lunedì 31 agosto 2009

Laguna, arrivederci.

"Vedi il sole come si è fatto grande, ora è una palla di fuoco, una enorme palla rossa là in fondo. Sempre più lontano dal cielo, sempre più vicino al mare. Ascolta in silenzio, tra poco si tufferà a rinfrescarsi e si scioglierà. Tutto si tingerà di rosso e il sole scomparirà tra le onde per poi tornare domani all'alba."

Così dall'alto dell'Argentario abbiamo salutato la Toscana, ci restano i ricordi: un'abbuffata di pesce con un amico che vive a Roma e che ha allargato la famiglia da poco; le torte della signora Gabriella, perfetta padrona di casa; Romeo e Zala i gatti del residence che da oggi possono tornare a sonnecchiare sulla loro poltrona; quaranta minuti di "terrore" cercando di far uscire Luca dal bagno in cui si era chiuso a chiave; i primi tuffi di Marco in piscina e nella fontana, i salti nelle onde e i castelli di sabbia costruiti insieme; le nuotate di Luca nudo nella sabbia, ispiratrice di bisogni liquidi e anche solidi; pic-nic; gite ed escursioni e ancora i "bambi" e i lupi mancati.

Si ricomincia o si continua. Dipende.


venerdì 28 agosto 2009

Risalite

Me ne sto con i piedi in acqua e guardo le onde disegnare montagne sulla spiaggia, cime subito assorbite dal sole. Sposto lo sguardo sul castello di sabbia che abbiamo fatto ore prima: il mare ha superato le mure difensive ed è quasi arrivato alle torri.

Oltre il bagnasciuga ci sono i miei figli che giocano e camminano sulla spiaggia: come ogni anno scoprono quanto possa essere divertente rotolarsi nella sabbia e saltare i cavalloni quando è ormai ora di partire.

E ci sono quei tre fratelli poco distanti, dodici anni circa. Il più piccolo è seduto sul bagnasciuga e gli altri due gli stanno riempiendo il costume di sabbia... ridono e poi lasciano che l'acqua del mare rubi quella cellulite in eccesso.

Decidere.
Figlio o lavoro? Forse quel terzo figlio non arriverà mai, ma non sarò io a dire no.

giovedì 27 agosto 2009

Bambi!

Due anni fa durante le vacanze estive abbiamo conosciuto Giovanna e Andrea.
In quel periodo Luca si godeva gli ultimi due mesi di soggiorno nella mia pancia e Marco era già chiacchierone e curioso come oggi. Giovanna gli aveva raccontato una storia su alcuni “bambi” che avremmo potuto incontrare non ricordo dove. Marco cercava bambi ovunque e assillava Giovanna di domande ma a fine vacanza, nulla.
Quest'anno siamo ancora in Toscana, altra spiaggia altro mare, e stamane mentre ci inoltravamo nella pineta che conduce alla spiaggia di Feniglia, quella che ci regala a destra la vista dell'Argentario e a sinistra lo scoglio Puccini, ci siamo imbattuti in un branco di cerbiatti: i bambi!

Si avvicinavano in cerca di cibo e si lasciavano accarezzare dai bambini.

Cara Giovanna un po' in ritardo ma ce l'abbiamo fatta!

mercoledì 26 agosto 2009

Cosa cosa Cosa

Mi pare che fosse Ulisse a dire a Polifemo, il ciclope che poco più tardi avrebbe accecato, di chiamarsi Nessuno. Così quando Polifemo con una trave conficcata nell'unico occhio urlando di dolore richiamò i fratelli fu preso per pazzo perchè diceva di essere stato accecato da “Nessuno”.
Anche noi ieri ci siamo divertiti a scherzare con Marco che in genere si arrabbia parecchio se non riceve le risposte alle tante e tante domande che ci rivolge. Visto che nel tardo pomeriggio dopo mare e piscina abbiamo improvvisato una visita alla città romana di Cosa, il gioco di parole era quasi scontato.
“Andiamo a Cosa”
“Si ma cosa?”....

Cosa, nascosta dietro la collina di Ansedonia, circondata ma non vista dalle ville di vips e policiti ci ha accolto tra le sue ancora possenti mura che a giudicare dai blocchi di pietra sovrapposti sembravano costruite da ciclopi di altri tempi. Una bella passeggiata a sole ormai calato tra gli ulivi che di tanto in tanto ci regalava la vista di una domus, di un tempio e un tratto breve di strada lastricata in pietra. Da sempre le ampie strade costruite durante lo spendore della antica Roma mi affascinano: a Cosa, come a Roselle o a Grumento... blocchi enormi di pietra accostate le une alle altre, levigate dal tempo e usurate nei tratti di maggiore passaggio dei carri... a Cosa il tratto è breve ma il fascino identico.

Marco e Luca lontano dal mare e dalla sabbia si sono divertiti. Ne eravamo certi già prima di partire. Esploravano il territorio in cerca di lupi e di formiche: i primi anche ieri non si son fatti vedere ma le seconde erano ovunque. Marco le osservava mentre andavano e venivano dal formicaio portando briciole, Luca si avvicinava all'ingresso del formicaio e cercava di schiacciarle con i piedi ridendo divertito. Tante corse, lanci di sassi e pietre e la disperazione nel dover abbandonare quel luogo.

martedì 25 agosto 2009

La via del Tufo

Curve, curve, curve... sembra non arrivare mai... appare come un presepe disegnato nell'orizzonte. Tufo grezzo che esce dal verde e dal quale si innalzano piatte pareti irregolari, finestre, archi, tutto in tufo lavorato: Pitigliano.
Fontane ovunque, vasi fioriti sui muri esterni delle case, ringhiere in ferro battuto, vicoli stretti, Rita che mentre stende i panni vede Maria passare e la chiama per un caffè, anziani seduti sui gradini appena fuori le case che salutano i bambini facendo complimenti, tanti turisti stranieri, il ghetto ebraico e la sinagoga visitabili con tre euro e la via che del ghetto conserva il nome, ieri protagonista della assurda morte di una giovane madre.
Picci con pomodorini freschi, tortelli di ricotta e spinaci, pappardelle al ragù di cinghiale... due ore di sosta prima di lasciare Pitigliano e raggiungere Sovana: piccolo borgo monocromatico nella struttura, impreziosito da fiori di ogni tipo. Un paese in cui il tempo sembra fermo da secoli. Bellissimo. Un gelato e l'ultima tappa: Sorano. Qui c'è Silvia una giovane artista di Padova: fortunatamente il quadro di cui mi sono innamorata è già venduto, le finanze famigliari sono salve!

Giornata spledida direbbero in molti, giornata interessante e molto stancante aggiungo. Marco è caduto nella terza fontana in cui ci siamo fermati a bere e ha girato per tutta la mattina con le sue mutandine rosse e una maglietta di Luca che avevo in borsa, Luca correva come un pazzo dietro il fratello e per tre volte si è ritrovato faccia a terra, le due ore al ristorante sono state un continuo rimprovero all'uno o all'altro spazientiti dalla lunga attesa e... per fortuna che c'erano i famosi lupi di Sovana che non abbiamo incontrato ma ci hanno permesso di camminare vicini vicini almeno per un po'.

sabato 22 agosto 2009

Incontri speciali

Ha iniziato a lavorare molto presto, mentre il mare le rubava un fratello. Un matrimonio e una separazione alle spalle e un figlio da crescere da sola a 24 anni. Un nuovo amore, il desiderio di un altro figlio che sebbene sia tutto ok, non vuole arrivare. Un viso da bambina che tradisce la sua pur giovane età, una forza da donna e una grinta da leone.

Ha qualche ruga, due occhi azzurro cielo, la tranquillità nella voce e nei gesti, la serenità riflessa negli occhi del marito. Sedici anni di stancante ricerca prima di quella figlia arrivata a due anni e rimasta unica perchè la burocrazia è spesso nemica dei sentimenti.

Ci si incontra a bordo vasca. Si parla e si ascolta. Milano-Roma -Torino; età diverse; un desiderio comune a molte donne: essere madri.

venerdì 21 agosto 2009

Sagra di fine estate

Complice la stagione estiva e le vacanze, possiamo fare tardi camminando per le vie di paesi in festa: bancarelle che espongono prodotti locali e contraffatti, tante varietà di miele, zucchero filato, artisti di strada dai funamboli ai musicisti di cui Antonio comprerebbe sempre i cd... in genere i gusti miei e del consorte si dividono davanti ad una gastronomia locale che in molti casi lascia il posto a salsicce, salamelle, patatine fritte e birra.
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Ieri sera però la Sagra di fine estate a Capalbio ci ha visto ospiti proprio per la cena. Gnocchi del buttero e cinghiale regnavano sui tavoli in legno e ovviamente non mancava il vino. Tutto abbondante, ottimo, a prezzi accessibili e ben organizzato. Luca ha apprezzato tutto, prima di seguire il fratello nella sua corsa tra i tavoli che è continuata per le vie del centro storico e lungo la passeggiata che fiancheggia la cinta muraria.
Poi Marco l'ha preso per mano: “Luca vieni ti aiuto io, non ce la fai più a correre? Vuoi che ti prendo in braccio? Dai Luca c'è discesa corriamo...” Meglio ricordare questi rari attimi di amore fraterno: rimproveri, salvataggi a due centimetri da terra, corse per riacciuffare ora l'uno ora l'altro sono luoghi comuni ormai.

giovedì 20 agosto 2009

Giglio Giglio...

Non c'è guida turistica che non consigli una gita all'Isola del Giglio. Ci si imbarca sul traghetto a Porto Santo Stefano e in meno di un'ora si approda sull'isola. Dal porto camminando verso destra o verso sinistra ci si addentra nelle caratteristiche vie dello shopping. Con un biglietto dell'autobus (acquistabile solo dal tabaccaio difronte al porto stesso) si raggiunge Giglio Castello che nasconde uno dei borghi medioevali meglio conservati d'Italia; con un altro biglietto si arriva a Giglio Campese nota località balneare.
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Le guide turistiche o forse il buon senso dovrebbero consigliare di non visitare l'isola durante le settimane centrali di agosto ma la mia cocciutaggine ci ha portato ieri in questo paradiso dal mare cristallino e dalla ricca vegetazione. Faceva caldo, troppo caldo. Una visita al castello avrebbe provocato una insolazione e quindi giù diretti verso la spiaggia, quella raggiungibile con l'autobus di linea, quella che i miei appunti indicavano come una bella e ampia spiaggia sabbiosa. Forse in altri giorni dell'anno ma non ieri. Quella spiaggia si è rivelata una vera delusione sembrava terreno e il mare di certo non paragonabile alle insenature dal mare cristallino che si vedevano dall'alto. O forse abbiamo azzardato troppo. Mi sono accorta di quanto fossi stanca e di quanto certe gite con il caldo torrido e due bambini al seguito perdono molto del fascino che avrebbero in altri momenti. Ci riproveremo in altro tempo.

martedì 18 agosto 2009

Ansedonia


Siamo i primi ad arrivare sulla spiaggia di Ansedonia alle otto del mattino.
Un' ampia spiaggia libera di sabbia scura punteggiata da impronte di gabbiani. Fissiamo il nostro ombrellone e stendiamo i teli poco distanti dal bagnasciuga lasciando alle spalle il verde della macchia mediterranea.
Il mare è piatto, una distesa di acqua pulita. Tanti pesciolini a strisce grigie si avvicinano ai nostri piedi.
Dopo un inizio deludente finalmente una spiaggia e un mare che non tradiscono il loro nome.
Poco dopo le prime coppie con bambini, qualche pancia abitata, due anziani che seminano ombrelloni in attesa di parenti che all'alba del mezzogiorno ancora non si saranno fatti vedere, un gruppo di turisti che usano la spiaggia come accampamento e che hanno con sè il necessario per sopravvivere tre giorni o forse si limiteranno ad un pranzo di ferragosto rimandato.
Marco che già ieri ci ha stupito gettandosi con i braccioli nella piscina dei grandi, gioca con acqua e sabbia, corre sul bagnasciuga e improvvisa un tuffo involontario con tanto di bevuta di acqua "salata ma buona". Luca non tradisce i geni materni (ho imparato a nuotare a 29 anni), e se ne sta sotto l'ombrellone schifando acqua e sabbia. Ma non abbiamo fretta, se segue le orme del fratello per altri due anni abbiamo vita facile sulla spiaggia.
Il foglio è stropicciato, umidiccio, con chiazze di sabbia... è ora di rientrare per il pranzo e di riportare il tutto sul PC.

sabato 15 agosto 2009

Laguna... aspettaci!

Abbiamo temporeggiato indecisi sulla meta, poi abbiamo aperto google. maps, digitato “residence, toscana” e iniziato una tre giorni di telefonate e e-mail a tutti i bullet rossi che venivano indicati sulla mappa. Nessuno sembrava avere disponibilità per due settimane consecutive e nessuno che avesse un accesso diretto al mare: c'è crisi? Poi finalmente “Bingo!”
Non è proprio sul mare ma c’è tutto quello che chiedevamo per le nostre ferie estive.
Quasi tutto visto che Giuseppe, un collega, tornato dallo stesso luogo e ancora entusiasta per la vacanza mi ha descritto il luogo: "La spiaggia a Giannella non è molto curata, meglio quella di Feniglia. L’importante è verificare di non aver scelto una struttura nel tombolo interno che si affaccia sulla laguna."
Ecco appunto, la laguna.
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Si parte, buon ferragosto a tutti e... benvenuta a Sara che poco fa ha attraversato il tunnel e si è tuffata in questo strano mondo, proprio non voleva perdere la grigliata di Ferragosto!

venerdì 14 agosto 2009

Fine di un ghetto?

Da qualche giorno si parla del Ghetto di Milano, del fortino della droga, del covo delle armi, de "le case" nella periferia Nord di Milano su Viale Testi in cui pitbull e bambini di 8 e 9 anni vengono usati come sentinelle per tener lontani o avvisare nel caso si presentassero poliziotti o carabinieri.
Non è storia recente. Renato, un amico che a Milano è nato, ci parlava di queste case già molti anni fa. Lui fotografo di professione aveva avuto l'incarico per un servizio fotografico proprio lì ed era arrivato dalla sposa scortato, nessuno poteva entrare se non "conosciuto".
Si dà il caso che io abiti sulla stessa via, qualche chilometro più giù.
Questa mattina, l'ultima da pendolare Erba-Milano, imboccavo viale Testi con Antonio: prima un elicottero che girava sopra le nostre teste, poi tanta gente affacciata ai balconi e infine il blitz. C'erano più di trenta - quaranta polizziotti in piedi davanti ai condomini, pattuglie, pulmini, auto dei carabinieri, poco più giù un altro elicottero presidiava viale Zara.
Sembrava la scena di un film ma nei film la notizia di un probabile intervento viene tenuta segreta non pubblicata sui giornali giorni prima e poi in genere c'è un lieto fine, il cattivo viene arrrestato e si ristabilisce l'ordine e la giustizia.
Sarà così? Servirà a qualcosa? O come temo "morto un papa se ne fa un altro".
Tra qualche anno non potrò impedire ai miei figli di prendere la bicicletta e pedalare, quattro chilometri non sono molti.

giovedì 13 agosto 2009

Idiosincrasie

Mi piace: il colore della campagna in autunno, il tramonto sopra la chiesetta di Carcano, la pioggia d’estate, le spiaggie deserte, la Pioggia nel Pineto, i viaggi, la casa in cui sono nata, l’odore del legno, la vernice fresca, le feste paesane, il Natale, gli occhi azzurri, la Signora in Giallo, il tenente Colombo, cantare in auto da sola, alzarmi all’alba, Kevin Costner, Robin Williams, le case con terrazzo, i giardini inglesi, La solitudine dei numeri primi, l’altalena, la burrata, la pasta fresca di mia suocera, Ale e Franz, il teatro nelle sere d’inverno, Meryl Streep, le chiesette medioevali, Monet, Renoir, le rose rosse, le orchidee, Parigi, arrampicarmi sugli alberi, le serate con gli amici, il silenzio.
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Non mi piace: il disordine, la spesa al supermercato, il caldo afoso di Milano, le code in autostrada, le barbabietole, il presidente del consiglio, i film horror, le bestemmie, il razzismo, Dottor House, le persone invadenti, l’eleganza del riccio, l’uomo tigre, i cavi sparsi per casa, la rete wireless in camera da letto, le malattie dei bambini, le spiagge affollate d’agosto, würstel e crauti, la trippa, l'heavy metal, i sermoni di don Bruno, i dipinti di arte sacra di autori vari, Londra, stare senza far niente, i ricatti, la Monnalisa, gli uomini con le camicie a maniche corte, i piercing, i serpenti, le sorprese, cucinare.

mercoledì 12 agosto 2009

Discese o Risalite

Si avvicinano le ferie, sto studiando la meta, pianificando le escursioni che faremo e soprattutto mi sto preparando a staccare la spina da una parte della routine quotidiana che ultimamente mi sembra più insopportabile del solito: il lavoro d'ufficio. Quindici giorni di totale distacco, con la testa libera di vagare altrove tra mare, campagna e piccoli centri abitati in cui sono certa che odori, colori e storia rimarranno dentro il cuore oltre che sui tanti scatti fotografici.
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Poi qualcosa mi ha riportato alla realtà dell'ufficio come poche volte quest'anno. Basta ostacoli all'uscita, basta espedienti per trattenere contro voglia e contro le reali necessità dell'ufficio stesso. Di nuovo la possibilità di rimettermi in gioco, di ritornare a fare un lavoro serio e apparentemente interessante. Ora a trentacinque anni, un quadro part time, con due figli al seguito, decisamente arrugginito che lavora all'interno di un'azienda in cui le risorse umane sono numeri da far quadrare all'interno di un budget sempre più ristretto, dicevo una persona così non si ricolloca facilmente: è un'opportunità più unica che rara che solo la fiducia e l'amicizia di una persona mi potevano offrire. Improvvisamente la stanchezza soffocata per questa empasse è affiorata in superficie e mi sono resa conto di essere più "stufa" di quanto credevo o ammettevo anche a me stessa. Mi sono resa conto che la paura di iniziare quasi da capo mi sfiorava appena: tutto pur di uscire da qui.
Un'unica garanzia e poi la strada sembra essere in discesa: niente figli prossimamente.

martedì 11 agosto 2009

Conseguenze impreviste

Una settimana fa pensavo che il soggiorno in campagna dai nonni avrebbe arricchito il vocabolario di Marco di qualche parola in dialetto e qualsiasi progresso linguistico di Luca sarebbe stato un successo. Speravo si divertissero e rigenerassero prima della partenza per le ferie.
Marco ha imparato a chiamare lo zio "ue Giuàn", a gareggiare con lui nel tentativo di superare il record mondiale del rutto più lungo attualmente fermo a un minuto e diciotto secondi, a scoreggiare in faccia al fratello, ha affinato la tecnica della lotta con i cuscini sul lettone dei nonni, per non parlare dell'arte della guerra con le pistole ad acqua e ogni sera domanda con ansia e preoccupazione quanti giorni mancano alla partenza.
Luca sale e scende dal giardino in totale autonomia, ride e si diverte nel colpire con la scopetta la gabbia dei pappagalli, continua a buttare oggetti dal balcone e lancia sassi nell'orto come avesse davanti a sè un immenso lago, scorazza con la bici rossa del fratello seduto sulla catena e pedala soddisfatto all'indietro quando raggiunge il sellino, tutto mentre ripete tre uniche parole "ciao ziogiò, acie (grazie)".
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Fortunatamente la presenza dello zio è circoscritta alla colazione mattutina e al tardo pomeriggio, non oso immaginare le conseguenze se lo zio decidesse di trascorrere un'intera giornata con i nipoti.

lunedì 10 agosto 2009

Al Lag d'Eupilii

Ho sempre sentito parlare del lago di Pusiano, del "lag d'Eupilii", come di un lago pericoloso, in cui più volte sono annegate persone. Zio Pier ci raccontava di quando da ragazzo era riuscito a salvare un suo amico risucchiato da uno dei tanti mulinelli d'acqua che si formano nel lago stesso. Forse per questo o forse per caso, nonostante abitassi poco distante, quel lago non è mai stato meta di gite o escursioni, era rimasto avvolto nel suo mistero, un "lungo lago" di passaggio sulla strada per Lecco.
Poi la svolta: ho scoperto, grazie a zia Lu, che da qualche anno è possibile circumnavigare il lago su un battello elettrico.
Poche corse al giorno nel periodo estivo che partendo dal pontile di Bosisio Parini consentono di visitare la costa del lago dall'interno, di approdare ai pontili dei paesi vicini e avvicinarsi all'Isola dei Cipressi. L'isola non è comunque visitabile a meno di permesso concesso dal proprietario, tale dott. Gavazzi. Un'ora e un quarto in tutto, per un prezzo ragionevole.
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Ieri mattina ci siamo preparati per la traversata. Arrivati in anticipo, abbiamo salutato dalla riva il nostro battello solcato anzi tempo per raggiunto limite massimo di passeggeri a bordo.
Il parcheggio era pagato, tanto valeva rimanere. Abbiamo imboccato il sentiero che costeggia il lago e indicato come passeggiata panoramica.
Marco e Luca hanno camminato per quasi due ore fermandosi di tanto in tanto a lanciare sassi nel lago a dispetto dei tanti pescatori incontrati, salutare due bagnanti in canoa distratti dal grido di Luca "Ciao ziogiò", fare il verso a paperelle e cigni, correre ridendo nell'area pic-nic, accarezzare due caprette e dar loro il fieno, cadere e rialzarsi, fermarsi a far pipì a bordo lago e poi continuare la passeggiata seminudi.
Antonio ed io abbiamo apprezzato un paesaggio che non conoscevamo e che di certo ci vedrà spettatori altre volte in futuro, altro che scelta di ripiego! Non mi stupisce che il Parini avesse indicato il suo paese nativo come "dal bel lago". E poi abbiamo sempre la gita in battello che ci aspetta.

venerdì 7 agosto 2009

Ballando sotto le stelle

Ieri era il gran giorno. Il cugino Roby e la fidanzata hanno detto sì.
Ero pronta: le scarpe con il tacco non erano più un problema. Avevo fatto esercizio qui e seguito i consigli della commessa del negozio: "mezz'ora al giorno", mezz'ora mentre stiravo o da seduta di quando in quando, comunque mezz'ora.
Se conoscete il Càmp di Cènt Pertigh avete già capito tutto. Se non lo conoscete vi riassumo l'essenziale: cena all'aperto nel verde della campagna tra balle di fieno, giacigli di paglia, mobilio d'epoca e musica dal vivo; balli su un prato curatissimo ma dal terreno poco compatto che sotto la superficie lasciava intravedere i pannelli a nido d'ape.
Il terreno adatto per i tacchi a spillo, no?
Non restava che camminare e ballare a piedi scalzi sull'erba fresca, ma rigorosamente in abito da cerimonia: bellissimo!
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PS: piedi ad esagoni per tutte stamane.

giovedì 6 agosto 2009

Quaranta crocette e poco più

Sono poco più di quaranta le crocette sul calendario, come i giorni che separano l'ultima telefonata del mio capo da quella di ieri.
"Va come al solito... qui non è che sto morendo oberata di lavoro... sì i bimbi stanno meglio e visto il periodo lavorativo sono stata a casa io invece di organizzarmi con un'improvvisata babysitter..."
Dentro di me non sono contenta, al di là dei tanti vantaggi che questa situazione porta con sè la soddisfazione professionale è pari a zero, vorrei salutare tutti e andarmene magari dicendo "ma andate a quel paese" anche se so benissimo che se mai dovesse accadere la diplomazia e il buon senso vincerebbero.
Però la mia reazione è molto diversa da quella che avrei avuto qualche mese fa.
Mi sono organizzata anche se potrei fare di meglio e con settembre pensavo di introdurre anche qualche variante nel palinsesto lavorativo e poi non riesco a prendermela con lui, quando telefona è sempre gentile e disponibile e sono sicura che se le circostanze fossero diverse potremmo anche essere amici.

mercoledì 5 agosto 2009

Ad Agosto

Sveglia all'alba, veloce colazione e poi in macchina da casa dei nonni fino alla porta dell'ufficio. Un po' di lavoro e poi di nuovo in auto dalla porta dell'ufficio a casa dei nonni.
Considerazioni:
  • nonni e zii sono in ferie ed è possibile chiedere loro di sostituire nido e asilo per due settimane. Nonna è felicissima, nonno anche ma ha il suo orto e il suo giardino, zia Lu si ritrova due cozze attaccate per tutta la mattina che non le permettono nemmeno una doccia in solitaria, Zio Giò fugge all'alba e ritorna al tramonto.
  • Marco e Luca sono stati catapultati in un mondo incantato: hanno una altalena nuova in giardino, una piscina 120x120 in cui anche io faccio tuffi nel tardo pomeriggio, due biciclette e un intero cortile in cui sperimentare le corse (Marco) e la pedalata all'indietro (Luca), l'intera raccolta di "Master of the Universe" recentemente ritrovata in solaio e che probabilmente nessun compagno di asilo ha mai sentito nominare ma le loro mamme e i loro papà sì.
  • Antonio resta a Milano e ci raggiunge nel week end: non ha il fisico per fare "go and come back" o forse ha capito che queste sono le vere settimane di ferie: meglio godersele fino in fondo!
  • è possibile percorrere in un'ora circa una strada che per i restanti 11 mesi dell'anno ne richiede almeno tre. La scelta dell'auto è antiecologista e antiletture, ma veloce e consente di ascoltare la radio e essere informati su tutto quello che accade di importante nel mondo. So esattamente chi compie gli anni oggi e so che alle 6:45 in auto c'erano solo uomini, o almeno solo loro hanno chiamato RTL mentre erano alla guida della propria auto.
  • è bello lavorare: il telefono squilla di meno, ci si può concentrare su un tema alla volta, gli straordinari sono ridotti. Almeno questo è il ricordo degli agosti passati, purtroppo quest'anno anche Agosto è monotonamente uguale agli altri mesi.

martedì 4 agosto 2009

E' guerra

Un oggetto mi colpisce sotto l'ascella mentre chiacchiero tranquillamente vicino al caco. Alzo gli occhi verso i frutti ancora acerbi, cerco di capire, non è possibile, è contro la legge di gravità. Mi guardo intorno e vedo a terra un palloncino pieno d'acqua che stranamente non è scoppiato.
Zio Giò! Non la passerà liscia questa volta, la sua posizione di lancio è stata scoperta: è nascosto sul tetto fuori dal bagno.
E' guerra!
Zia Lu protegge Luca, Antonio si arma di secchio, io mi avvicino alla canna dell'acqua, Marco mi segue parlando sotto voce per complicità mentre organizziamo la controffensiva.
"Fifone fatti vedere, esci se hai il coraggio!"
Antonio prende dell'acqua dalla piscina dei bambini e mi colpisce a tradimento. Zio Giò sbuca dal tetto e mi scarica addosso un secchio d'acqua miscelato con bagnoschiuma, VIM, profumo di nonna e dopobarba di nonno.
Questo è troppo. Tutti contro tutti in una battaglia all'ultimo bagno senza esclusione di colpi.
Zio Giò viene colpito da due secchiate d'acqua ghiacciata, Antonio in un corpo a corpo con lo zio viene lavato con la ciotola d'acqua di Jack il cane, zia Lu rimasta in disparte sferra l'ultimo colpo verso i due uomini e li annaffia per benino con la canna dell'acqua.
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Tutto questo succedeva domenica tra persone di un'età compresa tra i 29 e i 41 anni.

lunedì 3 agosto 2009

Gigli, anthorium e velo da sposa

Ci siamo conosciute sui banchi di scuola in un età in cui non eravamo più bambine e nemmeno donne, siamo cresciute insieme confidandoci ogni cosa e lasciando ricordi che non si cancelleranno più: la prima vacanza da sole in montagna, le gite a Milano per Natale, Mario il mitico parrucchiere, telefonate tante e tante lettere scritte e poi ancora un litigio di cui non ricordo nemmeno il motivo.
Ci siamo ritrovate e ancora perse: vicine nel passato e lontane nel presente. Ieri e oggi: dimensioni che vanno altre lo spazio e il tempo, invadono il vissuto, le esperienze, i sentimenti.
Eppure la nostalgia di quei ricordi c'è ancora e mi sono scoperta triste: l'altare di quella piccola chiesa medioevale era ancora addobbato con gigli, anthurium bianchi e velo da sposa, c'erano ancora i segni della festa ma era troppo tardi.