giovedì 8 luglio 2010

Cala il sipario... almeno per un po'!

Scrivere per metabolizzare gioia ed entusiasmo, nostalgia e rimpianto, rabbia e delusione.
Scrivere per organizzare pensieri nel tentativo spesso vano di trovare risposte a desideri contrastanti, per dissolvere dubbi o anche solo per affidare alla carta ricordi che la memoria avrebbe cancellato per sempre.
Scrivere di me stessa e del mio mondo per impegnare un non voluto tempo libero durante le ore lavorative.
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... poi la mia vita ha iniziato a pulsare di nuovo e a correre, più di prima, più di un prima che è difficile datare su un calendario lungo 36 anni...
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E ora non ho abbastanza tempo per affidare a queste pagina la mia quotidianità, le mie emozioni e i miei desideri.
Non ho voglia di condividere pensieri e confrontarmi su temi che alimenterebbero dibattiti che non sono interessata a sostenere: non cerco consigli, nè rimproveri, lodi o accuse... voglio solo vivere la mia vita nella certezza che qualsiasi cosa abbia scelto o sceglierò avrò prima guardato bene dentro me stessa, fino in fondo!
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PS: Un abbraccio a tutti quelli che mi hanno seguito fino a qui, a chi ho conosciuto di persona o attraverso le pagine dei loro blog, a chi mi è amico da sempre e a chi lo è diventato strada facendo...
a tutti un arrivederci!

giovedì 17 giugno 2010

Solo il suo sorriso

Lo guardo e sorride.
Lo rimprovero, mi guarda e sorride.
Lo scullaccio, mi rimprovera, mi guarda e sorride.
Lo abbraccio, mi abbraccia, stringe forte la sua "mamma Renata" e sorride.
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Corre sulla sua bicicletta rossa, parlottando tra sè ad alta voce. Si avvicina e si allontana, lo vedo, lo sento, avanti e indietro lungo il cortile dei nonni. Il suo saliscendi si interrompe, lo chiamo. Non risponde. Perchè dovrebbe? Perchè interrompere i suoi istinti, le sue azioni, i suoi pensieri?
Si è fermato sotto un ciliegio dal fusto alto quanto lui: la bicicletta a terra, lui accanto. Allunga la mano sporca, afferra una ciliegia, la assaggia, è aspra, la sputa a terra. Si siede, parlotta tra sè "Valentino, Lorenzo, Stoner...", fa girare il pedale della bici sospeso per aria con ritmo costante. Non sente, non guarda.
"Perchè non rispondi Luca?"
Nessun suono arriva alle mie orecchie, solo il suo sorriso.
Quel sorriso che è conquista, serenità, coccola, carezza, abbraccio, entusiasmo, complicità, gioia, beffa, scherzo, derisione...
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Luca, non smettere mai di sorridere alla vita!

mercoledì 9 giugno 2010

Seta

Vicino alla casa dei nonni c'è un grosso gelso. Non so quanti anni abbia quella pianta, certo è che c'era anche quando ero bambina.
La nonna, allora solo mamma, aveva ricevuto l'incarico dalla insegnate di zia Lu di raccogliere quante più foglie di gelso poteva, foglie che servivano per i bachi da seta allevati in classe. Eravamo nel cuore della Brianza, studiavamo le nostre radici, la cultura contadina che era la vita quotidiana dei nostri nonni... era quasi scontato parlare del baco da seta e della seta stessa.
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Crescendo ho imparato ad apprezzare la leggerezza di quel tessuto, la freschezza e l'eleganza che regala a chi lo indossa. Un tessuto molto femminile, accattivante e sensuale all'occorrenza... un tessuto che veste perfettamente il corpo.
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La stessa impressione che ho avuto leggendo "Seta" di Baricco, lo puoi indossare quel libro e sentirlo sul tuo corpo come un bellissimo abito confezionato su misura per te.
Un personaggio, una scena, un luogo, un desiderio, un respiro... un aspetto della tua vita.

sabato 5 giugno 2010

Novecento

Leggo e sottolineo versi, frasi, brani. Rileggo quello che la matita mette ora in evidenza. Mi accompagna la musica di quel pianoforte che le orecchie non hanno ascoltato e vedo il protagonista: una vita unica, apparentemente semplice ma tanto complessa da non riuscire a rielaborarla, difficile da condividere.
E allora riparto da capo e riprendo le frasi sottolineate ancora una volta, la musica mi entra dentro e piano piano anche il protagonista: il suo assaporare la vita degli altri senza riuscire a vivere fino in fondo la sua.
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"Sapeva ascoltare. E sapeva leggere... sapeva leggere la gente. I segni che la gente si porta addosso: posti, rumori, odori, la loro terra, la loro storia..."
"I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me."
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Chiudo il libro. Quante persone vivono davvero la loro vita? Quante volte compromessi, rimpianti, scelte non fatte, desideri soffocati sono parte della nostra vita?
Tante.
Al di là delle rinunce alle quali più o meno condizionatamente ci adeguiamo, non smetto di pensare che la vita debba sempre essere vissuta con il sorriso. "Novecento" sceglie di rinunciare ai propri desideri e ad amare, decide di non vivere, ma nel descriverci le sue rinunce Baricco ci avvicina ancora di più alla vita.
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lunedì 31 maggio 2010

Mr Camomillo

Beveva latte a colazione, a meranda e dopo cena. Una media di un litro al giorno.
Lontano dalle bevute record del fratello ma pur sempre troppo per un bambino di due anni e mezzo.
Un giorno ha detto basta. Niente più latte a colazione, a merenda e a cena. Solo camomilla gialla!
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Da più di un mese Luca è stato soprannominato "Camomillo" proprio per le quantità di bevanda giallognola che chiede ad ogni ora del giorno e della notte. Vista poi l'anomala colazione: camomilla e biscotti; merenda: camomilla e cioccolata; cena: camomilla e salame; ho introdotto alcune varianti.
Passare dalla camomilla solubile al te deteinato o al finocchio in granuli è stato abbastanza semplice. Il passaggio dalla camomilla solubile a quella in filtro, un po' meno.
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"Fa schifo!"
"Come fa schifo?! E' buonissima Luca non fare storie!"
"No questa fa schifo, voglio la camomilla gialla!"
"Luca smettila o ti mando a letto!"
"FA "S-C-H-I-F-O!!!!!!!"
Già pensavo ad un futuro brillante come degustatore di camomilla, come selezionatore di fiori per nuovi composti o aromi: camomilla alla vaniglia, al peperoncino, al limone; qualcosa di molto simile ai degustatori di caffè o vino insomma.
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"Luca smettila, non ne ho altra questa sera!"
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Ma come ogni saggia mamma non dovrebbe fare, dopo cinque minuti di resistenza, cedo alle urla, prendo la camomilla e cerco di berla prima di versargli il solito composto.
Sì il sale nella camomilla non è proprio gradevole!

domenica 30 maggio 2010

Baciami ancora

"Dai Luca seguimi"
"Marco aspettami!"
"Dai Luca passa di qui che è più facile"
"Marco dove sei? Aspetta!"
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Si addentrano nei cunicoli di un castello gonfiabile e poi su per le scale, giù dallo scivolo e a nuoto nel mare di palline colorate.
Giocano a pallone, si tuffano nell'erba, rotolano nel prato e fanno piroette.
Corrono e fanno gare in bicicletta imitando ora Valentino, ora Lorenzo (quest' anno Stoner non è tra i preferiti).
Insieme, sempre insieme.
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I nostri occhi si illuminano guardandoli giocare tra loro. Ci abbracciamo. Ci baciamo.
In quel bacio ci sono dieci anni di vita insieme: incomprensioni, ostacoli, difficoltà, fiducia, sostegno, tranquillità, abitudine, complicità, desiderio.

sabato 15 maggio 2010

Eredità

Avevo 14 anni quando per la prima volta l'oculista mi prescrisse gli occhiali: miopia e astigmatismo, un difetto lieve che con gli anni era diventato meno lieve fino a quando dieci anni più tardi ho rimosso ricorrendo al laser ad eccimeri.
14 anni non è una età semplice per una ragazza e sentirsi diversa "dentro casa" per quegli occhiali di cui non avevo colpa non mi ha di certo aiutato ad aumentare la fiducia e la sicurezza in me stessa.
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Marco ha 4 anni e ieri abbiamo scoperto che deve mettere gli occhiali: astigmatismo miopico molto accentuato, forse troppo per non essercene accorti prima. Mentre ascoltavo le parole del medico avevo il cuore a pezzi: ho pensato alla sua età, a quel fastidioso impegno che lo accompagnerà per anni o per sempre, a come avrei voluto essere io a portare ancora gli occhiali lasciando libero lui da un'eredità che non avrei voluto trasmettergli. L'ho guardato e abbracciato con trasporto: "Marco sei fortunatissimo, finalmente puoi comperarti gli occhiali che volevi da tempo!!!"
Marco oggi è entusiasta per la novità: non vede l'ora di indossare i suoi nuovi occhiali e si arrabbia con il fratello che vorrebbe imitarlo anche in questo.
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Ti amo tanto figlio mio: tu e tuo fratello siete parte di me, siete il senso della mia vita e la mia stessa gioia di vivere. Vorrei essere capace di evitarvi ogni tipo di sofferenza, dolore o delusione. Vorrei che la vostra vita fosse solo gioia e amore. Ma non sarà così. Posso solo aiutarvi a crescere sereni, cercando di non soffocarvi e facendo maturare la fiducia in vuoi stessi, quella fiducia che io ho conquistato ormai grande.