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lunedì 11 maggio 2009

Pretty Woman "remake"

Giulia Roberts in una famosa scena del film "Pretty Woman" si dà allo shopping sfrenato a Hollywood Boulevard: sceglie abiti da sogno o meglio gli stessi che avrei scelto io, spendendo una cifra spropositata e camminando orgogliosa in un fantastico abito bianco.
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Sabato pomeriggio abbiamo reinterpretato le sequenza del film con qualche piccola variante.
La nostra Pretty Woman girava accompagnata da tre valide assistenti e una mascotte che l'avrebbero aiutata nella ricerca di un abito adatto al ruolo di "testimone di nozze". La Pretty nostrana non ha un vitino da vespa -a suo dire- ma è una vera sexy bomb -a mio dire- e gusti MOLTO particolari!
Con una pazienza degna di un certosino, per tre ore ha seguito i suggerimenti delle tre comari che l'accompagnavano nonchè quelli di una commessa molto gentile che con discrezione suggeriva abiti adatti all'evento e alla modella: dopo aver indossato una trentina di abiti e scartato un' altrettanta trentina di indumenti, abbiamo cambiato negozio.
Eravamo un po' stanchi, demoralizzati e certi che sarebbe stato un altro flop e invece il primo abito che ha visto ha reso la nostra Pretty una affascinante damigella.
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Era da tanto che non mi divertivo così a fare shopping e ci è scappato pure l'acquisto d'occasione: un BELLISSIMO abitino bianco a vita semi alta con cintura in vernice nera. Modello "Audrey Hepburn". Ovviamente l'abito non è piaciuto a nessun' altra e la mascotte ha stranamente evitato di dare un parere, ma come si dice de gustibus...
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Il cast:
Mia cugina Elisa, alias la nostra Pretty Woman.
Mia cugina Marta nonchè sorella di Pretty e aiutante della mascotte nella sua ricerca di tondini (i cerchietti colorati che si trovano sugli appendi abiti e indicano la taglia).
Mia sorella e quindi zia Lu.
Renata e quindi io.
La mascotte: Marco.
Durante le riprese abbiamo anche incontrato l'unica altra cugina da parte di mamma ma questo è il remake di un altro film.

mercoledì 4 febbraio 2009

L'abito fa il monaco

Ho aperto l’armadio per cercare qualcosa da indossare velocemente e uscire di casa. Azione banale e quotidiana che penso accomuni tutti gli esseri umani. Mi sono fermata a osservare.

A destra: una serie di completi grigi o neri, tinta unita o gessati. Al centro: camicie rigorosamente bianche e nuove. A sinistra: pantaloni neri, marroni e jeans. In un angolo: qualche gonna di quelle lunghe sotto il ginocchio e una sola corta.
Sono passata al cassetto: maglioni di varie tonalità dal rosa al marrone, dall’azzurro al grigio; dolcevita a collo alto di tinte diverse.

E poi il baule: stivali suggeriti da zia Lu e ballerine nere, marroni, rosse, con i brillantini, solo ballerine.

Che squallore! Che guardaroba da super sfiga! Ma quando mai indosso questi vestiti? Tutti i giorni dell’anno e in anni diversi.

Cominciamo con ordine:

  • I completi taglio maschile sono aggiornati a due anni fa e quindi per la maggior parte sono con pantalone a gamba larga e c’è ancora una zampa d’elefante. Erano adatti alle colazioni di lavoro, alle riunioni con i capi, alla vita seria d’ufficio e si accompagnavano bene alle dolcevita colore pastello. Le camice? NO! E chi aveva il tempo di stirare, ero sempre in ufficio e già c’erano quelle del marito.
  • I pantaloni lunghi per lo più marroni o neri, collezione autunno-inverno 2008, sono adatti al nuovo lavoro, al week end e ad ogni altra occasione mondana. Ben si accompagnano ai maglioni di lana a collo alto o aperti sul davanti se accompagnati da dolcevita in tinta. Le camice? NO! E chi ha il tempo di stirare, alle camice del marito si sono aggiunte quelle dei figli.
  • Le gonne sono un ricordo di altri tempi perché ultimamente ho sempre freddo e le trovo un tantino scomode. Marco mi ha visto una volta con la gonna e mi ha detto:”Mamma sei strana!” Ecco la gonna simbolo di femminilità e seduzione, mi fa sembrare aliena a me stessa e a lui. Ma devo tornare ad usarla, promesso.

  • Gli stivali sono un acquisto azzeccato; le ballerine sono la conseguenza di una scelta di vita. A diciotto anni indossavo scarpe con i tacchi, un po’ controtendenza visto che in quegli anni non andavano molto di moda tra le giovanissime e le indossavo ovunque, amavo i tacchi alti e stretti. Poi ho conosciuto il mio futuro marito e mi sono detta: ”Se aggiungo ai sette centimetri che ci separano per colpa di madre natura anche otto centimetri di tacco, sembriamo proprio l’articolo “il” non preceduto da un punto - a capo -lettera maiuscola." E allora ballerine per ogni occasione.

Mi vesto di corsa, mi guardo allo specchio e mi piaccio. Ma chi se ne frega se ho un guardaroba da super sfiga, sto bene con me stessa che voglio di più?
Bhe una cosa la vorrei, una risposta almeno. Perché continuo ad acquistare camicie bianche?

mercoledì 26 novembre 2008

Facebook

Ieri mattina ho letto un post su un blog che seguo e mi son detta: accidenti mi ha rubato l’idea!
A dire il vero non è una idea originale: tutti ne parlano, molti lo utilizzano e tanti si divertono pure.
Parlo di Facebook. Se mi state leggendo forse sapete di cosa parlo ma spendiamoci due parole.
Come sapete quando sono rientrata in ufficio dopo la maternità avevo poco da fare, ora va un po’ meglio nel senso che ho cercato di applicare il training autogeno imparato durante il corso preparto: allora non era servito a molto, ora un po’ di più.
Dicevo, quando sono rientrata in ufficio e avevo poco da fare mi sono iscritta su Facebook.
Ho aperto la mia paginetta e ho cercato di capire cosa offrisse questo nuovo strumento. Risultato: Facebook è una sintesi di tanti servizi più o meno utili e interessanti che coprono le esigenze di varie fasce d’età. Vi ho incuriosito? No? Allora vediamo un po’.

Ti iscrivi, inserisci i tuoi dati personali compreso il giorno del tuo compleanno e con stupore sei sempre aggiornato e non puoi più dire ai tuoi amici: non sapevo, non ricordavo. Ora c’è facebook che ti aiuta e supporta e ti propone una serie di regali che puoi inoltrare loro per aiutarli ad invecchiare meglio.
Procedi e inserisci le scuole che hai frequentato e con stupore riesci a ritrovare alcuni ex compagni di liceo che non vedevi da decenni. Wow c’è Bruno,Vale, Fede, Lavi, chi l’avrebbe mai detto! Ma non ci sono solo loro, ci sono anche i contatti che hanno fuori facebook e scopri cose che non avresti mai pensato potessero accadere: “Vale ha sposato la tua vecchia "cotta" del liceo! Come è successo? Dove si sono rivisti?” Insomma non è che si può dire tutto!
Poi passi alla sezione foto: puoi mettere tutte le tue foto, quelle dei tuoi bimbi e gli amici possono vederle e commentarle. E’ un po’ come avere dei piccoli album sul web da rivedere ovunque ci sia una rete disponibile.
Scopri anche che c’è una bacheca in cui momento per momento puoi scrivere quello che stai facendo e se sei su facebook la maggior parte delle volte stai “cazzeggiando” ma è bello sapere che non sei la sola, è bello vedere che altri condividono questa tua attività e allora commenti, ti confronti perché il cazzeggio ha tanti aspetti a seconda delle ore in cui lo pratichi, del dove sei.
Quando aumentano gli amici, ecco che aumentano anche le attività. Qualcuno ti manda quiz del tipo: “Che profumo sei? Quale cartone animato sei? Diventa fan di “Bisio”. Una serie di quiz che inizialmente ti sembrano un po’ stupidi e che rifiuti. Poi così per caso ci provi: ok saranno anche stupidi ma in fondo se stai cazzeggiando tutto fa brodo e alla fine ti diverti anche.
Insomma facebook sarà anche solo una moda e come tutte le mode viene accettata o esaltata da alcuni e criticata o demolita da altri, una moda può anche essere solo passeggera ma se un ragazzo di ventiquattro anni è diventato miliardario creando questo sistema un motivo ci sarà e se siete iscritti avete già trovato il vostro motivo.