venerdì 9 ottobre 2009

Senza babysitter... per ora

"Mamma chi è la mia babysitter?"
"La babysitter? Chi ti ha parlato di babysitter?"
"Riccardo ha la babysitter e io? E' la Gabry?"
"No Marco, Gabry è una nostra amica, a volte più di una sorella per mamma ma fa un altro lavoro."
"Allora la Donatella?"
"No anche Doni è una amica e una collega di mamma."
"Marco probabilmente la mamma e il papà di Riccardo lavorano tutto il giorno."
"Ma anche tu lavori e allora perchè io non ho la babysitter?"
"Se propio vuoi scegliamo insieme una babysitter. Lei ti verrà a prendere all'asilo, ti porterà al parco, giocherà con te..."
"E tu?"
"Se c'è lei con te, io posso fare altro."
"Non la voglio più la babysitter!"
"Delusione materna e riorganizzazione famigliare evitata, per oggi!"
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Anni fa ci abbiamo provato. Io dovevo riprendere a lavorare, sapevo che le otto ore erano un'utopia e così avevo scelto una persona amica che andasse a prendere Marco al nido e lo tenesse con sè fino a sera. Pochi giorni prima di rientrare in ufficio, la tata mi comunica che non è più disponibile. Panico. Devo lavorare! Marco viene dirottato momentaneamente sul nido a tempo pieno: 8:00- 18:30; a volte 19:00. Non trovo una sostituta, temporeggio, mi convinco che il solo nido è meglio della tata. Porto a casa il lavoro. Gioco con Marco, chiacchiero un po' con il marito ma sono tesa: alcune sere non vedo l'ora che Marco si addormenti per riaccendere il pc. Ogni giovedì sera a Marco sale la febbre, a gennaio si ammala e mentre lo accudisco in ospedale tengo con me il cellulare aziendale e chiedo ad Antonio di scaricarmi la posta e aggiornarmi. Lui fa quello che può, ma lavorando come libero professionista ha orari peggiori dei miei.
Non sono contenta, non era quello che volevo per me, mio figlio, la mia famiglia. Scopro di essere in attesa e la seconda gravidanza mi costringe alla maternità anticipata. Il resto è cosa nota.
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Non ero una madre cattiva, ero una madre che avrebbe fatto qualsiasi cosa per quel figlio tanto desiderato ma che voleva che tutto fosse come prima, che quel lavoro al quale per anni aveva dedicato tutta se stessa fosse ancora possibile, una madre che avrebbe voluto dei nonni a cui lasciare il figlio ma che non avrebbe rinunciato al nido perchè è meglio, una mamma che reputava Marco troppo piccolo per affidarlo ad una perfetta sconosciuta. Una madre che conviveva con un senso di colpa costante.
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Oggi ci siamo io e il papà ad accudire a Marco e Luca, oggi cerchiamo di bastare noi, domani vedremo.
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Parlo per me: nonostante gli alti e bassi professionali di questo anno, sono felicissima che il part time sia stato rinnovato: sei ore all inclusive e poi via!
Ogni donna cerca di organizzarsi come meglio può. Le priorità possono essere diverse, le possibilità anche. Si fanno scelte o si accettano le scelte degli altri, per principio o necessità.

19 commenti:

  1. Io credo che sia importante apprezzare ciò che si vive quotidianamente: l'attimo. Non possiamo spesso decidere il nostro futuro "migliore", ma certamente possiamo vivere e godere del tempo che passiamo con i nostri figli e con i nostri cari. Io al 99% non cercherò un nuovo cucciolo. Per me è l'ultima volta che vedrò i 4 anni della mia Emma, e poi i 5, i 6.... Non posso più permettermi di perdere questi momenti...
    E forse per questa consapevolezza dovrei pure ringraziare la stxxxx della mia capa che non mi valorizza e mi costringe a cercare soddisfazione al di fuori del lavoro!!!!
    Isa

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  2. Che dire...Io ti parlo a nome della categoria delle baby sitter, lavoro che ho svolto durante tutti gli anni universitari e anche quando vivevo in America. Ho badato un bimbo, figlio di una mia cara amica da quando aveva un anno, fino a quando ne ha compiuti tre...Mi sono affezionata a lui, l'ho visto crescere...La sua mamma, mia cara amica lavorava (e lo fa tuttora come parrucchiera, quindi impossibilitata a chiedere il part-time) era contenta che ci fossi io ad aiutarla, ma ogni sera, quando tornava e mi chiedeva il resoconto della giornata, vedevo nei suoi occhi un velo di tristezza: le dispiaceva sentire da me tutti i racconti dei giochi, degli episodi, delle paroline, dei momenti trascorsi tra me e suo figlio, e lei se li era persi. Si rendeva conto che si stava perdendo tanto della vita del suo bambino, e alla fine, quando io sono andata negli States, lei ha deciso di ridimensionare il suo lavoro...Ora passa molto più tempo con il bimbo ed è molto più felice e serena. Ama il suo lavoro, continua a farlo, ma si è data un'altra priorità. È la stessa cosa che spero di potere fare anch'io quando sarà il momento...

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  3. intenso il tuo racconto e condivido le tue scelte.
    Anch'io ho scelto il nido contenta di averlo fatto. Ho una diversa storia lavorativa e tra un po' che tornerò a lavorare 3 pomeriggi a settimana non ti nego che mi pesa non poco, è stata una decisione sofferta. In quei pomeriggi starà con i nonni, che anche se non mi va' di ammetterlo, sono una risorsa inestimabile e comunque fanno parte della famiglia e non è la stessa cosa che stare con una baby sitter.
    Goditi i tuoi bambini e ritieniti fortunata per il tuo part-time.
    Un caro saluto

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  4. quando uno puo' scegliere, il nido e' un'ottima scelta.
    In provincia, esistono intere aree non coperte da un servizio utile come il nido...

    Poi ognuna si arrabatta come puo', e cerca di minimizzare le ore di delega delle funzioni.

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  5. congratulazioni per esserti riuscita ad organizzare così bene!!
    non oso immaginare cosa farei io...

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  6. "Non ero una madre cattiva, ero una madre che avrebbe fatto qualsiasi cosa per quel figlio tanto desiderato ma che voleva che tutto fosse come prima, che quel lavoro al quale per anni aveva dedicato tutta se stessa fosse ancora possibile"...

    Fa male leggere queste parole. Non perché fai male tu che le scrivi, ma perché esattamente quello con cui convivo adesso. Ci sono dentro fino al collo e mi sento dilaniare tra il desiderio di non perdere una vita di sacrifici e il desiderio di mandare tutto all'aria quando mia figlia fa un sorriso mostrando le gengive senza denti.

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  7. @Isa non so cosa aggiungere, ne abbiamo parlato spesso... nella nostra azienda (e forse non solo da noi) la via di mezzo non esiste o lavori per due e la famiglia viene annullata o ti accontenti delle briciole e torni a vivere... Emma e Bea hanno una grande mamma!

    @Marissa se un giorno mi dovrò affidare ad una babysitter spero davvero di trovare una persona come te e come le tante donne che lo spirito materno l'hanno dentro e amano i bambini che accudiscono come fossero propri. Quando sarà il tuo turno, sceglierai per il meglio che non vuol dire necessariamente ridimensionare il lavoro o rinunciare alla carriera... ne sono certa.

    @Benvenuta Rosita e in bocca al lupo con il nuovo lavoro!

    @Soleil: senza nido non so propio cosa avrei fatto, ma una soluzione si trova sempre. Hai ragione, ci si arrangia alla fine, certo è che se la soluzione ci piace, viviamo anche più serene!

    @Eppifemili: bene è una parola grossa! Diciamo che per ora il puzzle sta insieme! Vedrai che una soluzione la troverai anche tu e poi a quanto leggo dalle tue parti non mi sembri una che si scoraggia o che non ha iniziativa...

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  8. @Ondaluna tua figlia è piccola, troppo. La stai allattando, non ti puoi staccare da lei... è stancante per quanto possa essere bellissimo a volte. Non è il momento per fare scelte e il solo pensarci ti rende più pesante le giornate e non ti fa "vivere" questi mesi. Dopo non sarà più come prima perchè tu non sei quella di prima, dovrai trovare un nuovo equilibrio e lo troverai stai certa, questo non vuol dire rinunciare alla tua professione...Non siamo tutte uguali e non tutte ci troviamo nella stessa situazione (economica, sociale...)!!! Ci ho messo più di un anno a capirlo ma oggi vivo alla giornata: se penso troppo a domani mi perdo le cose belle di oggi! E' banale lo so ma vero.

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  9. Forse un uomo non dovrebbe immischiarsi in questi discorsi. Però dici bene: dopo che nascono i figli, niente è più come prima. Né per le madri, né per i padri.
    Mi è capitato di vedere donne che non meritavano, per l'impegno che hanno messo nella professione, di essere costrette a scegliere fra lavoro e famiglia.
    E vedo anche quanto sia forte la pressione sulle mamme che scelgono di privilegiare esplicitamente la famiglia rispetto alla carriera.
    Troppi condizionamenti, economici, sociali e pratici, pesano nella ricerca degli equilibri, ma il fatto che il percorso sia faticoso non rende certo genitori cattivi.

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  10. sai che x me è un problema quotidiano. e nn è che crescendo i problemi cambino: ovviamente c'è meno da sorvegliarli ma la presenza serve sempre x garantire una qualità di vita, x educarli, x esserci quando fanno cose importanti.
    che fatica

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  11. @Do Minore: il parere di un uomo non è meno importante e un altro punto di vista è sempre utile, il confronto prima di tutto. E poi i tuoi commenti sono sempre molto apprezzati.
    Nella maggior parte delle coppie è la donna che professionalmente è più penalizzata, ma le coppie sono molto maturate in questi anni: c'è più equilibrio, solidarietà e complicità delle generazioni passate, e questo è fondamentale per la coppia e per i figli!
    @Emily: una fatica che appaga però... almeno leggendo dalle tue parti, vedo il rapporto che hai con i tuoi figli e mi piace molto quello che avete costruito!

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  12. @ Renata
    ho letto queste tue parole mentre ero via, in un momento in cui mi godevo il meglio di tante scelte fatte e mi confrontavo con chi non ha ancora avuto modo o motivo di scegliere.... mi hai commosso, sostenuta e aiutato.
    grazie

    a presto, s.

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  13. @Silvietta grazie a te per le belle parole.

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  14. Renata, vengo ora dal blog di elasti dove si sta lungamente discutendo di part time , o meglio dell'utopia del part time. anche io ho riorganizzato la mia giornata lavorativa dopo la nascita del piccolo, francamente è venuto spontaneo e certamente avevo l'opportunità di farlo, ma mi sento di dirti che hai fatto la scelta giusta. ti è venuta dal cuore, hai colto il momento.

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  15. Quando la mia cucciola ha compiuto sette mesi sono rientrata al lavoro (con tutti i sensi di colpa e le ansie che puoi immaginare), però contenta di riappropriarmi di un piccolo spazio mio. Ero tranquilla perché sapevo che la piccola era nelle mani migliori, quelle dei nonni, che avrebbero fatto il meglio per lei.Abbiamo dovuto poi chiedere un aiuto, quando ho finito l'allattamento e sono tornata a tempo pieno, perché le condizioni di salute dei nonni richiedevano un supporto.Adesso la cucciola va al nido, sono contenta perché vedo quanto sia importante per lei confrontarsi coi suoi pari, però stranamente mi sento più in colpa nel lasciarla tutto il giorno al di fuori della famiglia.Quando torno a casa vorrei dedicare tutto il mio tempo a lei ed invece devo destreggiarmi tra le incombenze familiari e spesso il tempo che passiamo insieme è quello peggiore, perché la sera sia io che lei siamo più stanchi e nervosi, perché dobbiamo sempre correre soprattutto per cercare di garantirle una "routine" costruttiva.Ogni tanto penso al part-time, anche perché lavorativamente, dopo la maternità, gli stimoli e le opportunità, devo tristemente ammettere, sono diventati praticamente inesistenti. Però c'è il discorso economico (non sottovalutabile) e soprattutto il timore di essere ulteriormente messa da parte e, visti i tempi, non so quanto sia positivo ragionando in prospettiva. Anche io sono un "impolverato quadro" in una grande azienda, e ogni giorno mi chiedo perché viviamo in un mondo in cui non si concilia il desiderio di maternità e la soddisfazione lavorativa, in cui si continua a sottostare a ritmi e esigenze al maschile, con le riunioni importanti solo dopo le cinque del pomeriggio e i progetti strategici affidati in funzione della disponibilità h24, a dispetto della professionalità e della capacità di organizzarsi che sicuramente garantirebbero risultati migliori.
    Scusa lo sfogo, ma ancora non riesco a trovare un perfetto equilibrio tra la mia vita di madre e quella di lavoratrice...
    E comunque volevo dirti che è un piacere leggerti...
    S.

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  16. @Un grazie a Mammanews anche se un po' in ritardo.
    @Cara S. a me fa sempre piacere leggere le testimonianze di altri, è un confronto spesso molto utile e poi parlare, scrivere, raccontasi è un'ottima terapia. Ci aiuta a fare ordine dentro di noi, è un'auto analisi che serve moltissimo... Sull'equilibrio perfetto... non so se esista davvero! Un abbraccio e grazie.

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  17. Una madre che conviveva con un senso di colpa costante.

    E' quello che provo, spesso ultimamente. la mia bimba ha 7 mesi e mezzo e da quando aveva 1 mese e mezzo sono tornata al lavoro (in proprio),solo al pomeriggio e la nonna me la portava ogni ora. ora lavoro sempre al pomeriggio ma la nonna non sempre è puntuale, non sempre condivide le mie scelte e io vivo male...lavoro troppe poche ore (vai a prenderla quando deve uscire, vaia prenderla quando deve tornare a casa)..che fare? Al lavoro non voglio rinunciare, tanto sacrificio ma tante soddisfazioni. i nonni sono la risorsa migliore, è vero ma se dentro non stai bene? Sto pensando al nido quando avrà 1 anno, penso che se me la porterò a spasso, ai giardini alle 4 come tutte le altre mamme poi mi sentirò meno in colpa , in colpa perchè dalle 8 alle 4 posso lavorare senza fare avanti e indietro. scusa se mi sono dilungata.

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  18. @Cara Lady mi fanno sempre piacere i commenti che permettono un confronto. Ti capisco benissimo, ricordo ancora come ero combattuta all'inzio. Ti posso solo dire che con il tempo ansie e paure si ridimensionano. E qualsiasi scelta tu farai, se sarai convinta e serena nell'affrontarla, sarà accettata anche dalla tua piccola. Valuta i nido, è un'ottima scelta! Un grande in bocca al lupo e un abbraccio.

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