lunedì 8 febbraio 2010

Le parole che non ti dirà mai

Sono circondata da colleghi con figli adolescenti che non fanno che ripetermi "tienili piccoli" che poi arrivano i problemi.
"Vedrai quando ti chiederanno consigli sulla ragazzina, di uscire per la prima volta la sera, quando vorranno andare in vacanza da soli!"
"L'unica cosa di cui puoi essere certa è che prima dei trent'anni non se ne andranno di casa perchè i mammoni Italici non abbandonano vitto e alloggio gratis tanto facilmente."
Io ascolto, so che hanno ragione ma alle scelte che riguardano un futuro remoto non voglio pensare ora che posso ancora abbracciare i miei cuccioli, riempirli di baci e carezze, ora che per loro sono l'unico oggetto di desiderio, l'unico amore, l'unica donna della loro vita. E poi chi li vuole via da casa prima dei trent'anni?! Scherziamo?
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Siamo in auto, io cerco di riferire una notizia ad Antonio e rimprovero Marco per la sua incontinenza verbale. Marco sbuffa, brontola, protesta e poi esplode:
"Io me ne vado di casa! Appena compio cinque anni me ne vado di casa! Capito! Perchè voi non dovete più trattarmi male!"
Ora non erano frasi che non avrei dovuto mai sentire, se non mai almeno non tanto presto?
OH MY GOD!!! Non avrò in casa un seguace estremista delle idee Brunettiane?!

domenica 7 febbraio 2010

I love shopping

Due o tre libri accantonati prima di arrivare a pagina 100. La storia non appassiona, la trama è complessa, i protagonisti complicati o forse semplicemente mancanza di interesse per la lettura. Dopo due mesi di disintossicazione mi sono ritrovata in libreria alla disperata ricerca di una agenda 2010, perchè nonostante il passaggio all'ICT, il fascino di iPhone, i Pod e iPad per me è ancora pari a zero e rimango fedele alla mia vecchia agenda cartacea. E poi mi serviva una scusa per dare un'occhiata a titoli e copertine!
Davanti al rosa, mi sono ricordata dei consigli di un'amica: un libro ben scritto, divertente, adatto al tragitto casa-lavoro in tram. L'ho preso. Peccato che basta una sera per andare da pagina 1 a pagina 295.
Non occorre essere esperte di moda, vestire grandi firme o amare fare acquisti; basta essere state attratte almeno una volta dall'insegna SALDI o aver sfogliato Vogue mentre aspettate il vostro turno dal parrucchiere che vi innamorerete di Becky.
Comunque l'acquisto di "I love shopping" di Sophie Kinsella "non è stato stato un buon investimento", ci sono altri 4 libri che mi aspettano adesso!?

giovedì 4 febbraio 2010

Me la tiro!

Sto cercando di ricordare se la tredicesima lezione di nuoto avesse qualcosa di particolare, qualcosa da poter raccontare, ma non mi viene in mente nulla. Ero stanamente carica e ho nuotato per un'ora senza accusare cedimenti e stanchezza. A dire il vero non avrebbe dovuto essere così visto che questa settimana ho lavorato parecchio ma il lavoro è sempre stata una droga per me e tanto più sono sommersa di attività tanto più ho voglia di fare. Sì insomma non sono poi tanto normale, non c'è bisogno di un bravo psicanalista per capirlo!
Però quando poco fa è rientrato Antonio dalla piscina, mi ha detto che la mia insegnate mi ha fatto i complimenti e ha sottolineato che sono migliorata molto. Non so perchè abbia parlato con lui, ma ha poca importanza.
Ci pensate MIGLIORATA MOLTO in sole "tredici lezioni".
Mi pare propiro il caso di tirarmela un po', almeno sul mio blog!

lunedì 1 febbraio 2010

Un po' di colore

Qualsiasi pediatra esorta ad evitare i cibi ricchi di coloranti soprattutto nei bambini al di sotto dei tre anni. Disturbi come iperattività, scarsa concentrazione e reazioni allergiche possono essere imputati ad eccessivo uso di questi additivi. Capita però che una caramella, uno yogurt o una bevanda a base di frutta venga mangiato anche dai più piccoli senza che i genitori abbiano controllato la presenza dei pericolosi nemici negli alimenti.
Forse non a tutti, ma a me capita, così come le bevande gassate in occasione di feste, di ospiti a cena o anche semplicemente per colpa della befana che non è proprio una salutista e ha scelto dolciumi disgustosi.
Il colore è una calamita: un bicchiere di coca cola o aranciata con tanto di bollicine è decisamente più invitante dell'acqua bevuta a pranzo e cena.
Ecco sì il colore, con il suo fascino perverso, la sua provocatoria seduzione, il suo invito alla trasgressione.
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Luca questa sera era decisamente iperattivo visto che saltava su letto e divano con maggiore eccitazione del solito; la capacità di concentrazione è ancora bassa, difficile dire se minore del solito; anche le reazioni allergiche sono dubbie vista la scorpacciata di cioccolato domenicale.
Non so quanto fosse imputabile al bicchiere di acqua bevuto dopo averci pulito il pennello sporco di tempera blu. Certo è che non doveva succedere nonostante a detta sua fosse "bono mamma!".

venerdì 29 gennaio 2010

Guarda come se la cava!

Mi distraggo al telefono con una amica e a fine telefonata il muro è imbrattato di rosa e verde. Due grosse macchie causate dal didò "spiaccicato" ad arte sul muro.
Un rimprovero che non spaventa nessuno e poi via di straccio e detersivo.
Marco mi osserva divertito: "Ehi Luca, guarda come se la cava!"

giovedì 28 gennaio 2010

Cambio di testimone

Era già successo all'apertura dell'anno scolastico. Una richiesta dell'insegnate posta al momento giusto ma alla persona sbagliata e Antonio si è trasformato nel fac-totum della scuola: prima gli appendiabiti dei bambini, poi i buchi alla parete.
Antonio temeva che questo secondo lavoro non voluto, l'avrebbe accompagnato a lungo durante la carriera scolastica dei figli, con il tempo la paura è scemata per mancanza di domanda. Fino a ieri.
"Sig. Laterza venerdì mattina potrebbe venire a fissare i ganci per i lucchetti agli armadietti della scuola?"
Antonio a dispetto del detto "non c'è due senza tre" e seguace del motto "ccà nisciuno è fesso" ha dapprima spiegato la tecnica del fai da te all'insegnate, poi si è guardato intorno e individuato il padre di un compagno di Marco: "Ecco qui il papà di Filippo che è bravissimo a montare lucchetti e il venerdì mattina non lavora!"
Venerdì mattina il papà di Filippo andrà alla scuola d'infanzia con martello e cacciavite.
Antonio ha lasciato in segreteria il numero di cellulare per il supporto a distanza. Non c'è dubbio il consulente lo sa fare bene!

mercoledì 27 gennaio 2010

Qualcosa galleggia

Martedì scorso la dodicesima lezione del corso di nuoto è stata sospesa per cause in quel momento non meglio definite.
Uscire di casa di corsa mentre i bambini non hanno ancora finito di cenare, immettersi nel traffico di chi lascia l'ufficio a tarda ora e arrivare davanti alla piscina infreddolita perchè un parcheggio vicino non si trova mai, non è una buona premessa alla notizia :"chiuso riprova un'altra volta".
Aggiungere che proprio martedì scorso avevo chiesto ad Antonio se poteva andare in piscina al posto mio dà tutt'altra luce alla stessa notizia.
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Ieri finalmente ha avuto luogo la dodicesima lezione di nuoto: la causa non meglio definita della scorsa settimana era l'incontinenza "solida" di un bambino durante l'immersione.
Ma ieri l'acqua era pulita e Laura di nuovo con noi. Una Laura diversa che sembrava aver lasciato al 2009 gli appellativi militari, insomma ieri niente insegnante stile marines: stile, dorso, rana, solo braccia, solo gambe.
Poi qualcosa si è risvegliato:"Ok ragazzi stile squadretta quattro volte"
Per chi non lo sapesse lo stile squadretta consiste nell'assumere una posizione da seduti in acqua e arrivare a fondo vasca muovendo solo le braccia in avanti. Sembravamo tante tazzine galleggianti in balia delle onde provocate dai compagni. Gli iscritti al corso principianti ci guardavano perplessi, quelli del master ci biasimavano ridendo.
Ma il nuoto non dovrebbe essere uno sport per il coordinamento del corpo, l'armonia dei movimenti? L'unico effetto constatabile è la tempra dello spirito perchè o impari a riderci sopra o non ti fai più vedere in giro.
Concludo con la massima del marito in tema: "meglio essere dei gallengianti di m.... che una m.... che galleggia."
Ma come ho fatto ha trovare un marito filosofo!?