Hello, run, stand up", c'è anche un "by bike" che sta per arrivederci.
Visto l'entusiasmo dimostrato ho pensato a qualche lezione di sostegno casereccia e abolito l'inizio corso da manuale "Hello Peter, how are you?" sono passata direttamente ai "phrasal verb" e alla espressione che si sentirà ripetere spesso nella sua vita "shut up".
.
Ora sapete bene che Luca sta all'arte oratoria come la neve ad ottobre. Sentire l'imperativo, insindacabile e orgoglioso "Shut Up" di Marco rivolto ad ogni tentativo di favellare del fratello non era proprio l'obiettivo del mio corso rapido di inglese.

lunedì 8 febbraio 2010

Le parole che non ti dirà mai

Sono circondata da colleghi con figli adolescenti che non fanno che ripetermi "tienili piccoli" che poi arrivano i problemi.
"Vedrai quando ti chiederanno consigli sulla ragazzina, di uscire per la prima volta la sera, quando vorranno andare in vacanza da soli!"
"L'unica cosa di cui puoi essere certa è che prima dei trent'anni non se ne andranno di casa perchè i mammoni Italici non abbandonano vitto e alloggio gratis tanto facilmente."
Io ascolto, so che hanno ragione ma alle scelte che riguardano un futuro remoto non voglio pensare ora che posso ancora abbracciare i miei cuccioli, riempirli di baci e carezze, ora che per loro sono l'unico oggetto di desiderio, l'unico amore, l'unica donna della loro vita. E poi chi li vuole via da casa prima dei trent'anni?! Scherziamo?
.
Siamo in auto, io cerco di riferire una notizia ad Antonio e rimprovero Marco per la sua incontinenza verbale. Marco sbuffa, brontola, protesta e poi esplode:
"Io me ne vado di casa! Appena compio cinque anni me ne vado di casa! Capito! Perchè voi non dovete più trattarmi male!"
Ora non erano frasi che non avrei dovuto mai sentire, se non mai almeno non tanto presto?
OH MY GOD!!! Non avrò in casa un seguace estremista delle idee Brunettiane?!

venerdì 29 gennaio 2010

Guarda come se la cava!

Mi distraggo al telefono con una amica e a fine telefonata il muro è imbrattato di rosa e verde. Due grosse macchie causate dal didò "spiaccicato" ad arte sul muro.
Un rimprovero che non spaventa nessuno e poi via di straccio e detersivo.
Marco mi osserva divertito: "Ehi Luca, guarda come se la cava!"

mercoledì 20 gennaio 2010

Intimi momenti a confronto.

Marco, alla età che ha oggi Luca, iniziava il suo calvario con quello che dovrebbe essere un bisogno fisiologico, naturale.
Nononstante i farmaci prescritti dal medico e regolarmente assunti, ogni volta che il calendario decretava che era giorno di purificazione interiore doveva ricorrere ad uno o due microclismi di glicerina, in alcuni casi al clistere di acqua calda o camomilla e sempre comunque lo attendeva un'ora di sofferenza in cui mi supplicava di aiutarlo perchè sentiva dolore. La somatizzazione dell'arrivo del fratellino era evidente e preoccupante.
Dopo più di un anno di cure e grazie ad un nuovo farmaco, è riuscito a recuperare la sua regolarità perquanto l'assistenza costante della mamma seduta a lato della tazza fosse un must irrinunciabile.
Marco oggi fa la cacca da solo e io vengo interpellata quasi sempre per la pulizia del culetto. Quasi sempre perchè succede anche che Marco se ne stia seduto sul bidet affiancato del fedele servitore che non si allontana se non dopo aver adempiuto al suo incarico: "me pulire culetto Marco".
Insomma per Marco fare la cacca è un momento di condivisione spesso dolorosa.
.
Luca ha trovato da subito affascinante il momento del bisogno. Ha iniziato presto a detestare il pannolino quale destinatario dei suoi rifiuti, ha sperimentato il vasino per breve periodo ma il suo vero amore è stato il WC. Dopo una inziale richiesta di assistenza da parte della mamma ha preteso l'autonomia e il solitario esercizio.
Fare la cacca per Luca è un momento di liberazione interiore ed esteriore: toglie scarpe, calze, pantaloni, mutandine, chiede che venga posta davanti a lui una sedia e poi "via mamma, faccio me solo". Finita la fase espulsiva inzia la fase dell'esibizionismo: senza chiedere aiuto si arrampica sulla lavatrice e inizia a ballare osservando la sua immagine riflessa nello specchio. Poi, sorpreso in flagranza di reato, prende la pomata posta accanto alla lavatrice e chiede ridendo "me pomata brucia culetto".
Insomma per Luca fare la cacca è un momento di solitudine assolutamente gioiosa.

lunedì 18 gennaio 2010

Primogeniti e Secondogeniti

Mensilmente la maestra del nido ci consegna il diario in cui annota i progressi di Luca, le attività che più gli piace fare con i compagni, le proposte a noi genitori per una sempre maggiore collaborazione casa-scuola.
E nell'ottica del dialogo continuo, io rispondo parlando del mio Luca, di come interagisce con con mamma e papà, il fratello, i nonni...
Questo mese sul diario si parla di un Luca che nei giorni in cui era presente Marco al nido, si sentiva forte, meno titubante nel gioco di gruppo, protetto, complice del fratello.
Mi ha fatto molto piacere leggere queste righe e ancor più gratificante è vedere una sempre maggiore complicità anche in casa.
Luca venera il fratello, lo cerca in continuazione, fa tutto quello che gli viene suggerito, è fedele, leale, alleato inseparabile: per suo "fatello" anche la tanto adorata "mamma Enata" diventa "butta mamma". Le conquiste sono un lento avvicinarsi ai traguardi già raggiunti da Marco. A lui si rivolge quando non riesce ad accendere il computer, quando ha bisogno di un interprete o un traduttore del suo italiano sgrammaticato.
Inutile sottolineare che Marco è attento, premuroso e molto orgoglioso del ruolo di leader che ricopre. In genere è anche un ottimo maestro che rimprovera per gli errori ed elogia per le conquiste, a patto che non venga sminuita la sua superiorità.
Così quando ieri Luca veniva applaudito con un "bravissimo Luca" per aver mangiato tutta la pasta da solo con la forchetta, è intervenuto il fratello a smorzare i toni:"Se è così bravo perchè poco fa non lo capivate senza di me?"

martedì 29 dicembre 2009

Guai a chi lo tocca, tranne me!

Marco è al suo terzo giorno di asilo nido. Come sempre in occasione della chiusura della scuola materna trascorre le sue vacanze in compagnia del fratellino in quello che è stato per due anni anche il suo nido. E' felice, si diverte.
Luca ripete orgoglioso che il suo asilo è aperto mentre quello di Marco è chiuso e pur senza un grande entusiasmo iniziale, ha accettato la convivenza.
All'uscita.
.
"Sai mamma all'asilo di Luca c'è Filippo ed è un monello, spinge i bambini e fa i dispetti a tutti."
"Davvero? Anche a te e Luca."
"Sì me sì. Monello Pippo." dice Luca.
"Ci ha provato ma c'ero io a proteggere Luca. Luca non ti devi preoccupare finchè ci sono io non succede nulla" aggiunge Marco e prosegue "Dobbiamo chiedere a zio Giò se ci presta i pesi perchè devo farmi i muscoli più grandi. Filippo ha cercato di spingere anche me, ma io gli ho mostrato i muscoli e non si è più avvicinato."
"Ma è terribile questo Filippo!?"
"E sì mamma, però non ti preoccupare se ci sono io Luca è tranquillo, lo difendo io."
"Gazie Maco, fratello me." risponde Luca.
"Mamma, ma cosa facciamo quando io non ci sono?" e preoccupato "Luca se si avvicina Filippo vai dalla maestra che domani la avviso io di proteggerti, ok?"
"Si Marco, me ...egge.".
.
Entriamo in casa, facciamo merenda. Dieci minuti più tardi Luca strilla sdraiato a terra immobilizzato dal fratello che vuole rubargli un giocattolo.

lunedì 28 dicembre 2009

Per fortuna non ha la slitta!

Un robot trasformer grande e quattro auto robot trasformer piccole, una confezione di lego, una macchina in legno da costruire, Saetta Mac Queen piccola, Saetta Mac Queen grande, Crichetto, Dottor Hudson, un camion per il trasporto di auto con le auto da trasportare, i modellini della moto di Valentino e Stoner, due palle per saltare, un gattino, un papero e due zainetti di peluches, due Sapientino scuola a dimostrazione che la Clementoni non è migliore della Lisciani Giochi, un camion dei pompieri dalle dimesioni quasi reali con tanto di sirena e pompa dell'acqua funzionante, due confezioni di Happy Mais, la valigetta con didò di Handy Mandy, un computerino di Winnie de Pooh, due confezioni di pennarelli, due folletti da appendere all'albero di Natale, un mini bowling con birilli e palla in stoffa, un penny in oro come portafortuna, due tazze per il latte, due pigiamini, due maglioncini blu.
"Mamma ma quanto è grande la slitta di Babbo Natale? dove li mette tutti i giochi che trasporta?"
"Babbo Natale ha una slitta grande e magica, c'è spazio per tutti i giochi. E fuori onda aggiungo Babbo Natale con la vecchiaia deve essere pure impazzito visto che l'elenco sopra non si riferisce alle consegne fatte in città, nel quartiere o nel condominio; gli unici destinatari erano due bambini non più meritevoli di altri nè meno, due bambini che hanno avuto un Natale talmente ricco di doni che quasi mi vergogno a raccontare, due bambini che rispondono di avere ricevuto solo regali perchè l'elenco è troppo lungo per poter essere memorizzato, due bambini che quando vedono qualcuno arrivare in casa chiedono cosa abbia portato loro perchè la normalità è ricevere sempre qualcosa e questa normalità porta ad una imbarazzante maleducazione che fatico a recuperare."
"Mamma ma io preferisco la Befana a Babbo Natale?"
"Perchè?"
"Perchè mi porterà le caramelle a forma di piedini."
"Lo dicevo io che non hai più nulla da desiderare se non le buone vecchie caramelle!"
"Ma mamma se vola su una scopa, dove mette le calze la Befana? Mica ha la slitta lei?"
"Ha un sacco grande grande che porta in spalla, dentro ci sono calze leggere con qualche caramella... e per fortuna almeno lei non ha la slitta!"

mercoledì 9 dicembre 2009

Come due gocce d'acqua

Alla scuola d'infanzia qualche settimana fa hanno presentato il progetto educativo per l'anno in corso: imparare a raccontare e ad ascoltare.
Pare che la maggior parte dei bambini venga parcheggiato davanti al televisore in solitaria meditazione per l'intero pomeriggio e questo si riflette in una incapacità di comunicare e ascoltare.
L'occhiata della maestra che mi guardava non aveva bisogno di traduzione.
Conscia che Marco potrebbe partecipare come insegnate almeno nella sezione "raccontate i fatti vostri e già che ci siete anche quelli di mamma, papà, fratellino, zio, zia, nonno, nonna, vicini di casa e amici" e aggiungerei "come imparare a non tacere nemmeno un minuto", ho persino pensato che se la televisione è una causa per alcuni, poteva diventare un rimedio per altri: mi sbagliavo. Anche davanti allo schermo il suo motto è:
"Insomma io sono solo un bambino, se non mi spiegate queste cose come faccio a imparare!"
.
Mi sto perdendo. Torniamo al titolo del post.
Una mamma dovrebbe essere orgogliosa quando le dicono che i figli le assomigliano, ma ultimamente alla constatata somiglianza fisica viene aggiunto un "è proprio uguale a te, non tace mai!"
Potrei anche non dar peso alle parole visto che zia Lu riterrebbe troppo loquace anche una mummia, ma avere un figlio che mi assomiglia come una goccia d'acqua, che ha preso da me l'arte di rompere i cojones con il suono melodioso della sua voce, non sono certa sia una grande soddisfazione.