venerdì 22 maggio 2009

Dietro le sbarre

Nel condominio in cui abito c'è un piccolo giardino curato dal Sig. P., quello della raccolta differenziata.
Il giardino si affaccia su una stradina secondaria poco trafficata: oltre il cancello di ingresso si apre il passaggio pedonale lastricato e tutto intorno piante e fiori.
Il giardino volge ad est e nei pomeriggi estivi è una valida alternativa al parco.
.
Nel condominio in cui abito ci sono condomini davvero fantastici e altri che conosco appena. Un esempio? La famiglia di T.: una famiglia riservata che abita al terzo piano. Ci si saluta cordialmete senza andare oltre al "ciao".
T. ha cinque anni ed è l'unico bambino del palazzo.
T. non lo conosciamo se non di nome.
.
Siamo solo a Maggio ma in questi giorni le temperature sono estive e ieri pomeriggio siamo scesi in giardino.
Marco si divertiva con il pallonne: qualche calcio contro il muro, alias l'appartamento della nonna di T., e qualche altro nella piscina, una sorta di vasca che ha per pavimento una grossa grata in ferro dalla quale si vedono i garage.
Luca si divertiva a gettare grissini nella grata e a raccogliere margherite trascinando un annaffiatoio da otto litri, vuoto.
T. se ne stava dietro le sbarre della finestra della nonna supplicandola di farlo uscire a giocare con Marco e Luca. Vista l'insistenza del bambino e la mia disponibilità a "curarlo", la nonna l'ha accompagnato in giardino. Era visibilmente a disagio, l'ha rimproverato per i dieci minuti della sosta e poi per una presunta marachella che non s'aveva da fare l'ha trascinato in casa.
T. è tornato alle sue sbarre con le lacrime agli occhi e ha continuato a giocare con Marco dalla sua prigione.

9 commenti:

  1. Quante prigioni intorno a noi, certe volte anche dentro di noi... aspettiamo qualcuno che abbia la chiave!

    RispondiElimina
  2. Che tristezza per il bimbo. Paradossalmente mia figlia ha nonne troppo mollacchione. Ma perchè non c'è mai una via di mezzo?
    ps Mi son letta con piacere anche degli altri condomini, quelli simpatici...
    @ don Luca: secondo me dentro di noi c'è anche la chiave. O no?

    RispondiElimina
  3. Ma poverinooo!
    Neanche De Amicis avrebbe potuto raccontare di peggio...

    P.S.: veramente Marco tira pallonate fino al terzo piano??
    Occhio a non guastare gli idilliaci rapporti di vicinato ;-)
    (lo scrivo con tutta l'invidia di chi ha un ENORME giardino condominiale da cui i bambini sono simpaticamente banditi!)

    RispondiElimina
  4. Ci sono persone insicure che sono terrorizzate dal 'disturbo': disturbare gli altri o farsi disturbare se devono rendere un piacere.

    Magari prendendoli in maniera ellittica, con molte premesse e distinguo, rasssicurarli: boh?

    Speriamo che quando sono più grandi li lascino scendere da soli in cortile.

    RispondiElimina
  5. Brava renata, cercate di trovare un modo... mi si è stretto il cuore a leggere questo episodio. Eppure viene così spontaneo a tanti ingabbiare i bambini. Anche col pretesto delle migliori intenzioni; una vera e propria forma di violenza psicologica.

    RispondiElimina
  6. proprio ieri leggevo un articolo di giovanni Bollea sulla necessità per i bambini dei giochi di cortile con i coetanei. uno dei motivi epr cui non mi muovo dal mio appartamento troppo piccolo é che qui c'é un giardino dove i miei bimbi possono giocare con altri bimbi e fare le loro esperienze di socialità. E' vero che spesso i nonni sono piu' diffidenti, o solo piu' prudenti; magari, se ti capita, dovresti cercare di parlare con la mamma di T. una volta ho chiesto alla mamma di una bambina vicina se voleva lasciarla un po' da noi quando i genitori andavano in ospedale a trovare la nonna. lei mi ha risposto: non voglio appofittare, ne hai già due...a volte ci facciamo un sacco di problemi inutili!

    RispondiElimina
  7. Mi ero dilungata un po' troppo:
    @Don Luca: se inizia cosi le prigioni che avrà dentro quel bimbo saranno molte.
    @Babuska: Barbara per fortuna sono i soli vicini strani, con gli altri c'è un bellissimo rapporto. La cosa che mi ha colpito è che il mio si sarebbe opposto e avrebbe urlato per mezz'ora.
    @Mamma in 3D: Confesso che mi sono sentita molto a disagio e dopo un po' ho cercato di "convincere" anche i miei a tornare in casa.
    Hai ragione un po' di chiarezza: il bimbo abita al terzo piano sotto di noi ma ieri era a casa della nonna che sta al piano rialzato. Praticamente Marco tirava la palla contro il muro che coincideva con la cucina della nonna di T.
    @Mammamsterdam: Hai toccato la parola giusta "disturbo" secondo me i genitori hanno paura di disturbare, la nonna non so.
    @mammalisa: E' che spesso le buone intenzioni non bastano.
    @Laura.ddd: la mamma, se la incontri sul pianerottolo scambia due parole, per cortesia. Ma nulla di più. Sul giardino concordo in pieno, io li porto al parco per il problema opposto, qui di bambini a parte T. non ce ne sono.

    RispondiElimina
  8. Che tristezza ,povero bimbo!

    RispondiElimina
  9. ciao Renata, felice di averti conosciuto oggi. E che tristezza sì il povero T, e poi ha ragione Mammamsterdam sul concetto del "disturbo" - io che vado a vivere in cohousing, come ho raccontato al MaM, mi sento un po' agli antipodi di tutto ciò.

    RispondiElimina