lunedì 21 settembre 2009

Orgoglio di mamma!

Nonno Gianfranco se ne stava stava sul balcone, osservava i due nipotini in cortile.
Lui a due anni non aveva una bicicletta nuova o una di quinta mano visto che prima di lui la nonna Rodo aveva avuto altri quattro figli.
Nemmeno qualche anno più tardi avrebbe avuto una bicicletta sua, si limitava ad usare di tanto in tanto la bici del nonno che trovava nel cortile.
Di certo quando faceva acrobazie sulle due ruote, non ricevava sguardi compiaciuti e orgogliosi. Imparare ad andare in bicicletta era un piacere personale, una conquista per sè, era cosa normale ammesso che tu avessi una biciletta: nessuno lo avrebbe notato, nessuno ne avrebbe parlato.
"Quand seri un bagài me, gavevi no la bicicleta rusa, ciapavi quel che troeuavi in curtil e la mia mam la stava no le a guardam e rimiram."
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Raccontava tutto questo ieri il nonno, mentre osservava Luca che un mese prima del suo secondo compleanno ha inziato a pedalare da solo sulla sua bicicletta rossa: pedalava con caparbietà e determinazione, scendeva difronte agli ostacoli, spingeva la bici e risaliva per un altro tratto.
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Altri tempi, ricordi con i quali sono cresciuta e che insegnano ancora. Mi tornano in mente quando mi scopro a guardare i miei figli con orgoglio per le loro conquiste che sono solo normali tappe di crescita. E allora cerco di farlo in silenzio, ma due anni sono davvero pochi, permettemi almeno uno sguardo orgoglioso per il mio piccolo campione.

venerdì 18 settembre 2009

Dubbi

Da qualche giorno gira per casa un appendi abiti della scuola d'infanzia. Pare che la maestra avesse chiesto ad Antonio di aiutare ad allestire la nuova area in cui i bambini depositano la sacca con il cambio e gli armadietti per le giacche.

Perchè tra tutti i genitori abbia scelto proprio lui non me lo so spiegare. Non ha l'aspetto della persona a cui chiederesti un simile favore o un favore in genere.
Non ama le attività manuali a meno che non abbiano a che fare con la tecnologia e l'informatica. Anche se devo ammettere che è piuttosto bravo e se proprio non c'è alternativa si applica. Tempo fa ha smontato la porta blindata che si era bloccata e l'ha rimontata senza lasciar fuori alcuna vite: nessuno credeva che quella porta sarebbe tornata a funzionare! Pensandoci la porta blindata qualche attinenza con la tecnologia potrebbe anche averla ma fissare gli appendiabiti al muro non è da lui. A casa non l'avrebbe mai fatto.
Da qualche giorno girava per casa tale appendiabiti, dicevo, da qualche giorno fino a ieri quando Antonio ha speso la sua pausa pranzo al Brico e si è recato alla scuola d'infanzia con l'occorente per il lavoro.
In questo momento dovrebbe essere all'opera.

Riflettendo:
  • non è il tipo che dice sì controvoglia solo per compiacere a qualcuno;
  • non ha inizato a far uso di droghe o strane sostanze, non che io sappia almeno;
  • la nuova maestra è troppo giovane e non mi sembra il suo tipo;
  • non ha mai mostrato un interesse tale per l'attività del cognato da far supporre un futuro ingresso nella ditta di zio Giò, di certo non come apprendista falegname.

Mi resta solo una ipotesi, però non so quale sia.

giovedì 17 settembre 2009

Quotidianità

Il nido ha riaperto da quasi tre settimane e la materna da due. L'anno sembra iniziato bene. Luca, dopo il pianto dei primi giorni, saluta felice il papà al momento del distacco. Marco ha mostrato da subito entusiasmo nel rivedere i compagni e per la nuova maestra. Saranno i tatuaggi che la rendono così simile a zio Giò !?

Io, come sempre, arrivo dopo: li vado a prendere e mi informo con le maestre.
"Luca oggi è stato bravo, non ha graffiato nessuno, non è stato morsicato da nessuno, ha mangiato tutto il primo, metà secondo, niente verdura. Ha fatto la cacca. Vado a prendere il cucciolotto." dice la maestra Franca.
"Marco è stato bravo, è un bambino tranquillo." dice la maestra Claudia.
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Breve tragitto in auto.
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"Come è andata oggi, ragazzi?"
"Si ciao ragazzi devi dire Marco o Luca. Dai mamma facciamo la conta per chi parla per primo, però devo vincere io."
"No meee" replica Luca.
"No me" fa il verso Marco.
"No meee..." viene ripetuto più volte alternativamente, a voce sempre più alta tra l'ilarità crescente di Luca e il livore di Marco.
"Ok allora parlo io. Oggi c'erano le bambine nuove, tutte femmine e così io ho giocato con Mattia e Filippo."
"No me... butto Marco. Mamma pipì. Mamma betta ? me betta? Mamma parco. Mamma papà? (Tocca a me ora. Marco sei brutto. Mi scappa la pipì, dov'è la mia bicicletta? Voglio andare al parco. Mamma dov'è papà?)"
"Papà è al lavoro...bip bip. E sì parco, non vedi che piove? Mamma andiamo al parco davvero?"
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Parcheggio, li trascino in casa.
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"Ciao Luca come ti chiami, dai dimmi come ti chiami?"
"Uca."
"Bravo, sei proprio un bambino bravissimo....Quanti anni compio Luca?"
"Treeeeeeee." con orgogliosa mostra delle dita.
"No quattro."
"No treeeeeee" con sempre più orgogliosa mostra delle dita.
"Luca quattro, quattro hai capito?"
"Si, treeee."
"Luca insomma quanti hanno compi tu?"
"Me treee." con grassa risata
"No due."
"No treeee." con sempre più grassa risata.
"Due Luca, due. Ti devo proprio insegnare tutto io?
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Per chi non vede Marco e Luca da un po', quanto sopra è un assaggio dei progressi comportamentali e linguistici.
Per chi non vede me da un po': sto benissimo, tranquilli.

mercoledì 16 settembre 2009

Ricordo di un mito

Era il primo maggio, la festa di compleanno della Fede. Mi aveva accompagnato mio padre perchè il primo maggio i mezzi pubblici non funzionano e Como era lontana. Eravamo tutte ragazze di 16/17 anni, tutte tranne uno: Roberto B. che nessuno di noi conosceva, festeggiata a parte.
Tale Roberto ha sopportato cotanta presenza femminile per buona parte del pomeriggio ma alla decisione di vedere "Dirty Dancing" ha iniziato a vacillare. A metà film l'abbiamo visto preoccupato e non so quando, è uscito di casa senza far ritorno. Come dargli torto?
Patrick Swayze a dorso nudo aveva provocato una tempesta ormonale su un gruppo di educande, il susseguirsi di scene in cui Johnny e Baby ballano con trasporto e si amano le aveva trasformate da Cenerentole alla ricerca del Principe Azzurro in gatte in calore, i commenti alla visione del fondo schiena nudo dell'attore... quelli non li posso trascrivere.
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Dopo quella prima, penso di aver rivisto il film una quindicina di volte.
Mio marito, che mai rivedrebbe un film solo perchè la protagonista è Sharon Stone senza veli, si è sempre chiesto perchè mi piacesse. Le battute sono spesso banali e la trama a dir poco scontata ma visto che la visione di Patrick fa effetto a trent'anni come a sedici, soprassedeva.
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Ieri l'attore se ne è andato per sempre e come era immaginabile alla TV hanno ritrasmesso Dirty Dancing. Ho salutato il mio mito davanti alla pellicola, il resto non è necessario che lo scriva.

martedì 15 settembre 2009

Alti e bassi

"Al sole si stava bene, caldo il giusto, da chiudere gli occhi e addormentarsi con il libro nella sabbia vicino alla sedia. Così feci, con le voci della spiaggia che sfumavano nello strano benessere che mi aveva avvolto." da Testimone Inconsapevole di Gianrico Carofiglio.

Sensazione bellissima: etraniarsi da tutto e lasciare la mente libera di vagare nel nulla, trasportata dalla monotonia di un rumore amico.
Mi sono segnata la frase mentre leggevo durante il tragitto casa-lavoro. La riprendo ora nel tentativo di liberare la mente e sorridere, nonostante tutto.

venerdì 11 settembre 2009

Auguri Nonna Anna

La rivedo...
... nel giorno del mio sesto compleanno, sono nascosta sotto il letto perchè non voglio l'iniezione, mi convince ad uscire e mi abbraccia con le lacrime agli occhi.
... ho otto anni, camminiamo insieme fino al vicino supermercato stando ben attente ad evitare le lucertole che io detesto e lei anche.
... è estate, mi mostra con orgoglio i funghi porcini trovati dal figlio a Santa Caterina.
... anno dopo anno seduta nella cucina di zia Tita , curva per ore su secchi colmi di foglie di verza, pulite una ad una per preparare la cassuola.
... il giorno del suo ottantunesimo compleanno: ha Marco in braccio e le sto scattando una foto.
... un'ultima volta:
è ancora bella, ordinata e pettinata; ma non mi può più vedere, ascoltare, parlare.

La ascolto...
... mentre elogia la verdura e la frutta fresca, quella dell’orto e del giardino di mio padre. Adorava nocciole e fichi.
... parlare della sua vita, di come da giovane raggiungeva Milano stando aggrappata al treno con le dita intorpidite dal freddo.
... raccontare dell'infanzia dello zio Felicino con tutto l’amore e l’orgoglio di una madre.
...mentre rileggo le sue lettere, una scritta quando mi sono sposata e una per ciascuna delle nascite dei miei figli: aveva ottant’anni, parlava perfettamente italiano e la sua calligrafia era curata, precisa.

Sapeva amare e amava me come fossi sua nipote e voleva essere chiamata “Nonna Anna”.
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Domani avrebbe compiuto gli anni.
AUGURI NONNA ANNA, ovunque tu sia!

giovedì 10 settembre 2009

Incontri al parco


"Ciao sono i tuoi bambini?"
"Sì"
"Ma tu non hai una figlia femmina?"
"No, sono due maschietti."
"Perchè non hai una figlia femmina, non ti piacciono le bambine?"
"..."
"Ma dove abiti?"
"Qui vicino."
"Ma dove esattamente?"
"Poco distante."
"Ma tu comperi i regali ai tuoi bambini?"
"A volte."
"Oggi è il mio onomastico e la nonna mi ha regalato un birikkino. Li conosci i birikkini? No non è proprio il mio onomastico ma la festa del duomo e allora la nonna ha detto che lo potevamo comperare. Però uno e pedalare? Lo vuoi vedere il birikkino? Guarda (mi presenta il foglietto illustrativo) questo non ha il pannolino e non mi pace perchè fa la pipì. Questo ha la bavaglia, questo il cappello, questo si chiama Bricconcello ma lo trovi nella scatola con disegnato Piripicchio perchè la mia amica l'ha comperato e si è accorta che hanno invertito le scatole....Glielo comperi ai tuoi bambini? "
"Ma veramente..."
"Sì al loro onomastico. Quando è il loro onomastico? Come si chiamano i tuoi bambini?"
"Marco il grande e Luca il piccolo."
"A vedi quello è mio fratello e quella è mia sorella e questi sono i suoi orecchini. Lei non ha il buco e allora li metto io, all'inizio non mi piacevano ma adesso li metto perchè questi non mi fanno male. Ho appena fatto il buco e non ho sentito niente perchè sono grande e non avevo paura e il signore che mi ha fatto il buco ha detto che se non hai paura non senti male. La mia amica invece...."
"BASTA!!!!!!!"

Ditemi che mio figlio, logorroico e egocentrico già ora, a otto anni e mezzo non sarà così!