martedì 11 agosto 2009

Conseguenze impreviste

Una settimana fa pensavo che il soggiorno in campagna dai nonni avrebbe arricchito il vocabolario di Marco di qualche parola in dialetto e qualsiasi progresso linguistico di Luca sarebbe stato un successo. Speravo si divertissero e rigenerassero prima della partenza per le ferie.
Marco ha imparato a chiamare lo zio "ue Giuàn", a gareggiare con lui nel tentativo di superare il record mondiale del rutto più lungo attualmente fermo a un minuto e diciotto secondi, a scoreggiare in faccia al fratello, ha affinato la tecnica della lotta con i cuscini sul lettone dei nonni, per non parlare dell'arte della guerra con le pistole ad acqua e ogni sera domanda con ansia e preoccupazione quanti giorni mancano alla partenza.
Luca sale e scende dal giardino in totale autonomia, ride e si diverte nel colpire con la scopetta la gabbia dei pappagalli, continua a buttare oggetti dal balcone e lancia sassi nell'orto come avesse davanti a sè un immenso lago, scorazza con la bici rossa del fratello seduto sulla catena e pedala soddisfatto all'indietro quando raggiunge il sellino, tutto mentre ripete tre uniche parole "ciao ziogiò, acie (grazie)".
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Fortunatamente la presenza dello zio è circoscritta alla colazione mattutina e al tardo pomeriggio, non oso immaginare le conseguenze se lo zio decidesse di trascorrere un'intera giornata con i nipoti.

lunedì 10 agosto 2009

Al Lag d'Eupilii

Ho sempre sentito parlare del lago di Pusiano, del "lag d'Eupilii", come di un lago pericoloso, in cui più volte sono annegate persone. Zio Pier ci raccontava di quando da ragazzo era riuscito a salvare un suo amico risucchiato da uno dei tanti mulinelli d'acqua che si formano nel lago stesso. Forse per questo o forse per caso, nonostante abitassi poco distante, quel lago non è mai stato meta di gite o escursioni, era rimasto avvolto nel suo mistero, un "lungo lago" di passaggio sulla strada per Lecco.
Poi la svolta: ho scoperto, grazie a zia Lu, che da qualche anno è possibile circumnavigare il lago su un battello elettrico.
Poche corse al giorno nel periodo estivo che partendo dal pontile di Bosisio Parini consentono di visitare la costa del lago dall'interno, di approdare ai pontili dei paesi vicini e avvicinarsi all'Isola dei Cipressi. L'isola non è comunque visitabile a meno di permesso concesso dal proprietario, tale dott. Gavazzi. Un'ora e un quarto in tutto, per un prezzo ragionevole.
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Ieri mattina ci siamo preparati per la traversata. Arrivati in anticipo, abbiamo salutato dalla riva il nostro battello solcato anzi tempo per raggiunto limite massimo di passeggeri a bordo.
Il parcheggio era pagato, tanto valeva rimanere. Abbiamo imboccato il sentiero che costeggia il lago e indicato come passeggiata panoramica.
Marco e Luca hanno camminato per quasi due ore fermandosi di tanto in tanto a lanciare sassi nel lago a dispetto dei tanti pescatori incontrati, salutare due bagnanti in canoa distratti dal grido di Luca "Ciao ziogiò", fare il verso a paperelle e cigni, correre ridendo nell'area pic-nic, accarezzare due caprette e dar loro il fieno, cadere e rialzarsi, fermarsi a far pipì a bordo lago e poi continuare la passeggiata seminudi.
Antonio ed io abbiamo apprezzato un paesaggio che non conoscevamo e che di certo ci vedrà spettatori altre volte in futuro, altro che scelta di ripiego! Non mi stupisce che il Parini avesse indicato il suo paese nativo come "dal bel lago". E poi abbiamo sempre la gita in battello che ci aspetta.

venerdì 7 agosto 2009

Ballando sotto le stelle

Ieri era il gran giorno. Il cugino Roby e la fidanzata hanno detto sì.
Ero pronta: le scarpe con il tacco non erano più un problema. Avevo fatto esercizio qui e seguito i consigli della commessa del negozio: "mezz'ora al giorno", mezz'ora mentre stiravo o da seduta di quando in quando, comunque mezz'ora.
Se conoscete il Càmp di Cènt Pertigh avete già capito tutto. Se non lo conoscete vi riassumo l'essenziale: cena all'aperto nel verde della campagna tra balle di fieno, giacigli di paglia, mobilio d'epoca e musica dal vivo; balli su un prato curatissimo ma dal terreno poco compatto che sotto la superficie lasciava intravedere i pannelli a nido d'ape.
Il terreno adatto per i tacchi a spillo, no?
Non restava che camminare e ballare a piedi scalzi sull'erba fresca, ma rigorosamente in abito da cerimonia: bellissimo!
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PS: piedi ad esagoni per tutte stamane.

giovedì 6 agosto 2009

Quaranta crocette e poco più

Sono poco più di quaranta le crocette sul calendario, come i giorni che separano l'ultima telefonata del mio capo da quella di ieri.
"Va come al solito... qui non è che sto morendo oberata di lavoro... sì i bimbi stanno meglio e visto il periodo lavorativo sono stata a casa io invece di organizzarmi con un'improvvisata babysitter..."
Dentro di me non sono contenta, al di là dei tanti vantaggi che questa situazione porta con sè la soddisfazione professionale è pari a zero, vorrei salutare tutti e andarmene magari dicendo "ma andate a quel paese" anche se so benissimo che se mai dovesse accadere la diplomazia e il buon senso vincerebbero.
Però la mia reazione è molto diversa da quella che avrei avuto qualche mese fa.
Mi sono organizzata anche se potrei fare di meglio e con settembre pensavo di introdurre anche qualche variante nel palinsesto lavorativo e poi non riesco a prendermela con lui, quando telefona è sempre gentile e disponibile e sono sicura che se le circostanze fossero diverse potremmo anche essere amici.

mercoledì 5 agosto 2009

Ad Agosto

Sveglia all'alba, veloce colazione e poi in macchina da casa dei nonni fino alla porta dell'ufficio. Un po' di lavoro e poi di nuovo in auto dalla porta dell'ufficio a casa dei nonni.
Considerazioni:
  • nonni e zii sono in ferie ed è possibile chiedere loro di sostituire nido e asilo per due settimane. Nonna è felicissima, nonno anche ma ha il suo orto e il suo giardino, zia Lu si ritrova due cozze attaccate per tutta la mattina che non le permettono nemmeno una doccia in solitaria, Zio Giò fugge all'alba e ritorna al tramonto.
  • Marco e Luca sono stati catapultati in un mondo incantato: hanno una altalena nuova in giardino, una piscina 120x120 in cui anche io faccio tuffi nel tardo pomeriggio, due biciclette e un intero cortile in cui sperimentare le corse (Marco) e la pedalata all'indietro (Luca), l'intera raccolta di "Master of the Universe" recentemente ritrovata in solaio e che probabilmente nessun compagno di asilo ha mai sentito nominare ma le loro mamme e i loro papà sì.
  • Antonio resta a Milano e ci raggiunge nel week end: non ha il fisico per fare "go and come back" o forse ha capito che queste sono le vere settimane di ferie: meglio godersele fino in fondo!
  • è possibile percorrere in un'ora circa una strada che per i restanti 11 mesi dell'anno ne richiede almeno tre. La scelta dell'auto è antiecologista e antiletture, ma veloce e consente di ascoltare la radio e essere informati su tutto quello che accade di importante nel mondo. So esattamente chi compie gli anni oggi e so che alle 6:45 in auto c'erano solo uomini, o almeno solo loro hanno chiamato RTL mentre erano alla guida della propria auto.
  • è bello lavorare: il telefono squilla di meno, ci si può concentrare su un tema alla volta, gli straordinari sono ridotti. Almeno questo è il ricordo degli agosti passati, purtroppo quest'anno anche Agosto è monotonamente uguale agli altri mesi.

martedì 4 agosto 2009

E' guerra

Un oggetto mi colpisce sotto l'ascella mentre chiacchiero tranquillamente vicino al caco. Alzo gli occhi verso i frutti ancora acerbi, cerco di capire, non è possibile, è contro la legge di gravità. Mi guardo intorno e vedo a terra un palloncino pieno d'acqua che stranamente non è scoppiato.
Zio Giò! Non la passerà liscia questa volta, la sua posizione di lancio è stata scoperta: è nascosto sul tetto fuori dal bagno.
E' guerra!
Zia Lu protegge Luca, Antonio si arma di secchio, io mi avvicino alla canna dell'acqua, Marco mi segue parlando sotto voce per complicità mentre organizziamo la controffensiva.
"Fifone fatti vedere, esci se hai il coraggio!"
Antonio prende dell'acqua dalla piscina dei bambini e mi colpisce a tradimento. Zio Giò sbuca dal tetto e mi scarica addosso un secchio d'acqua miscelato con bagnoschiuma, VIM, profumo di nonna e dopobarba di nonno.
Questo è troppo. Tutti contro tutti in una battaglia all'ultimo bagno senza esclusione di colpi.
Zio Giò viene colpito da due secchiate d'acqua ghiacciata, Antonio in un corpo a corpo con lo zio viene lavato con la ciotola d'acqua di Jack il cane, zia Lu rimasta in disparte sferra l'ultimo colpo verso i due uomini e li annaffia per benino con la canna dell'acqua.
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Tutto questo succedeva domenica tra persone di un'età compresa tra i 29 e i 41 anni.

lunedì 3 agosto 2009

Gigli, anthorium e velo da sposa

Ci siamo conosciute sui banchi di scuola in un età in cui non eravamo più bambine e nemmeno donne, siamo cresciute insieme confidandoci ogni cosa e lasciando ricordi che non si cancelleranno più: la prima vacanza da sole in montagna, le gite a Milano per Natale, Mario il mitico parrucchiere, telefonate tante e tante lettere scritte e poi ancora un litigio di cui non ricordo nemmeno il motivo.
Ci siamo ritrovate e ancora perse: vicine nel passato e lontane nel presente. Ieri e oggi: dimensioni che vanno altre lo spazio e il tempo, invadono il vissuto, le esperienze, i sentimenti.
Eppure la nostalgia di quei ricordi c'è ancora e mi sono scoperta triste: l'altare di quella piccola chiesa medioevale era ancora addobbato con gigli, anthurium bianchi e velo da sposa, c'erano ancora i segni della festa ma era troppo tardi.