venerdì 29 maggio 2026

Isole Eolie: LIPARI: Escursione con e-bike 29 Maggio 2026

Siamo arrivati all’ultimo giorno di escursioni, abbandoniamo il trekking per un giro completo dell’isola di Lipari in e-bike. E’ l’escursione che temo di più: 38Km in sella, deleteri per il mio fondoschiena e le mie ginocchia! Fortunatamente il supporto elettrico è di grande aiuto: tutto il percorso è stato "azzera supporto nelle discese, metti il supporto al massimo nelle salite". Ma andiamo con ordine.

Ritirate le biciclette elettriche da Bruno, ci dirigiamo verso Canneto e poi a seguire Porticello, Acquacalda, Caolino e Varesana. 

Durante il percorso, Giuseppe, la nostra guida, si ferma per completare il racconto della storia di questa isola, il tutto arricchito con altri aneddoti. Questa bellissima isola non è solo una meta turistica rinomata per le sue spiagge, come quella di Canneto; è un luogo dove la storia della terra e quella dell'uomo si intrecciano in modo indissolubile, scritte nelle rocce che ne compongono il paesaggio. Il racconto delle sue cave di pomice e caolino svela l'anima profonda di un'isola che, per secoli, ha vissuto in simbiosi con la propria natura vulcanica, tra ricchezza economica e sacrifici fisici.

Per generazioni, la pomice ha rappresentato il motore pulsante dell’economia locale. L’estrazione, un tempo gestita da piccole concessioni familiari, seguiva la morfologia della montagna: si lavorava lungo i "canaloni", strisce di terra che collegavano la cima al mare. Mentre gli uomini affrontavano il pericolo delle "valanghe" controllate per far rotolare il materiale a valle, le donne lavoravano nei magazzini, addette alla pulizia e alla suddivisione della pietra in base alla pezzatura.

Questa prosperità industriale ha però lasciato un'eredità dolorosa. La lavorazione in ambienti chiusi esponeva i lavoratori alla polvere di silice, causando una forma di silicosi così diffusa da essere ribattezzata dai locali "lipariosi". Nonostante ciò, la qualità della pomice di Lipari era tale da essere esportata in tutto il mondo, arrivando fino in America per l'uso in edilizia.

Dal punto di vista scientifico, la pomice è definita come una "schiuma di lava" nata da eruzioni esplosive violentissime. La sua caratteristica più sorprendente è la capacità di galleggiare grazie a celle d'aria interne non comunicanti che le conferiscono un peso specifico inferiore a quello dell'acqua. Già gli antichi Romani, fini conoscitori del materiale, la utilizzavano per alleggerire strutture architettoniche colossali, come la cupola del Pantheon.

Il paesaggio portava i segni di questa attività: le famose Spiagge Bianche un tempo bianche lo erano davvero, in realtà erano nate dagli scarti della lavorazione industriale scaricati in mare per decenni, creando distese artificiali. Oggi non è più così, la cava è stata chiusa per motivi ambientali, e la pomice è stata man mano portata via dal mare e dal vento. 

Oltre alla pomice, questa parte di isola custodisce il caolino, un'argilla preziosa nata dall'alterazione idrotermale di antiche rocce. Sebbene all'esterno appaia rosa, il caolino di Lipari rivela un cuore di un bianco purissimo una volta spezzato. Estratto manualmente fino agli anni '70, veniva impiegato per produrre cementi chiari, medicinali e prodotti agricoli.

La chiusura definitiva delle cave nel 2007 ha segnato la fine di un'era. Sebbene la nomina delle Isole Eolie a Patrimonio dell'Umanità UNESCO mirasse a tutelare il sito, la transizione verso una gestione culturale non è stata semplice. Il piano originale prevedeva la creazione di un museo della pomice dove gli ex operai potessero narrare la propria storia, ma una complessa vicenda legale tra la Regione Siciliana e un curatore fallimentare ha bloccato il progetto.

Oggi, l’area delle cave vive un momento di incertezza, sospesa tra il degrado delle vecchie strutture industriali e il desiderio della comunità locale di preservare la propria memoria storica. Lipari rimane così un monito di come la bellezza naturale e l'archeologia industriale debbano trovare un equilibrio per non disperdere un patrimonio che appartiene, letteralmente, all'intera umanità.


Continuiamo a pedalare. Una piccola deviazione  al belvedere di Quattrocchi e infine Pianoconte. Qui ci fermiamo a visitare il pastificio “La Macina” dove ci vengono spiegati i vari grani antichi piantati sull’isola e assistiamo alla dimostrazione della molitura. Poi nell'annesso ristorante ci attente un pranzo a base di prodotti tipici della tradizione eoliana, a km 0. Tutto buonissimo e semplicemente fantastico. 
Ma è anche l’ultimo pranzo di questa bellissima vacanza in compagnia di 16 compagni di viaggio che hanno impreziosito la nostra settimana alle Eolie.

Dal Piemonte: Aldo, un gigante dagli occhi azzurri. Ci ha deliziato per giorni con barzellette argute e battute sagaci. Più profondo di quanto voleva farci credere. Enrico un ottimo fotografo sempre sorridente, gentile e disponibile con tutti e sua moglie Alessia, solare e simpatica, che per amore del suo Enrico ha iniziato a camminare in montagna e adesso ci batte tutti! E poi ancora Luigina con un braccio infortunato e il suo Renato, solida e fondamentale spalla in questa vacanza. Una bellissima coppia che nonostante i tanti anni di matrimonio è apparsa subito complice e molto affiatata.

Dalla Romagna tre amiche: Marina, Fabrizia e Patrizia. Tre pensionate “doc” simpatiche ed esuberanti che hanno mostrato a tutti che divertirsi fa bene al cuore e divertirsi con le amiche impedisce davvero di invecchiare. Nel loro gruppo hanno accolto Elena dalla Brianza, donna dolce e sensibile, attenta a interiorizzare tutto quello che ci circondava, e Laura da Pordenone, la cui capacità di ascolto tradiva quella che non era solo una professione ma anche una missione… Cinque donne uniche, testimoni della forza della solidarietà tra donne.  

Da Bergamo: Monica e Massimo. Vicini a noi non solo geograficamente ma anche per età e professione.  Apparentemente i più riservati del gruppo, ma una volta rotto il ghiaccio, una piacevole ed affidabile compagnia.

Da Venezia: Federico, Stefania e la loro figlia maggiore Nita che con i suoi 33 anni era la più giovane del gruppo. Loro, una coppia di ingegneri elettronici, sempre pronti a impreziosire con il loro sapere le nostre escursioni. Una famiglia speciale a dimostrazione che l'amore è davvero la forza che muove il mondo.

E infine da Lipari: Giuseppe la nostra guida. Un geologo innamorato della sua terra, conoscitore della sua storia, dei suoi usi e tradizioni, abilissimo oratore. Non è stata solo una guida, era uno di noi. E dietro le quinte la moglie Francesca con cui gestisce l’agenzia: https://www.leisoleditalia.com/. Insieme ci hanno regalato una settimana fantastica, ben oltre le nostre aspettative.

Ed ora siamo pronti a riprendere la quotidianità carichi dell’energia che queste terre meravigliose ci hanno trasmesso.

PS: un grazie anche ad Aldo e Milena nostri vicini di casa fino a quattro anni fa, quando stanchi di Milano hanno lasciato tutto e si sono trasferiti a Milazzo. Ci ha fatto davvero piacere rivederli al porto anche se i tempi del nostro tour ci hanno concesso solo pochi istanti insieme.

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