mercoledì 10 dicembre 2008

Nome per un figlio

Tempo fa ho incontrato una signora in un negozio di articoli per l'infanzia e come mia abitudine ho iniziato a parlare con lei. Quando le ho chiesto il nome del suo bambino si è sentita a disagio e prima di rispondere, svelando quei due nomi mal assortiti e piuttosto lunghi, mi ha spiegato il perchè della "scelta". Non aveva potuto e voluto disonorare il marito e il suocero dicendo che a lei proprio quei nomi non piacevano.
Un anno più tardi in circostanze diverse ho incontrato la stessa signora ma non l'ho riconosciuta subito. Poi la crudele domanda: lo stesso imbarazzo, la stessa spiegazione, lo stesso nome: "Achille Salvatore".
Al di là della simpatia per la signora che sfogava la sua frustrazione raccontando l'origine del nome di suo figlio a perfetti estranei: assurdo era l'imbarazzo e assurdo il movente. Per non parlare del bambino che avrebbe iniziato ad avvertire ben presto il disagio della madre nei confronti del suo nome.

Quell'episodio, quel doppio episodio, mi ricordava qualcosa avvenuto anni prima.

Eravamo a pranzo dai miei futuri suoceri. Io e Antonio ci saremmo sposati di lì a poco, dopo un anno di convivenza e poco più di conoscenza. Fino ad allora avevo visto due o tre volte la sua famiglia e conoscevo poco il contesto in cui vivevano, le abitudini, le tradizioni locali.
Le voci si sovrapponevano e spesso il dialetto aveva il sopravvento: d
i sicuro io stavo parlando di matrimonio, qualcuno sembrava parlare del fatto che io fossi in attesa. Il perchè le due informazioni stessero procedendo parallelamente non mi era chiaro allora e mi risulta poco comprensibile e accettabile anche oggi. Ma è andata così.

"Allora arriva Pietro!"
"Chi è Pietro? Scusa ma stiamo aspettando qualcun altro?" chiedo.
"Puoi anche dirlo che sei in cinta, tanto prima o poi si vede?"
"Io veramente non sono in attesa ma anche se fosse, mio figlio non si chiamerebbe Pietro."
Tu pensi di avere detto una cosa come un'altra. Non sei in attesa, non hai mai pensato al nome da dare ad un eventuale figlio, ma sai che Pietro non è un nome che sceglieresti. A te piace Andrea, Davide, Stefano, Marco, non Pietro e lo dici.
Improvvisamente il gelo. Mia suocera se ne va in cucina e non apre più bocca e mio suocero rimane visibilmente amareggiato, ma da signore quale è, non commenta.
"Ma che ho detto? Scusa Antonio ma cosa ho detto di sbagliato?"
Interviene il mio futuro cognato che ama fare battute:"Perchè non vuoi chiamare Pietro tuo figlio? Offenderesti il nonno? Daresti un dolore così a tua suocera?"
Il tutto era così lontano dal mio modo di pensare e la situazione sembrava talmente ridicola che non capivo dove finiva lo scherzo e dove iniziava ad essere seria.
"Non voglio offendere nessuno, non sono in attesa di nessun bimbo ma di certo quando succederà non chiamerò mio figlio Pietro."

Se già la famiglia di tuo marito ha una opinione "bassa" di te, hai detto una delle poche cose che poteva contribuire ad azzerare il tuo punteggio.

Ad Altamura, il paese di mio marito, è tradizione che una coppia non decida il nome dei figli in base a gusti, preferenze o a qualsiasi motivo possa appartenere alla coppia in sè; ad Altamura i figli ereditano oltre che una parte del patrimonio genetico anche il nome dei nonni paterni prima e materni poi. Per accontentare tutti dovresti avere la fortuna di mia suocera: due figli maschi e due figlie femmine. Questa tradizione è talmente radicata che non puoi pensare di discutere su questo tema, nè con i "vecchi", nè con i giovani. Anche i nostri amici hanno rispettato questa usanza e nessuno penso l'abbia seguita contro voglia perchè quando nasci e cresci in un posto anche le tradizioni sono parte di te, del tuo vissuto e tutto diventa normale, scontato, ovvio direi.
Per me però non era normale, era "strano", una forzatura senza senso: il nome di mio figlio doveva prima di tutto piacermi.

Anni dopo, molto anni dopo per la verità, in attesa lo ero davvero e qualcuno ha sperato fino all'ultimo che scherzassi, che non osassi fare un simile oltraggio alla famiglia. Qualcuno ha persino detto a mio marito che con un nome diverso mio figlio non sarebbe stato uguale agli altri nipoti. Quel qualcuno non sapeva di essere in vivavoce.
Mio figlio, il mio primo figlio si chiama Marco perchè a me e a mio marito piaceva quel nome e perchè l'amore o il rispetto per le persone non si vede solo dal nome che porti.
Quindici mesi dopo ero di nuovo in attesa. Io e Antonio abbiamo proposto a Marco tre nomi e lui ha scelto Luca.

26 commenti:

  1. La mia Bea doveva chiamarsi "Amanda". Io adoravo "Amanda": anche la figlia di Gino Paoli si chimava così. Amanda mi ricordava "amore"... Solo a me. Avevo tutti contro. Ma proprio tutti.
    Così ho cambiato nome. (senza offese per le Amande). Meno male.
    Isa

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  2. Cara Renata, tutto ciò che scrivi è verissimo, la stessa storia è capitata, tale e quale, a me e non mentre si parlava di matrimonio, bensì nove anni prima, forse proprio il giorno in cui ho conosciuto i miei futuri suoceri! Vorrei comunque aggiungere un paio di cose che hai tralasciato. In questa città, come in altre qua al Sud, non sono solo i primi quattro figli ad avere il nome già deciso e cioè quello dei nonni paterni prima e materni dopo rigorosamente rispettando quest'ordine ma, se per caso nasce un quinto figlio, non puoi pensare di essere libera finalmente di scegliergli il nome...eh, no! Il quinto si deve chiamare come il fratello o la sorella di tuo marito, il sesto invece come tuo fratello o tua sorella, e così via. Non c'è scampo! Questo obbligo secolare ha portato alla diffusione di un'abitudine che a me, i primi tempi, appariva molto bizzarra. Molte persone vengono chiamate con nomi diversi dai propri,da quelli veri registrati in comune, proprio perchè ai genitori non piacciono. E così Rosa diventa Rossella, Domenica diventa Monica, Maria diventa Miriam, Marika, Marisa. Al matrimonio della mia amica Clelia scoprii che in realtà si chiamava Vita quando il futuro marito disse "Io Lorenzo prendo te Clelia" e lei rispose "Io Vita prendo te Lorenzo" Se tutto ciò non è bizzarro com'è? E non è forse ipocrisia mettere il nome ad un figlio dicendo di rispettare una tradizione e poi chiamarlo con un altro creandogli confusione per tutta la vita? Lucia

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  3. Sarà perchè sono nata e cresciuta in un posto dove tradizioni come queste non esistono, ma non poter scegliere liberamente i nomi dei figli mi sembra semplicemente incredibile.
    Andrea

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  4. Intanto grazie a tutte per il vostro contributo a questo blog.

    Per Lucia.
    La storia dei nomi "storpiati" mi ha fatto ricordare un particolare che avevo rimosso.
    Ero in attesa del mio secondo figlio e stavamo pensando al nome. A me piaceva "Francesco" ma Antonio ha detto che non potevamo chiamarlo così perchè i suoi si sarebbero offesi.
    Perchè? Perchè Francesco richiama GianFranco il nome di mio padre e non avendo chiamato Pietro il primo figlio, era scorretto dare il nome di mio padre al secondo.
    Visto che spiegare in questo caso sarebbe stato inutile, abbiamo desistito ma serve una bella fantasia e molta "ignoranza" su me e sul mio modo di pensare per confondere Francesco con Gianfranco.

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  5. Cara Renata ho scoperto in questi 20 anni che quaggiù è l'apparenza che conta. A nessuno importa cosa pensi tu o come sei. L'importante è invece "cosa dirà la gente" e nel tuo caso "la gente" avrebbe detto a tuo suocero, e mentre scrivo mi sto immaginando chi, "Vedi, non ti ha rispettato, ha preferito suo padre a te!" e questa frase ripetuta, non un una volta ma mille, (perchè "alla gente" piace accendere i fuochi!) alla fine avrebbe potuto rovinare i vostri rapporti. Meglio evitare quandosi può, ma mai cedere! Lucia

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  6. Recentemente ho scoperto che la mia amica Cinzia si chiama Alberta..

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  7. ecco il mio contributo: mi sono riconciliata con il mio nome (come la nonna paterna) solo verso i 30 anni.
    A mio fratello (VitoAntonio) ho cambiato fin da piccolo il nome in MASSIMO (ebbene si ero e son fan di Massimo Ranieri).
    Ci credete che anche i miei genitori lo chiamano così?
    giovanna

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  8. e pensare che io ho sentito mio padre e mia madre dire a certi parenti "l'importante è che nasca sano!". In dialetto ovviamente, ma il concetto era proprio quello. E se questa assurda storia della "tradizione" fosse davvero un obbligo, allora la mia adorata Claudia avrebbe dovuto chiamarsi Teresa come me (poverina!). Penso che in realtà non sia questione di nord o sud (aveva ragione il tuo parrucchiere?). Si tratta semplicemente di rispetto per una persona ormai anziana e di un muro che hai alzato e che difficilmente cadrà.

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  9. Un pò di chiarezza per i più che non conoscono alcune cose: Teresa è la sorella di Antonio, quindi cognata di Renata, ed io sono il ragazzo di Teresa, ed ovviamente... viviamo ad Altamura. Ho paura che Teresa, che sta vivendo un momento difficile, sia stata un pò dura nel suo commento... no, Renata, non credo affatto che tu possa credere che il tuo parrucchiere avesse ragione. Ne sono convinto perchè, per quel che ti ho potuto conoscere, ti ritengo una persona intelligente, e leggendo tutti i tuoi articoli, non ho potuto che confermare questa opinione che avevo di te. Anzi, probabilmente in questo blog ho scoperto una Renata che ancora non conoscevo e che ora ancor più apprezzo, e che tanto mi piace per il modo in cui si dilunga nelle descrizioni dei suoi figli Marco e Luca, che ancor più mi fanno affezionare a loro, che, anche se ancora formalmente non lo sono, sento come miei nipoti allo stesso modo di tutti gli altri nipoti di Teresa.
    Veniamo al punto: ho paura che tu abbia fatto un pò di confusione, o che magari tu, e qualcun'altro con te, abbia generalizzato un pò troppo. Parliamo di tradizione o di obbligo? Tu dici che ad Altamura c'è la tradizione di non decidere il nome dei propri figli... questa, per come la descrivi tu, non è tradizione ma obbligo. Io, che la LIBERA tradizione di dare ai propri figli il nome la vivo, sono di Altamura..., ti posso dire che la sento più come forma di affetto e se vuoi anche di riconoscenza, (vuoi dire rispetto? dillo), ma non obbligo. Esempio, di più di 30 anni fa, ne sono io: ho il nome di mio zio paterno defunto, verso il quale mio padre nutriva un affetto che probabilmente andava oltre a quello nei confronti di un genitore, ed anche perchè a mia madre, donna più del nord di molta della gente che legge questo blog, non piaceva il nome di mio nonno Saverio. E di esempi ne ho a bizzeffe. E non te lo nascondo... se un giorno avrò un figlio maschio, sarò contentissimo, con l'approvazione di Teresa, di dargli il nome di mio padre... e ti assicuro che non lo sento come un obbligo, visto che neanche mia sorella ha dato il nome di sua suocera alla sua bimba semplicemente perchè le piaceva di più Elena che non Carmela, che trovo tutto sommato un bel nome.
    Per il resto credo che da questo tuo racconto non ne esca molto positiva l'immagine dei tuoi suoceri, non tanto di Pietro che come anche tu saprai è una persona di una genuinità e dolcezza unica e che tu definisci GIUSTAMENTE "gran signore", ma di Rosa, che se anche brusca in alcuni suoi atteggiamenti e con una scorza dura come pochi, è pure lei una persona meravigliosa a cui noi tutti, se non altro per motivi anagrafici, dobbiamo portare grande rispetto. Si, sarà stato "amareggiato" Pietruccio, che probabilmente desiderava e sognava che il suo nome e cognome potessero essere portati avanti da un suo nipotino, ma che mai, e tu lo sai, per un momento avrà pensato di non considerare i vostri figli come gli altri nipoti. Lo leggo negli occhi pieni di dolcezza di due persone di quasi 70 anni, i tuoi suoceri, al telefono con Marco e magari tra un pò con Luca (quando saprà dire qualcosa in più che Knu) o che alcune volte ho sorpreso sorridere nel vedere Marco e Luca ripresa dalla webcam.
    Tra di voi, probabilmente Teresa dice bene, è stato alzato un muro, in realtà non so da parte di chi, ho paura da entrambe le parti, ma di certo l'essere convinta che la famiglia di tuo marito abbia un'"opinione bassa" di te non aiuterà in alcun modo l'abbattimento di questo muro.
    ciao, Nicolas

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  10. Non ricordo proprio cosa avesse detto il mio parrucchiere ma penso non sia così importante.
    Ho descritto una tradizione che riguarda Altamura come tante altre città siano esse del Nord o del Sud e pensavo che dalla descrizione ne uscisse un quadro oggettivo e non invettivo. Una tradizione che molto spesso diventa obbligo ma che fortunatamente non è tale per tutti. Una tradizione di cui abbiamo più volte parlato con nostri amici, amici che sono felici e orgogliosi di avere scelto per i loro figli il nome dei loro cari. E' solo una scelta non mia. Tutto qui.

    Sul muro posso solo darvi ragione. Il muro c'è e sono io la prima a non farlo cadere e a renderlo più alto ogni volta che si presenta l'occasione. Il muro è nato subito perchè purtroppo quando non conosci è molto più facile mettersi sulle difensive e alzare barriere che cercare di capire (sto parlando di me).
    So che i miei suoceri amano i miei figli e i loro occhi li ho scorti più volte anche io. Mi sono limitata a riportare una frase detta sicuramente senza essere stata pensata e potevo evitare di scriverla.
    Il problema è che quando il muro è già alto anche le piccole cose vengono esagerate e diventano mattoni che non fanno che alzare il muro. Però se è caduto il muro di Berlino, tutto può succedere e sarei ben felice se accadesse.

    PS: ma che ha detto il parrucchiere? :-)

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  11. Scusate se mi intrometto...ho trovato questo sito di passaggio, vagabondando sulla rete. Vi porto la mia esperienza, ho un bimbo di quasi tre anni che porta il nome del nonno paterno. Io sono ligure, la famiglia del mio compagno è di origine siciliana pur essendo tutti nati e vissuti al nord. Quando ero incinta di tre mesi ed ho scoperto essere maschio il primo commento che ho sentito da una mia cognata è stato "che bello rinasce mio padre". Mi sono venuti i brividi...e non sapevo che quello era solo l'inizio. Da quel momento tra me e il mio compagno è sceso il gelo, se si parlava era solo per litigare. Per lui e tutta la sua famiglia era obbligatorio che mio figlio portasse il nome di mio suocero defunto (ma sarebbe stata la stessa cosa se fosse stato in vita). Solo mia suocera sembrava "simpatizzare" per me, dicendo che se proprio il nome non mi piaceva avremmo dovuto cambiarlo. Il giorno in cui ho partorito le ostetriche hanno convinto mio marito che non poteva dare un nome che non mi piacesse per niente a mio figlio, e grazie al loro aiuto sembrava convinto a metterlo come secondo nome. Al colmo della felicità, per dimostrarle riconoscenza visto che era stata dalla mia parte, ho proposto a mio marito come primo nome quello di sua madre. E mio figlio venne registrato Francesco Giuseppe. Pensavo fossimo tutti contenti. E invece successe il finimondo. Mentre io ero in ospedale mia suocera mise a ferro e fuoco tutta la famiglia e mio marito non mi rivolse parola finchè non uscii. Quando fummo dimessi cominciarono le minacce: o chiami il bambino con il nome di mio padre o te lo porto via...o ti ammazzo...o ammazzo la tua famiglia. Mia suocera venne a casa facendo una scena madre, piangendo e strappandosi i capelli, dicendo che aveva sognato suo marito che la minacciava e che questo si sarebbe ripetuto per colpa mia. Insomma il giorno dopo fui costretta a registrare mio figlio con il nome che volevano loro. Anzi...mia suocera è ancora arrabbiata perchè si chiama Francesco di secondo nome, che non è un nome tipico della loro famiglia, ma di altre con cui non corrono buoni rapporti.
    I rapporti con il mio compagno non si sono mai ripresi, anzi...stiamo insieme solo perchè abbiamo un figlio, ed io non dimenticherò mai come mi hanno trattato in quei giorni. Non me ne vado solo perchè so che lui metterebbe in pratica le sue minacce verso di me e la sua famiglia.
    Io detesto il nome di mio figlio, in questi tre anni non l'ho mai chiamato per nome, nè mai lo farò, lo chiamo amore e basta. E non venitemi a dire che Giuseppe è un bel nome perchè per me non lo è. Non si tratta di nomi belli o brutti, perchè ciò che piace a me non piace a voi e viceversa. Ad esempio questo non sarebbe successo se mio suocero si fosse chiamato Pietro. Come vedete è solo questione di gusti.
    Quello che trovo assurdo è che io che sono la mamma, che l'ho portato dentro di me per nove mesi, che l'ho partorito, che lo cresco 24 ore al giorno (mentre mio marito se ne frega), ecco IO non ho avuto nessuna voce in capitolo, nessun diritto sulla scelta del nome di mio figlio.
    E sapete cosa mi fa più rabbia? che abbiano voluto a tutti i costi (altrimenti i parenti in Sicilia parlano e il suocero defunto viene a tirare i piedi di notte) mettere a mio figlio il nome di una persona che non era proprio uno stinco di santo. Perchè se lo chiedi a tutta la loro famiglia, come lui non c'è mai stato nessuno, un santo davvero! poi però scopro che picchiava la moglie spedendola più volte all'ospedale, che era arrogante e prepotente, che le figlie femmine si sono sposate a 16 anni per uscire di casa, che mio marito si faceva pipì addosso fino a 11 anni per paura di suo padre, che ha campato di truffe per anni e che a 5 anni dalla sua morte stiamo ancora pagando i suoi debiti!
    E io dovrei essere contenta che mio figlio porti il nome di una persona così? dovrei desiderare che un giorno mio figlio gli somigli? mia suocera non fa che ripetere che se crescendo gli somiglierà "diventerà un diavolo e non gliele farà nessuno". Testuali parole. Sinceramente ringrazio Dio che sia un bimbo tranquillo, dolce, fin troppo remissivo, e non ci vedo niente di bello a sperare che diventi un teppistello.
    E mi chiedo: ma ne valeva la pena? valeva la pena che per avere un nome si rovinasse una famiglia? io non sono felice, e sinceramente credo che non lo sia nemmeno mio marito, ormai noi non siamo più marito e moglie se non per l'apparenza. Non siamo sposati e penso che non lo saremo mai. Io avrei voluto trovare una suocera-amica, visto che mia mamma è lontana, e invece la vedo quando non posso farne a meno, non mi fido di lei, non le chiedo mai niente e le dico solo l'essenziale.
    Qualcuno mi ha detto che poteva anche andarmi peggio, visto che il nipote di mio marito dovrà chiamare il figlio Calogero. Ma la cosa non mi consola. Resta il fatto che se incontro qualcuno per strada che mi chiede come si chiama mio figlio, se posso faccio finta di non aver sentito. Ho ricamato biancheria per tutti i bimbi che conosco, tranne che per mio figlio. Quando devo fare dei documenti mi vergogno di dire il nome ad alta voce davanti ad altri.
    E tutto questo per rispetto? e il rispetto per la mamma dove lo mettiamo?
    Non sono mai stata "razzista" (al contrario del mio compagno che è un vero nazista) e non ho mai fatto differenze tra nord e sud: il mio primo marito era di origini pugliesi e io adoravo i miei suoceri, però ora che sono in questa situazione sottoscrivo il detto "mogli e buoi dei paesi tuoi". Se avessi fatto un figlio con un ligure, saremmo stati tutti più felici. Mio marito e mia suocera compresi.

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  12. @Anomima lettrice: mi riporti ad un tema che ha suscitato a suo tempo non poche polemiche come avrai visto dai commenti. Hai descritto in modo molto chiaro la tua situazione, il tuo calvario oserei dire e sentirmi vicino a te a parole di certo non ti aiuta a dimenticare, a superare. Tuo figlio è con te e sentirlo chiamare con quel nome ti fa rivivere questa brutta vicenda, ma non chiamarlo per nome farà sorgere domande e dubbi al bambino e rischi che la tua unica forma di protesta possibile diventi un peso per un bambino che a causa dell'età non può capire e che potrebbe interpretare come un rifiuto verso di lui. Se davvero non puoi andartene, cerca di concentrare la protesta, il disprezzo, il disgusto verso il tuo compagno e la sua famiglia senza coinvolgere il bambino.
    E' il consiglio che darei ad una amica. Un grandissimo in bocca al lupo.

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  13. Io per questa tradizione sciocca, che vanta di misurare il rispetto verso una persona anziana in questa modo, per me completamente sbagliato e assurdo, mi son trovata con un compagno che era completamente d'accordo con i suoi genitori, e che ha preferito fare mesi di guerre durante lla gravidanza fino arompere il rapporto affermando che non crescera' suo figlio perche' io non intendo mettergli il nome Giovanni, cioe' il nome di suo padre. Per quanto lo conoscessi e stessi insieme a lui da 5 anni, non mi aspettavo una reazione del genere, nulla mi aveva portato a prevedere un comportamento cosi', altrimenti non avrei mai cercato questa gravidanza. Per me l'imposizione del nome dei nonni da parte delle famiglie e' un comportamento primitivo e gretto, retaggio di una concezione antiquata, maschilista e ristretta. Ora sono sola, disoccupata e con dei genitori che poco possono visto che son pensionati e hanno mia sorella che ancora studia. Visto chi mi son trovata affianco si potrebbe dire "meglio soli..." ma l'amarezza e la delusione restano. Almeno tu avevi tuo marito dalla tua. Dovrebbero fare una legge per annullare questa cosa... penso che molte donne si risparmierebbero dispiaceri e lotte inutili.
    ml

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  14. @ML: scusa il ritardo con cui ti rispondo. Vorrei dirti che quando tuo figlio nascerà e il tuo compagno lo vedrà si dimenticherà di quanto sia sciocco litigare e allontanarsi per un nome. Ma non conosco il tuo compagno e non so se sarà così e se tu sei ancora disposta ad accettarlo.
    Cerca di non abbatterti, dai a tuo figlio il nome che più senti adatto a lui. E con due nonni pensionati spero davvero tu riceva un po' di aiuto nel crescerlo così da trovare un lavoro e un po' di serenità. Un forte abbraccio e in bocca al lupo!

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  15. @Renata, questo tuo post mi era sfuggito; mio suocero, vivente, ci ha provato qualche volta, in attesa del primogenito: "Avremo un Dantino...!" Mi ricordo, eravamo a tavola con la numerosa famiglia; le mie fantastiche cognate sono state le prime a risolvere il tutto con una bella risata.
    Considera che il mio Grande è l'unico maschio di 20 nipoti a portare il cognome di famiglia.
    Mi ricordo che avevo letto "Radici" a quell'epoca e all'inizio della storia di Kunta Kinte si diceva che presso la sua gente era usanza che il nuovo nato dovesse essere il primo a sentire pronunciare il proprio nome. Mi era sembrata una cosa bellissima. Cosi' è stato per noi. In sala parto l'ostetrica ci aveva chiesto il nome del nascituro, noi abbiamo risposto che glielo avremmo detto dopo averlo visto. Quando ho preso in braccio il figlio che avevo dato alla luce, ho detto all'ostetrica: "Si chiama Carlo". Grazie per avermi fatto ricordare quel momento fantastico. Me ne stavo dimenticando...

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  16. ops, i nipoti sono 10, non 20!

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  17. @Laura.ddd: anche i miei sono gli unici con il cognome perchè il fratello di mio marito ha avuto tre bimbe :-)
    Grazie a te di avermi raccontato una parte della tua vita e per il passo di Elisabetta che hai ricordato nel tuo post di oggi.

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  18. La tradizione di imporre il nome dei nonni non era prerogativa solo del Meridione. Anche in molti paesi del Trentino, fino ad una quarantina d'anni fa, molti neonati venivano chiamati con il nome dei nonni: anche nella nsotra famiglia, io, mio fratello e mia sorella abbiamo i nomi dei nonni. Solo il quartogenito, del 1968, fu chiamato Andrea, un nome che piaceva a noi.
    Oggi questa tradizione è seguita saltuariamente, di solito in famiglie di origine meridionale ed io penso ai due gemellini Carmine e Camillo di neppure tre anni che hanno ereditato, il primo il nome del nonno materno, un preside defunto poco prima della loro nascita ed il secondo, immagino per par condicio, quello del nonno paterno....
    Poveretti, si troveranno in buona compagnia con tutti quei bimbi dai nomi "moderni", i Kevin ed i Devis, le Kristel e le Chanel...
    E a casa nostra, dopo un Mattia scelto per distinguerlo dai tanti Matteo che in quell'anno (1978) ci circondavano, è stato il turno di un Federico, nome scelto dal fratello stesso, di sua spontanea iniziativa...

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  19. @cautelosa: vedo che ti sei loggata con il nick del blog, e vai!
    Nella mia zona non era una tradizione molto diffusa nemmeno in passato o quanto meno era più diluita. Per fare un esempio la mia bisnonna che ha avuto 13 figli non ha imposto che i primogeniti di ciascuono di essi portassero i nomi dei suoi genitori, probabilmente uno dei tredici avrà "onorato" i nonni ma non tutti. La stessa signora che ho incontrato due volte nel negozio abita in brianza per cui sono d'accordo con te che la tradizione di ereditare i nomi non è circoscrivibile al meridione, peraltro io conosco solo la tradizione Altamurana e lì, che se ne dica, è molto più di una usanza.

    Anche il mio Luca doveva essere Mattia, c'era già il nome sulla coccarda poi tra le insistenza di Marco e l'invasione di Mattia in quell'anno....

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  20. ciao a tutti...ho trovato questo blog per caso.
    il mio comèpagno è di altamura e confermo che lì la tradizione è molto radicata!
    infatti mia suocera ha chiaramente deciso che il suo nipotno si chiamerà come il marito.
    mi ha spiazzata, io mai avrei pensato a ciò...non mi piace proprio quel nome.
    ed infatti lo cambierò.
    solo che lei non vuole sentire ragioni...o così o se la prende!!!
    ma io non mollo!!!!il figlio è mio e dicido IO!!

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  21. @Cara anonimo, questo post un po' datato ritorna spesso e mi dispiace sentire che ci siano altre persone per le quali la scelta del nome per il proprio figlio crea problemi. Dovrebbe essere un momento di condivisione tra marito e moglie e invece c'è sempre qualcuno che ci mette il naso. E' vero la tradizione del nome ad Altamura è molto forte e te ne accorgi se vieni da fuori e ti scontri con qualcosa che non conoscevi... Sono d'accordo con te: il figlio è tuo e di tuo marito. In bocca al lupo e speriamo che la suocera capisca!

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  22. sono arrivata in qst blog attraverso la ricerca su internet con la domanda :"chi deve scegliere il nome del proprio figlio?"..vi dico qlè il mio problema:sono al sesto mese di gravidanza di un maschietto.qst gravidanza è arrivata all'improvviso dopo meno di un anno di convivenza col mio compagno e mia figlia di 12 anni avuto dal mio ex marito.già nn la cercavo qst gravidanza ed in più è un maschietto!desideravo una femminuccia perkè avrei avuto la possibilità di scegliere un nome che nn fosse stato dei nonni ma ..con il maschio nn è possibile!qnd ho affrontato il problema con il mio compagno è stato categorico...Salvatore,punto e basta!a me qst nome nn piace per niente perkè mi ricorda dll persone che mi hanno fatto del male.nn ho più aperto la discussione cercando conforto ,consigli e sostegno da una community di internet,ma senza molto successo.mi piacerebbe dargli un secondo nome così da poterlo chiamare come desidero(piuttosto che nn chiamarlo come ha scritto anonimo del 25 marzo 2009!) ho paura che tra me è il mio compagno scendi il gelo..già nn dormiamo più assieme(mi da fastidio la sua vicinanza)e nn mi sento rispettata per niente..poi ipotizzo che il suo comportamento di oggi continuerà anke qnd nascerà nostro figlio:nn mi aiuta per niente(faccende di casa ,commissioni etc..)e penso che ttt le incombenze riguardanti il bambino toccheranno sempre a me (dl dargli la pappa, al comprargliela..)io sono una donna che lavora è nn mi concedo nemmeno di andare dal parrucchiere per risparmiare per mia figlia..ma lui smetterà di fumare qnd arriverà suo figlio per dargli da mangiare?scusate lo sfogo ,ma ci sto malissimo per qst situazione..

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  23. @Sfogarsi è sempre utile e non ci si deve scusare. Spero di non offenderti con le parole che seguiranno. Francamente mi pare che il nome di tuo figlio sia l'ultimo problema, certo potresti rimediare con un secondo nome ma sei certa che il rapporto con questo uomo migliorerà se tu "cedi" sul nome?
    Non sopportare la sua presenza, non sentirsi rispettata...tra qualche mese avrai bisogno di tutte le forze fisiche e psichiche per tuo figlio, pensa al piccolo in arrivo e alla figlia che già hai e scegli il meglio per voi (se puoi scegliere)!
    Un abbraccio grande e un grandissimo in bocca al lupo!

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  24. grazie delle risposte....sicuramente mia suocera non capirà!!ma sarà solo un problema suo.....
    dopo tutta sta fatica il nome VOGLIO sceglierlo IO!!!
    e poi imporre le cose non va mai bene.....lei cerca di ottenere tutte le cose così...ma con me non attacca!
    Pazienza se si arrabbierà.....le passerà!|!!!!!
    speriamo che il mio compagno non si lasci impietosire....se no mi tocca litigare alla grande!

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  25. Io nel 2005 sono rimasta incinta, con molta sorpresa mia e di mio marito abbiamo scoperto che erano 2 gemelle 2 femmine, abbiamo iniziato a scegliere i nomi, tra tanti abbiamo optato per Alessia e Chiara...al quinto mese di gravidanza è successo l'irreparabile i cuoricini delle mie bambine hanno smesso di battere, un dolore orribile ma da quel giorno mi dissi che chi avrebbe messo bocca in una prossima gravidanza ne avrebbe pagato le conseguenze...nessuno chiese ne a me ne a mio marito se avevamo scelto i nomi...quando dopo 2 anni sono rimasta incinta e è nato un maschietto lo abbiamo chiamato Samuele...si salvi chi può che orrore....un nome brutto che non piaceva ma che soprettutto ricordava il povero Samuele di Cogne che orrore che avevo fatto a chiamare così mio figlio....io non ho ascoltato nessuno e a chiunque mi diceva qualcosa io rispondevo "Questo è nostro figlio a noi piace questo nome e lui si chiamerà Samuele"!!!

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  26. @Anonimo sopra: non trovo le parole per rispondere al vostro dolore del 2005, mi è molto più semplice condividere l'autonomia delle vostre scelte. Assurdo è constatare che nelle scelte di coppia ci sono spesso tentativi di ingerenza... ma anche io sono come te, le scelte sono solo nostre.

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