lunedì 3 maggio 2010

Body Painting

Da tempo la cameretta è diventata un rifugio, un territorio in cui tutto è concesso, un'area nudisti, un luogo di fraterna complicità e altrettanto fraterne mazzate.
Saltano sui letti come fossero i gonfiabili del centro commerciale, rovesciano sacchi di giocattoli alla ricerca delle braccia dei Gormiti che probabilmente sono già nella pancia del Folletto, parlano di presunte fidanzate mutuando il linguaggio dei cartoni animati: "Al mio amico F. ha spezzato il cuore ma a me no perchè mi ama e io amo lei!"... insieme, rigorosamente insieme e lontano da noi che restiamo spesso con l'orecchio vigile e l'occhio distratto a vegliare su di loro.
In queste serate all'insegna della collaborazione, possiamo anche concederci momenti di indisturbata intimità quasi certi che non ci verranno a cercare e che non busseranno alla porta chiedendo con insistenza: "cosa state facendo?"
..
L'idilio però a volte viene interrotto dal grido di aiuto dell'uno o dell'altro.
L'altra sera Luca era seduto sul suo letto nudo e completamente dipinto da tratti di pennarello verde e azzurro che non hanno risparmiato ombelico, pisellino, schiena e culetto. Marco sorpreso con il pennarello ancora in mano nel tentativo di dipingere la pianta del piede di Luca sosteneva di non essere stato lui. Luca dopo essersi lamentato per il solletico, mostrava i suoi tatuaggi orgoglioso.
Nulla di nuovo o mai successo prima, pisellino a parte. Luca ama dipingersi addosso, anche le insegnati del nido non ci fanno più caso. Il medico che l'ha visitato ieri mattina no. Ecco ora lo sapete anche voi così sono certa di non dovere dare altre spiegazioni.

5 commenti:

  1. Possibile non fosse stato lui... forse il responsabile è Stoner! :-DDD

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  2. ciao cara
    mammina74

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. spero cara renata che tu riesca a trovare il tempo di frequentare il tuo blog adesso.
    Certo che il tempo che ti avevano lasciato se lo sono ripreso con gli interessi.
    Ma forse sei più contenta.
    ciao, fatti sentire

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  5. @Saint Just: mi conosci, sai che il lavoro era una droga per me e mi sono fatta prendere come un tempo. Non so se è un bene, anche se è vero che sono contenta, di certo non lo è trascurare gli amici. Per il blog in realtà il problema è un altro, ho sempre scritto quello che pensavo e provavo. Oggi troppe persone che lavorano con me sanno del blog e non mi sento più libera di scrivere come vorrei...Ti chiamo lunedì, promesso!

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