martedì 21 febbraio 2023

COVID 19 ... per non dimenticare

Il governo di Pechino il 23 Gennaio 2020 impone la chiusura per quarantena dell’intera provincia dell’Hubei dove si trova la città di Wuhan. Blocco completo degli spostamenti all’interno del paese e di conseguenza dei collegamenti stradali, ferroviari e aerei. Blocco totale dell’economia e chiusura di tutte le scuole. Wuhan diventa simbolo di una città fantasma: strade vuote, negozi chiusi, parchi disabitati, spesa alimentare consentita solo online e consegne per comprensori al fine di ridurre al minimo i contatti. Obbligo assoluto di restare in casa e monitoraggio degli spostamenti di tutte le persone tramite il GPS dei loro dispositivi cellulari. Wuhan città natale di un virus apparso tra Ottobre e Novembre 2019. Un virus che si manifesta con tosse, febbre alta, stanchezza, difficoltà respiratorie e che degenera inesorabilmente causando la morte del paziente nell’arco di poche ore. Non in tutti, non sempre.

Da qualche giorno gli occhi di tutto il mondo osservavano cosa stava succedendo in Cina. Ma la Cina era lontana e la distanza riduceva l’empatia.

Mentre si cercava di capire da cosa fosse generato il virus e mentre gli esperti indirizzavano le coscienze ad abbracciare una tesi o l’altra* il virus venne diagnosticato anche in Italia e successivamente nell’intera Europa e come è facile ipotizzare varcò i confini.

Venerdì 21 Febbraio 2020, venerdì grasso in quel di Milano, un trentottenne di Codogno risultò positivo al Coronavirus. Nelle ventiquattro ore successive l’intero Paese sprofondò in una sorta di delirio collettivo: supermercati presi d’assalto, reti televisive sintonizzate su un unico tema, panico. 

Lunedì 24 Febbraio 2020: scuole chiuse, molti uffici anche. L’inizio di un incubo.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) parlò subito di pandemia da cui nessuno era escluso.

Il governo italiano adottò un approccio graduale nel tentativo di contenere la diffusione del virus. Vennero istituite le Zone Rosse: vere e proprie zone di confino nelle quali non si poteva entrare o uscire a causa della presenza di focolai del virus. Drastici limiti agli spostamenti in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, interessate dalla prima ondata del virus, con chiusura delle scuole e di molte attività produttive e introduzione di smart working.

Vivevamo tutti rinchiusi, terrorizzati dalle immagini che la TV ci mostrava: file di carri militari che trasportavano corpi morti, distese di bare negli ospedali, medici e infermieri costretti a lavorare per ore e ore in una sorta di scafandro antivirus nel tentativo di non morire mentre cercavano di salvare la vita ad altri, corpi intubati nell’estremo tentativo di strapparli ad una morte quasi certa. La spesa alimentare un incubo: carrelli riempiti on line e confermati nelle più disparate ore notturne, consegne ritardate e la ossessiva pulizia con alcool di ogni confezione di cibo depositato dal commesso del supermercato sul pianerottolo di casa. Ragazzi costretti a vivere la scuola davanti allo schermo di un computer: nessuna interazione con gli amici e con gli insegnati.

Fuori dalla finestra assoluto spettrale silenzio. E la paura che nonostante l’isolamento quel virus potesse raggiungerci comunque.

L’estate 2020 sembrava l’inizio della ripresa ma ad ottobre il Virus tornò. Nei mesi successivi l’Italia intera diventò la tavolozza di un pittore che spazia dal rosso all’arancione, dall’arancione al giallo dal giallo al bianco.  Gli indici dei contagi avevano il potere di cambiare il colore con cadenza mensile o settimanale. E il colore decideva le libertà concesse e quelle non. Dalla spesa on line si passò alla spesa con ingresso programmato e numero contingentato. La spesa: l’unica solitaria uscita consentita. 

In quei lunghi mesi siamo diventati tutti esperti di mascherine: chirurgiche, FP3, FP2 con filtro , senza filtro. Questo oggetto, indossato gli anni prima solo da qualche turista orientale per limitare gli effetti negativi dello smog,  diventò l'accessorio assoluto di ogni outfit. Poi finalmente la prima svolta. Nella primavera 2021 il primo vaccino: sono state somministrate le prime dosi con tutte le polemiche che lo hanno accompagnato e finalmente con il Green Pass ci siamo sentiti un po’ più sicuri ma ancora per gran parte del 2022 abbiamo convissuto con la pandemia. Con il passare dei mesi i contagiati hanno presentato sintomi sempre più lievi/simili nella maggior parte dei casi a quelli di una influenza stagionale.

E mentre il virus smetteva di fare paura, la guerra in Ucraina ha preso il sopravvento e il virus è subito sparito da trasmissioni televisive e dialoghi delle persone.

Sono trascorsi tre anni da quel Febbraio 2020, siamo tornati alla vita di prima, ma due anni sono rimasti sospesi. Per chi ha avuto la fortuna di poter lavorare per tutto il periodo in smart working isolato tra le mura della propria casa, la sensazione più comune del ritorno alla "normalità" è stata quella di incontrare amici, colleghi e conoscenti e parlare con loro di un ieri lontano due anni come se fosse stato lontano solo poche ore. Due anni scanditi da abitudini, ritmi e quotidianità diverse e per molti aspetti non vissuti.


*Ipotesi complottista: il virus e l'epidemia sono una nuova arma biologica.

Ipotesi errore: virus prodotto in laboratorio per valutare la capacità di causare l'infezione da Covid nelle vie aeree umane e diffusosi accidentalmente

Ipotesi selezione naturale: un virus che dai pipistrelli sarebbe passato ai pangolini e da questi ultimi all’uomo, fortificandosi attraverso successive mutazioni genetiche.


mercoledì 18 gennaio 2023

FERITO A MORTE -regia di Roberto Andò-



Ho acquistato i biglietti la sera di Halloween, attratta dalla promozione che avrebbe reso interessante qualsiasi rappresentazione. Tra un panel di proposte ho scelto senza dare troppo peso alla trama, alla regia, al cast. Alle spalle un romanzo di Raffaele La Capria che vinse il premio Strega nel 1961: male non sarà.

Poi è arrivata la sera della rappresentazione al PICCOLO.

Giornata di lavoro, lezione di total body circuit interrotta in anticipo per una veloce doccia, di corsa in metropolita ed eccomi davanti al teatro. Antonio è già qui ad aspettare. Un caffè con dolcetto prima di prendere posto per tamponare la mancata cena e tenere attivi i neuroni. 

Posto comodo nella platea centrale sinistra: la poltrona alla mia destra vuota, quella davanti occupata da una ragazza dalla folta chioma che mi costringe a spostare il collo a destra e sinistra a seconda della scena, alla mia sinistra Antonio. La temperatura nella stanza piuttosto bassa o forse sono io poco vestita. Fortunatamente ho con me il mio pellicciotto color panna.

Si apre il sipario, inizia la rappresentazione e... ma quello è Antonio Forte! Sì insomma Giovanni Ludeno che interpreta il personaggio di Antonio Forte nella serie tv “Lolita Lobosco”. Mi sembra di conoscerlo perché le serie tv hanno il potere di farti amare i personaggi e renderli familiari.

Alcune serie le seguo da tempo, ma la maggior parte le ho scoperte durante i mesi della pandemia. In quel periodo ho recuperato le produzioni degli ultimi 10 anni, è stato un modo per evadere, una compagnia ricercata sullo schermo, una sorta di obiettivo o meta alla fine di giornate tutte uguali. Mi piace la recitazione degli attori italiani, mi piacciono le storie che raccontano e gli accenti delle varie geografie.

Giovanni Ludeno qui è Ninì, personaggio chiave dello spettacolo, intrattenitore istrionico, formidabile.

Lo spettacolo continua, gli attori sono tutti molto bravi, curati gli abili, interessante la resa scenografica. 

Compare Gea Martire, madre di Ninì, già conosciuta in film e serie televisive che amo da “Il Commissario Ricciardi” a “I bastardi di Pizzofalcone”. Anche lei interprete meravigliosa e poi Paolo Mazzarelli in Sasà, Clio Cipolletta in Assuntina e Mariella, Sabatino Trombetta in Massimo giovane, Giancarlo Cosentino nel signor De Luca…

E Lei, la Nonna di Ninì, Aurora Quattrocchi. Lei, fantastica in “Nostalgia” accanto a Pierfrancesco Favino ed esilarante madre di Nino Frassica nella serie “I fratelli Caputo”… Lei incontrata in tanti film è qui. Meravigliosa e immensa sulla scena. Vederla recitare dal vivo è una emozione unica.

Purtroppo la storia non mi entra dentro, non mi coinvolge abbastanza, sicuramente è colpa della stanchezza della giornata, se non fosse per la bravura degli attori un po’ di torpore in alcuni momenti colpirebbe “anche” me. Ma la recitazione merita davvero un posto in platea.



sabato 22 ottobre 2022

17ANNI: MARCO

A te che per un anno ancora devi sopportare le limitazioni di non essere maggiorenne: proprio non è giusto essere nato ad Ottobre mentre i tuoi amici tra poco avranno 18 anni!

A te che segui le tue passioni con determinazione da sempre anche se la tua più grande passione è motivo di ansia e preoccupazione. Sì lei la moto! Abbiamo imparato insieme i nomi di tutti i piloti del Moto GP, della Moto 2 e anche della 3; abbiamo accolto Guido Meda come uno di famiglia ma ora la ostinata, ossessiva, esasperante richiesta di una moto accompagnata dal resoconto mensile dei tuoi risparmi ci spaventa.  I tentativi di spiegarti che non è solo una questione di soldi, che è pericolosa, è troppo presto, che non voglio venire a trovarti al cimitero, non servono a nulla! Quando compi 18 anni …per fortuna sono solo 17 oggi!

A te che quest'anno hai abbandonato parkour per la palestra ed è bello vederti condividere questa passione con il tuo amico Andrea. Ti dico spesso di non esagerare con i muscoli ma apprezzo tanto l'impegno e la costanza e in fondo mi fa pure piacere che per mostrarci i tuoi progressi usi me come bilanciere negli squot: sono così rari i tuoi abbracci spontanei che un bilanciere è meglio di nulla!

A te che stai costruendo giorno dopo giorno le basi del tuo futuro: stai studiando con impegno e anche se ripeti che lo studio non è tutto e non sei un topo da biblioteca, davanti ad una verifica perfetta in fisica mandi un whatsapp con scritto “HO SPACCATO”. Difficile capire se sei soddisfatto del voto, della tua preparazione o è solo il tuo orgoglio e il voler primeggiare perché non sopporti perdere… ma ci sta, va bene così.

A te che custodisci gelosamente la tua intimità e permetti a pochi di entrare nel tuo mondo; a te che scegli gli amici con cura perché conoscere una persona non è essere sua amica; a te che sei onesto e sincero ma a volte tanto polemico da disincentivare ogni confronto dialettico.

A te che hai i miei stessi capelli e lotti ogni mattina con cera e lacca per riuscire a domarli.  A te che proprio non ti riconosci con gli occhiali e che speri presto di toglierli definitivamente: non lo dico ma ero esattamente come te. A te che speri di crescere ancora qualche centimetro ma non sono i centimetri che rendono grande un uomo! 

A te che ho amato dalla prima ecografia e che amo infinitamente anche quando mi fai arrabbiare e sfidi la mia pazienza.  A te che compi gli anni per secondo ma sei nato per primo. A te che mi insegni ogni giorno ad essere mamma e per questo ti ringrazio ma ti chiedo anche scusa: lo so che sono spesso rigida ma ogni tua  prima volta lo è anche per me come mamma e non è facile vederti spiccare il volo. 

Auguri Amore mio!

La tua mamma

giovedì 20 ottobre 2022

15 ANNI: LUCA

Il giorno del tuo terzo compleanno scrissi questo post. 

Oggi di anni ne compi quindici e quel LUCA sei ancora tu!

A te che ti svegli all’alba e dici: “Alexa stop” un attimo dopo il primo squillo. A te che ti vesti di corsa, fai colazione sul divano e con largo anticipo esci di casa per chiacchierare con gli amici prima delle lezioni.

A te che durante le ore mattutine invii sul “FamilyGroup” di whatsapp link Amazon di articoli che è assolutamente necessario acquistare subito e che al suono dell'ultima campanella usi lo stesso gruppo per perorare richieste di imminenti uscite: “Hai già preparato il pranzo Mamma? Va bene se vado al MC… al Sushi… a casa di… a Monza…?” perché c’è sempre qualche amico da incontrare, qualche ragazza con cui uscire, qualche luogo nuovo da visitare. Ok lo studio ma tu hai una vita e quella vita deve essere piena di incontri, amicizia e spazi aperti.

A te che inviti a casa chiunque perché ogni nuovo conoscente è un amico ma gli amici-amici sono sempre quelli da anni. A te che sei capace di sentimenti veri e profondi, che sei empatico soprattutto con i più fragili e sorridi a tutti e tutti abbracci con la tua fisicità prorompente.

A te che guardi video su tik tok, che ascolti musica indecente nei suoni e nelle espressioni, che giochi on line mentre sei in chiamata su discord, che prima di addormentarti stai al telefono con gli amici per le ultime confidenze della giornata.

A te che hai provato tanti sport ma che in tutti non hai mai apprezzato rigidità, regole e disciplina: lo sport per te è gioco ed è perfetto il campetto di basket sotto casa.

A te con cui ho studiato in simbiosi per anni, a cui ho cercato invano di trasmettere metodo e passione per lo studio. A te che solo quando ho detto: “Basta, adesso studi da solo!” hai iniziato a stupirmi e ancora non mi capacito di come sia possibile ma che sono certa potresti e dovresti fare molto di più.

A te a cui ripeto di continuo l’importanza dell’impegno e della fatica perché i risultati facili non costruiscono il futuro e non danno vera soddisfazione, ma per te è ancora troppo presto e non mi capisci o forse sono io che non capisco e divento noiosa e assillante… ma hai una mente brillante e va coltivata, accontentarsi non basta.

A te che all’improvviso e con spontaneità ti avvicini e dici: “Mammina ti voglio bene” come quando eri piccolo perché sei spontaneità, esuberanza, sentimento, empatia, calore. A te che mi raggiungi ogni sera sul divano prima di andare a dormire, mi chiedi se sto bene e mi abbracci augurandomi la buona notte. A te che sei capace di dolcezza infinita e hai un cuore grande. A te che oggi compi 15 anni e ne dimostri già di più.

Auguri Amore mio: vivi sempre con la spensieratezza di questi anni  e la tua spensieratezza non sia mai superficialità!

La Tua mamma.

 


mercoledì 31 agosto 2022

Costa Fascinosa - a bordo in Norvegia

 




Non sono un’amante delle crociere non mi ha mai attratto l’idea di viaggiare a bordo di una nave. L’ho sempre associata ad una vacanza troppo costosa, poco dinamica, poco libera, per anziani. Mi piace camminare, esplorare. La vacanza non può essere solo ozio e riposo, deve avere un po' di dinamicità per rigenerare le mie pile. Poi a inizio giugno la telefonata di alcuni amici apre uno scenario nuovo per le vacanze estive. Perché no: visitare la Norvegia e i suoi fiordi a bordo di una nave. Quale luogo migliore per questa esperienza?

Ma con due figli che a breve compiranno 15 e 17 anni lo scoglio maggiore è: verranno volentieri? E' bastato dire "all inclusive (cibo, bevande, palestra, piscine...) " che un boato di entusiasmo inatteso ci ha raggiunto e convinto.

E così l’11 Agosto salpiamo da Kiel in Germania e per 13 giorni alterniamo le giornate di navigazione alle escursioni sulla terraferma. Sulla nave, Costa Fascinosa, ci sono 800 persone dell’equipaggio e circa 2.100 passeggeri tra cui ovviamente ci siamo anche noi e i nostri amici.

La nave ci culla per tutto il tempo: scivola lenta su un mare sempre calmo, non supera i 20 nodi (poco più di 40 Km orari). L’equipaggio cortese, discreto e pronto a soddisfare ogni nostro desiderio.

Dobbiamo solo godere pienamente della compagnia degli amici e di tutto quanto la nave ci offre: spettacoli, piano bar, discoteca, partite a carte, piscina, lunghe chiacchierate… I ragazzi fanno presto amicizia tra loro e con gli altri ospiti della nave: non ci accorgiamo quasi di averli con noi, li vediamo appena.

Antonio è senza bagaglio, purtroppo la sua valigia ci attende a Linate a fine vacanza ma la Costa capisce la nostra difficoltà e ci rimborsa il bagaglio che acquistiamo nei negozi della nave e a terra. Cosa vogliamo di più?

Trascorriamo così la nostra vacanza, lontano da tutto anche grazie alla mancanza di connessione in mare aperto, sereni.

Il 23 Agosto la nave ritorna al porto di Kiel e ci attende il transfert all’aeroporto di Amburgo e da lì il primo volo per Monaco e poi il secondo per Linate dove ritroviamo intatta la valigia di Antonio.

Ci resta solo il dubbio COVID: ritornare alla vita di tutti i giorni dopo così tanti giorni trascorsi in nave tra centinaia di persone sarà prudente? Stiamo uscendo da due anni di pandemia. Per di più due anni di smart working in cui i nostri contatti sono stati limitati alla cerchia degli amici e sempre con prudenza.

La mattina del 24 Agosto prenotiamo il tampone e risultiamo tutti positivi. Stessa sorte a quasi tutti i nostri amici. Fortunatamente per noi sintomi lievi. Mercoledì 31 Agosto il tampone di controllo ci dichiara negativi e nonostante la tosse non ci abbandoni, siamo liberi.

Riprende il lavoro, riprende la vita ordinaria con una certa nostalgia e con il desiderio di organizzare altre vacanze. 

Intanto la vacanza appena conclusa diventa “la migliore che abbiamo mai fatto” a quanto dicono i nostri figli che, credendo di essere diventati figli di Paperon de Paperoni, ci chiedono di prenotarne un’altra anche il prossimo anno.

domenica 21 agosto 2022

Norvegia, 21 Agosto: Bergen

Domenica 21 Agosto, ore 08:30, arriviamo a Bergen ultima tappa di Costa Fascinosa prima del rientro a Kiel. Il rischio di pioggia è alto: Bergen viene descritta come una delle città più piovose al mondo e la più piovosa d’Europa. Ma siamo attrezzati: la sosta alle Isole Lofoten ci ha permesso di acquistare bellissimi poncho scandinavi in sostituzione di quelli che ancora vagano per l’Europa nella valigia di Antonio.

Godiamo tutti di ottima salute, le cure hanno funzionato e poi Bergen è un museo a cielo aperto, non possiamo perderla. Abbiamo a nostra disposizione l’intera giornata.

Città cinta da 7 colli e 7 fiordi, importante porto marittimo nel medioevo, faceva parte della lega Anseatica, importante lega mercantile attiva dal XIII al XV secolo e che contava le città più importanti d’Europa. In quel periodo Bergen era capitale della Norvegia. Anche dopo il declino della Lega Anseatica Bergen resta un centro commerciale marittimo molto importante. Oggi seconda città della Norvegia per numero di abitanti, seconda solo alla capitale Oslo.

Il tempo è buono, c’è persino il sole. Prima tappa Bryggen: il quartiere più antico della città.

L’impianto del quartiere resta quello del XII secolo. All’inizio del XIV secolo Bryggen comprendeva una trentina di edifici in legno: strutture di 2 o 3 piani che fungevano da uffici commerciali, case e magazzini. 

Oggi è formato da 58 edifici ricostruiti dopo l’incendio del 1702, uno dei tanti visto che il quartiere nella sua storia fu distrutto da almeno sette incendi tra cui per ultimo un incendio nel 1955, preceduto da una forte esplosione nel porto nel 1944 che deformò la struttura degli edifici, tanto che si parlava di demolire completamente il quartiere, ritenuto pericolante.  La salvezza arrivò proprio dopo gli scavi archeologici successivi all’incendio del 1955 che dissotterrarono manufatti…. E il quartiere divenne Patrimonio UNESCO. 


Oggi i vicoli di Bryggen sono un rifugio per artisti e artigiani, è un quartiere ricco di negozietti e boutique che conserva una atmosfera intima tipica della comunità marinara. Le sue casette in legno sono caratteristiche, testimoniano il passato illustre della città.
Un quartiere molto vivo e vissuto sia dagli abitanti che da noi turisti che in quei negozietti trascorriamo ore alla ricerca del souvenir particolare o di ricordi preziosi, c’è di tutto!  

Purtroppo però questo magnifico quartiere non ha pace, oggi è a rischio sprofondamento: il molo antico era arretrato di 140 metri rispetto ad oggi e il livello dell’acqua aumenta di 8 mm ogni anno.

Camminando per le vie di Bryggen arriviamo alla Fortezza di Bergen (Bergenhus) del 1520 e relativa Torre di difesa di Rosenkrantztarnet costruita nel 1560. Il tutto incorpora parte del Mastio del 1273.
 

L’interno della fortezza è maestoso e la Sala di Hakon un esempio di grandiosità e ricchezza. Questa sala edificata tra il 1247 e il 1261 ebbe storia travagliata e noi la possiamo vedere come risultato del restauro del 1944. Un ottimo lavoro a giudicare dall’aspetto.



La mattinata è letteralmente volata e abbiamo fame, la nostra guida cartacea ci suggerisce il “Mercato del Pesce della Torget” in cui si può pranzare a base di pesce. A dire il vero l’odore che esala dal mercato non è invitante e alcuni di noi preferiscono un hamburger da McDonald’s. Gli altri vagano per il mercato in cerca di carne di Balena. Nessuno di noi pensa alle povere balene e al fatto che la loro caccia sia bandita quasi ovunque tranne qui e in pochissimi altri Paesi al mondo. 

Per la cronaca: in Norvegia è possibile cacciare le balene e la carne è utilizzata a scopo alimentare. Ci sono tante bancarelle in cui i salami di balena vengono venduti a 15 euro, esattamente come quelli di alce o renna. Due giorni più tardi scopriremo che in Germania l’importazione di carne di Balena è severamente punita con sanzioni pecuniarie e conseguenze penali. I trasgressori, fermati alla dogana di Kiel oltre a lasciare gli acquisti agli ufficiali del porto, dovranno pagare una multa di mille euro per ogni salame sequestrato. 
Troviamo la nostra balena: un hamburger cucinato da un "caciaro de Roma” che vive a Bergen da diciotto anni. Non so se noi siamo una calamita per emigrati ma ci trova simpatici e si fa pure riprendere in qualche foto: ha dormito poco concedendosi una notte brava in discoteca non più adatta ai suoi cinquant'anni ma si muove sulla piastra con maestria. La carne di balena non deve essere troppo cotta o il sapore è compromesso. Ci fidiamo di lui. Che dire: hamburger di manzo tutta la vita!

Così rifocillati siamo pronti per riprendere il percorso, il tempo è ancora buono e ci aspetta la Funicolare di Fløibanen che ci porta in cima al monte Floyen. 320 metri di altezza sul livello del mare e una vista spettacolare su Bergen.

Ci resta la Bergen moderna da visitare ma gli acquazzoni si alternano alle schiarite e di conseguenza è tutto un metti poncho - togli poncho. Siamo comunque contenti, ci piace quel travestimento colorato. Non passiamo certo inosservati! 


Domkirke dedicata a Sant’Olav alias cattedrale di Bergen: con ingresso in pietra scolpito dagli stessi scalpellini della Westmister Abbey di Londra.

St. Mary’s Church:


 la più antica e a nostro parere la più bella della città. 











E poi di corsa al lago di Lille Lungegardsvann nel centro della città e su per i gradini che portano all’ingresso della St. John’s Church.

E’ tempo di tornare, Costa Fascinosa ci aspetta al porto: ci attendono altri due giorni di navigazione.

Il 24 mattina siamo a Milano tutti positivi al Covid e per occupare il tempo ho raccontato questa nostra bellissima vacanza.



sabato 20 agosto 2022

Norvegia, 20 Agosto: Olden

Sabato ore 10:30 arriviamo a Olden, un piccolo paesino semideserto con una popolazione di circa 500 persone, alla foce del fiume Oldeelva, luogo di transito per il Nord del Paese.


Unico edificio presente è la

Old Olden Church al centro del Paese. 
La vistiamo a fine giornata, al rientro dalla nostra escursione: è caratteristica in legno bianco, non è più utilizzata come chiesa parrocchiale, ma nella chiesa sono presenti dipinti e statue religiose. Stranamente aperta al pubblico entriamo e con nostra sorpresa scopriamo una chiesetta che assomiglia più a un pub che ad un luogo di culto. La chiesa più originale che abbiamo incontrato in tutta la Norvegia.









Ma Olden è natura incontaminata, paesaggi mozzafiato e siamo lì per questo.

Il nostro autobus ci deve accompagnare all’inizio del percorso che porta al Ghiacciaio Briksdal e lungo il percorso si ferma per permetterci di scattare qualche foto a Oldevatnet Lake e Floen Lake. Il verde delle colline-montagne si riflette nel lago regalandoci sfumature  verde-azzurro rare.

Eccoci all’inizio del sentiero che porta al Briksdalsbreen e qui inizia la sorpresa. Le nostre conoscenze amatoriali dei ghiacciai italiani ci ricordano che i ghiacciai sono ad alta quota: i sentieri che portano alle cime sono impervi, la vegetazione negli ultimi tratti scompare, i paesaggi diventano lunari.

Qui no, ci troviamo all’inizio di un sentiero sterrato in cui possono transitare fuoristrada, nulla di più e nulla di meno del percorso che porta al Terz’Alpe (per chi conosce i Corni di Canzo). Una passeggiata immersi nel verde della natura, tra piante di mirtillo, selci, muschio, fiumi, cascate dalla portata straordinaria. 

Una passeggiata di 40 minuti che porta direttamente in paradiso! Lì a 61° di latitudine Nord e poco più di 1000 metri di altezza sul livello del mare, tutti restiamo incantati in un corale: “Ohhh”. Davanti a noi bianchissimo con i suoi 10,4 km di superficie per 2,2 km di lunghezza c’è il Briksdalsbreen da cui scende un ruscello d’acqua che alimenta un lago azzurro cielo impreziosito da una spiaggetta di pietruzze bianche.  Dalle pareti delle montagne che circondano il lago altri ruscelli, altre cascate… 

Rientriamo seguendo un altro sentiero e incontriamo le classiche casette norvegesi dal tetto erboso (nella foto un piccolo rifugio per pic-nic) e ci concediamo a turno di tornare un po’ bambini.