giovedì 5 febbraio 2009

Fate la nanna

Estivill e De Béjar in "Fate la nanna" sentenziano:"Mai aiutare un bambino ad addormentarsi, mai prendere parte attiva ai suoi tentativi di addormentarsi. Deve imparare da solo..." e ancora "Dai sei-sette mesi in avanti tutti i bambini dovrebbero essere in grado di: andare a letto senza pianti e con gioia; addormentarsi da soli; dormire tra le undici e le dodici ore di seguito; dormire nella propria culla e senza luce."

I metodi del tipo falli piangere per tre sere e vedrai che si abituano nel frattempo tu nascondi la testa sotto il cuscino per non sentire le loro suppliche, li lascio ad altri. Ora tra il rigore del metodo Estivill-De Béiar e il lassismo del dormi quando crolli, quando gli occhi non stanno più aperti e magari hai fatto capricci per ore perchè troppo stanco, è possibile trovare una soluzione di maggiore equilibrio per genitori e figli.
Anche noi ci siamo riusciti: finalmente abbiamo organizzato il nostro rito della nanna. C’è voluta un po’ di pazienza ma senza traumi e costrizioni da quasi venti giorni alle nove e quarantacinque scatta il coprifuoco: Marco e Luca indossano il pigiama e bevono l’ultima tazza di latte. Marco si infila nel suo letto e io mi siedo sullo stesso tenendo in braccio Luca che dopo qualche minuto si addormenta e viene adagiato nel suo lettino. Poi leggo qualche fiaba a Marco e si dorme!

Semplice e indolore ma se osservo il tutto con i miei occhi di mamma e penso al tempo che trascorre troppo velocemente, il rito è un po' diverso.

Luca si addormenta tra le mie braccia mentre stringe e strofina il suo straccetto preferito tra le mani. Mi guarda sorride, poi chiude gli occhi e li riapre, si accoccola su di me appoggiando la testa su un braccio e le sue gambette sulle mie, per lui sono una sorta di culla parlante che lo rassicura con sussurri e parole e io lo osservo e lo stringo forte e lo sento mio. Poi il sonno prende il sopravvento e rimane lì sdraiato su di me con il viso sereno, tranquillo, rilassato mentre lo coccolo e lo accarezzo ancora per un po’, forse lui non se ne accorge, forse il sonno è già profondo ma quella intimità mi riempie il cuore e mi fa star bene.

Marco dice di essere grande: si sdraia nel suo letto, mi ascolta mentre gli leggo il libro delle rime natalizie, sempre le stesse rime che conosce a memoria, poi arriva la solita domanda: "Mamma domani cosa facciamo?" Il sentirsi dire che dovrà andare all'asilo lo agita, cerca di protestare, di barattare poi si tranquillizza a fronte della solita promessa:"Dormi tranquillo, ti sveglio prima di andare al lavoro, ti faccio tante coccole, ti do tanti baci e poi ti vengo a prendere prestissimo e giochiamo insieme!". Due o tre carezze e dorme.

Estivill e De Béiard mi manderebbero al rogo.

8 commenti:

  1. Penso che una delle scene che danno più gioia ai genitori è vedere i propri figli che si addormentano sereni.

    Buona giornata

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  2. Credo che come in ogni cosa non esistano regole scritte, sono sempre i sentimenti ad avere il sopravvento. Tu ne sei la dimostrazione!
    Buona giornata, Erica

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  3. ho avuto la sensazione di essere li con te...un bellissimo dolcissimo quadro.
    Anche a me piace baciare e coccolare le mie piccole quando dormono. e spesso mi trovo a pensare che dovrei dedicare loro più coccole quando sono sveglie. ma cosa ci posso fare: non posso resistere quando dormono!!
    Isa

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  4. Ah fino ai 7 anni delle mie fanciulle il rito della buona notte consistea nella storia (che mi inventavo di puntata in puntata come una telenovela negli anni) della papera isidora e del capitano Olaff, comandante di un vellssimo veliero norvegese. C'erano tanti personaggi: nini il vecchio ( un orso grigio di pelouche ancora vivo tra i giocattoli delle fanciulle in soffitta insieme a Lamberto il pinguino) il Leprotto salterino, Lupo lupastro ecc.
    Un collega che andva in Norvegia con la moto avrebbe dovuto spedire una cartolino del capitano, ma poi non se ne fece niente...
    ho letto tutte le favole italiane a cura di Italo Calvino nella gloriosa edizione Einaudi, le favole dei fratelli Grimm,le mille e una notte, Il Viaggio meraviglioso di Nils Holgersson e le naatre selvatiche di Selma Langerloff...
    In alternativa cantavo le canzoni delle mondine:
    sebben che siamo donne, paura non abbiamo...;
    alla mattina appena alzata in risaia mi tocca andar...;
    mamma, papà non piangere se son rovinata: è stata la risaia...;
    ecc...
    se soo adesso accenno a una nota vengo zittito senza pietà

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  5. Un grazie a tutti per i commenti e la solidarietà, noto con piacere di non essere l'unica che finirebbe sul rogo :-)

    A Saint Just aggiungo due righe in più. Primo mi piacerebbe sentirti cantare la canzone delle mondine, io non potrei mai: sono stonata e cantare siamo donne a due maschietti mi pare poco opportuno :-)
    Non ti angosciare se ti zittiscono, c'è una età in cui si crede che dei genitori non si abbia più bisogno, li si considera incapaci di capire i propri problemi perchè sono solo vecchi bacucchi (e il vecchio non centra nulla con l'età anagrafica: un amico della stessa età dei genitori è un amico e basta, i genitori sono vecchi bacucchi e basta). Io mi ricordo bene le ribellioni a mio padre... ma passa, eccome se passa, e poi si ritorna e si vorrebbe sentire ancora quelle favole e quelle canzoni. Un abbraccio

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  6. Quando cerco di far addormentare i miei bambini mi vengono alla mente i ricordi di quando ero al posto loro. Risento le stesse sensazioni le stesse angosce. E' piacevole e aiuta molto. Mi sono ritornate alla mente le canzoni che mi cantava mio papà. Le ricanto e funziona perchè loro ti sentono tantissimo e se sei rilassato lo sono anche loro. Quindi regole sì ma con l'amore e l'armonia che sta in noi. Un giorno li aiuterà più di qualsiasi libro. Ma non è facile perchè i bimbi sono più furbi di noi.... verso le 23.00 dopo un'ora di attenzioni scatta la regola: adesso dormi e basta!!!!
    Ciao Ugo

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  7. Grazie Ugo è molto bello quello che hai scritto e ben arrivato.

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