mercoledì 30 settembre 2009

Cinque minuti

Allontani il pensiero, nascondi il desiderio, ironizzi sul tuo scarso impegno circa i "doveri coniugali" e per più di trenta giorni vivi le tue giornate. Sei contenta della tua vita, della tua quotidianità. Sei felice.
Poi arrivano quei cinque minuti e realizzi che passeranno altri trenta giorni prima di tornare a sperare.
Ripeti a te stassa che hai due figli meravigliosi, hai molto di più di quello che tanti desiderano e non possono avere, ripeti a te stessa che la tristezza di quei momenti non è nulla rispetto alle delusioni che provavi anni fa, sei egoista a sperare ancora.
Ma chi vuoi convincere?
Non è vero che la delusione è meno forte.
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Ti tornano in mente le parole dell'ultimo libro che hai letto: "Specialmente se non potranno mai vivere quella ubriacante sensazione di "possibili creatori di vita"... e l'euforia del potere, anche se solo per qualche mese, entrare in contatto con un figlio....
Perchè, anche se non ve lo siete detti...... ti confessi che tante volte l'hai fatto sperando che il vostro stare insieme potesse avere anche una finalizzazione così speciale."
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Cinque minuti. Il tempo di metabolizzare la sorpresa, di deglutire e respirare forte, di asciugare una lacrima non scesa, di una telefonata: "Anche questo mese nulla." "Perchè ci speravi davvero?" " Beh sì, ci speravo, anzi ne ero certa questa volta".
E poi ritorna il sorriso e la vita di sempre e riprende la tua giornata, sospesa per soli cinque minuti.
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PS: Se vi capita tra le mani "La NEVE SE NE FREGA" di Ligabue (234 pagine), leggetelo. Che poi di questi tempi dove la "libertà" rischia di restare solo un concetto astratto... male non fa.

martedì 29 settembre 2009

Chi si lamenta?

Risvegli notturni sempre più rari.
Sveglia all'alba.
Colazione tutti insieme.
Riassetto camere.
Biancheria stesa.
Pulizia denti.
Baci abbracci e "carezza" davanti all'ascensore.
Saluto dal finestrino del tram.
Fusione da seguire.
Procedure sparse.
Pranzo ognuno per conto suo.
Ritiro bambini
Sosta al parco.
Acquisti per la cena.
Giocattoli per la casa.
Biancheria da stirare.
Bagno con le paperelle.
Cena tutti insieme.
Ti racconto cosa ho fatto oggi.
Mi racconti cosa hai fatto oggi.
Bimbi a letto.
Ci raccontiamo cosa abbiamo fatto oggi.
Lettura libro.

Nulla di cui lamentarsi.

lunedì 28 settembre 2009

Tempo di castagne

Le domeniche di fine settembre e inizio ottobre sono dedicate alle castagne.
I miei genitori sono dei veri esperti della raccolta, spesso andavano per boschi il mattino presto prima di iniziare la giornata lavorativa perché, a detta loro, era il momento migliore. A volte li accompagnavo anche io, altre volte ci andavo con le amiche.
Sempre sono/siamo tornati a casa con sacchetti colmi. Poi…

Quattro anni fa in questo stesso periodo siamo andati in località Pian Rancio. Nonno Gianfranco, non ancora nonno, guidava il gruppo; nonna Grazia, non ancora nonna, portava i sacchetti; Antonio non aveva di meglio da fare e io, in evidente sovrappeso causa imminente parto, io non potevo mancare.
Ci siamo persi nei boschi, abbiamo gironzolato per sentieri e pendii per quasi due ore e non abbiamo raccolto nulla. Solo per caso il parto è rimasto imminente e non immediato.
Tre anni fa nonno Gianfranco e nonna Grazia sono andati vicino a casa portando con loro Marco che camminava appena. Marco ha perso l’equilibrio ed è caduto faccia a terra schiacciando un riccio. Ovviamente niente castagne e per tre giorni ho estratto spine da un faccino arrossato.
Due anni fa ero di nuovo in sovrappeso, non potevo fare troppi sforzi e così Antonio, Marco ed io abbiamo deciso di abbandonare la raccolta e di accontentarci di una “castagnata” alla Salute. Luca è nato cinque giorni dopo.
Lo scorso anno Antonio, Marco, Luca ed io, in compagnia di alcuni amici siamo andati a Barni decisi a raccogliere quante più castagne avremmo potuto. La giornata si è conclusa con un nulla di fatto e una grande abbuffata in un ristorante della zona.
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Ieri era una bellissima giornata, potevamo non provare?
Nonno Gianfranco, Nonna Grazia, Antonio, Marco, Luca e ovviamente io siamo andati a Valbrona.
Marco ha imparato a togliere le castagne dai ricci schiacciandoli con le scarpe, Luca ha raccolto entusiasta castagne e marroni facendo a gara con il fratello nel riempire i sacchetti di nonna e mamma; il nonno ha cercato di insegnare ad Antonio a “pertegare” i castani dimenticando di non avere più i vent’anni di un tempo, io e nonna...
Ci siamo divertiti, i bambini erano contentissimi e i nostri due kg. ci aspettano questa sera per cena.
Visto che gli anni di magra sono finiti, domenica si replica.

venerdì 25 settembre 2009

Come fa i buchi lui...

Un libero professionista è abituato a ricevere telefonate del tipo: "Mi hanno parlato molto bene di lei, ha svolto un ottimo lavoro sarebbe interessato a lavorare per noi?" o ancora "Siamo stati pienamente soddisfatti del suo precedente lavoro, vorremmo incontrarla per parlare di un nuovo incarico."
In genere succede in periodi in cui le aziende crescono, si espandono, investono.... non è esattamente la situazione di questi ultimi anni ma può sempre succedere.
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"Pronto, sig. Laterza?"
"Sì con chi parlo?"
"Qui è la scuola d'infanzia avremmo bisogno di lei subito per fare due buchi, il nostro trapano non funziona!"
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Antonio mercoledì si è presentato alla scuola d'infanzia con abbigliamento molto informale, come concordato con l'insegnante ha fissato al muro gli appendiabiti nel bagno della sezione Azzurra ed è tornato a casa soddisfatto per il lavoro svolto e felice di essersi liberato di un peso.
La commessa, quella che un tempo veniva chiamata bidella, ha evidentemente apprezzato il lavoro.
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"Come non funziona?"
"Vede il nostro trapano non è molto potente ma il suo non ha avuto problemi a bucare il muro. Potrebbe venire?
"In questo momento sono in ufficio e in genere non porto il trapano con me, possiamo accordarci per un'altra giornata?"
"Niente trapano? Va bene però è piuttosto urgente, facciamo per domani mattina. Arrivederci."

giovedì 24 settembre 2009

Tutto per una carota

Qualche giorno fa ho scritto un post in cui riportavo la citazione di un libro che stavo leggendo su consiglio e prestito di Monica, una mia amica.
Andrea, un'altra amica, mi chiese un parere sull'autore.
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L'altro giorno Marco era in punizione per aver picchiato i piedi contro la porta per quasi un'ora, causa del capriccio: la carota del fratello era più lunga della sua. La punizione consisteva nell'andare a letto dopo cena con la faccia voltata verso il muro e in silenzio. L'elemento recepito come punizione era il dover stare zitto, ovviamente.
Per quasi due ore Luca ha voluto far compagnia al fratello e se ne è stato seduto sul suo letto a ridere e giocare da solo.
Io avevo le stesse due ore per me, per il mio libro e così mentre svolgevo l'ingrato compito di guardiano in fondo al letto, sono arrivata all'ultima pagina.
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"I casi dell'avvocato Guerrieri" di Gianrico Carofiglio edito da Selleri è una raccolta di tre libri, tre casi giudiziari appunto che hanno per protagonista l'avvocato Guido. Alla mia amica Andrea e a chi volesse leggerli dico che oggi pomeriggio andrò in libreria alla ricerca di un altro libro dello stesso autore sperando di ritrovare ancora l'umorismo, l'autoironia, la capacità introspettiva di un personaggio che piace per il suo modo di porsi, per le sue frasi dette e per quelle che avrebbe voluto dire. Se poi il lettore conosce Bari, non può perdersi i libri.
Insomma se qualcuno dovesse chiedere se ci sono riserve, se ci sono validi motivi anche solo di dubitare che i casi dell'avvocato Guerrieri possano non piacere... :"Quello disse che no, grazie, non ne aveva".

mercoledì 23 settembre 2009

Ma come ha fatto a sposarti?

Da qualche tempo mio marito si sente ripetere da colleghi e amici: "Ma come ha fatto a sposarti Renata?".
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Ora a me piacciono gli uomini alti e longilinei, non troppo magri ma nemmeno palestrati. Se ci aggiungiamo i capelli mori e gli occhi chiari arriviamo al top.
Uomini che hanno un discreto gusto nel vestire: elegante o sportivo all'occorrenza purchè indossato con classe.
Uomini che sanno ascoltare, scherzare e far ridere, che non si prendono troppo sul serio e che dell'ironia conoscono i segreti.
Uomini che non alzano la voce, non insultano, non offendono gratuitamente e non sanno cosa sia il rancore.
Uomini che vogliono il loro spazio e che rispettano lo spazio della loro compagna.
Uomini che amano senza egoismo.
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Ora cari colleghi e amici di mio marito... non avete mai sentito l'espessione: "l'amore è cieco?"

martedì 22 settembre 2009

Diete: "Parliamoci"

Ieri alla scuola d'infanzia hanno distribuito un opuscolo dal nome "Parliamoci". L'opuscolo, ben studiato anche nella veste grafica, altro non è che il menù del mese di settembre della scuola d'infanzia e delle scuole di grado superiore, servite dalla Milano Ristorazione.
Settimana dopo settimana, giorno dopo giorno trovo tutto quello che Marco mangerà alla materna e i consigli per la sera.
Ieri ad esempio c'era: "riso alla parmigiana, medaglioni di vitellone al forno, purè e frutta fresca di stagione".
Consiglio per la sera:"insalata di pasta, spiedini di verdure, yogurt con frutta fresca o dessert".
Menù completi e vari, iniziativa lodevole.
Ma...
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A casa nostra siamo in quattro e tutti e quattro pranziamo fuori come la maggior parte delle persone che vive e lavora a Milano. E salvo poche eccezioni temo sia così ovunque.
Cosa avrei potuto preparare per compensare il riso di Marco, la pasta di Luca, la focaccia farcita di Antonio e la mie tagliatelle?
Non dite gli gnocchi perchè non avevo le patate!