domenica 25 ottobre 2026

ASD Cervino: Il Monte Pravello e la Linea Cadorna

Domenica 25 Ottobre 26 è prevista la nostra escursione alla scoperta dei Monti Pravello e Orsa e delle fortificazioni della Linea Cadorna. Si parte da Saltrio con itinerario ad anello.

Solitamente la ASD Cervino viaggia in bus (traduzione: ci si addormenta comodi e ci si sveglia alla sosta colazione per allacciare gli scarponi). Oggi però si va in auto! Antonio ed io, sfrattati da casa dai figli in pieno festeggiamento di compleanno, partiamo da Erba. La navigazione ci porta attraverso la Svizzera: tra la paura dei velox elvetici e il cambio d’ora solare, arriviamo a Saltrio con 45 minuti di anticipo. Bar? Zero. Fortunatamente c’è il bagno del cimitero di fronte al parcheggio: vista l’ora e la natura dei residenti, la coda è inesistente.

Ore 8:45 – Si parte! La salita non è eccessivamente impegnativa e le castagne sono lì con il loro color marrone mogano sparse tra i tanti ricci aperti. Non è ancora il momento della raccolta (quella è prevista a fine escursione) ma non siamo un gruppo disciplinato. Tra un passo e l’altro le tasche si riempiono e dopo le tasche anche le borse di tela. Carichi del nostro prezioso bottino, dopo circa un'ora di cammino arriviamo a Cava Brusata da cui un tempo si estraeva un marmo di grande pregio. Qui osserviamo il grande argano usato per calare a valle i blocchi di pietra. E’ il momento della lezione di geologia di Giuseppe, la nostra preziosa guida: Il protolito (roccia calcarea sedimentaria originaria del posto) durante lo scontro titanico tra la placca africana e quella europea nell'orogenesi alpina si è trasformato in marmo metamorfico. In pratica, a 1000 metri di quota camminiamo su un antico fondale marino risalente a milioni di anni fa! Ma non è tutto: questa lotta tra placche sottomarine ha risparmiato i resti di un antico abitante del luogo, tra questi sedimenti infatti è stato ritrovato un fossile di Saltriosauro, il famoso dinosauro lombardo!

Riprendiamo il cammino, ci immergiamo nella storia della Linea Cadorna, così chiamata nel 1970. Il suo nome ufficiale era Frontiera Nord. Progettata prima della Grande Guerra e costruita nel 1915-1916, serviva a proteggere l'Italia da un eventuale attacco attraverso la neutrale Svizzera (72 km di trincee, 296 km di strade militari e quasi 400 km di mulattiere). La chicca? Non la scavarono i soldati sotto le bombe, ma donne, ragazzi e anziani del posto, con calma e a regola d'arte. Risultato: la Svizzera restò neutrale, non fu sparato un solo colpo e oggi la struttura è un perfetto museo a cielo aperto.

Camminiamo tra fossati e fortificazioni permanenti scavati nella roccia o realizzati con muri a secco di pietra locale, osserviamo le vasche per la raccolta dell'acqua piovana usate per garantire l'autonomia delle truppe, giungiamo a postazioni all'aperto chiamate "in barbetta", modellate per avere una visuale perfetta verso il confine in un'epoca in cui la montagna era priva di alberi. Ci addentriamo nei bunker: ci sono persino due cannoni degli anni '40 (recuperati a Milano) che spiegano il geniale puntamento indiretto: gli artiglieri sparavano "al buio" guidati dai coordinatori nelle gallerie di vedetta, con un margine di errore di soli 10 metri.


Arrivati in vetta, il panorama è da cartolina: il Lago Ceresio (di Lugano), il Monte San Salvatore, la Sighignola- un promontorio delle Prealpi luganesi sul confine italo svizzero che si raggiunge dalla Valle d’Intelvi- il San Gottardo e il San Bernardino. E ancora una croce di pietra e un cartello indicante il confine "Italia-Svizzera" ricoperto di ruggine.

E' ora di pranzo,  ci fermiamo in un’area ristoro con due grandi tavoli in legno. Siamo nel sottobosco, è molto umido, meglio mangiare in fretta e ripartire ma dagli zaini esce di tutto: mele liofilizzate, dolci alle mandorle, cioccolato... e poi l'accoppiata vincente: il thermos di caffè di Guglielmo e la bottiglia di Ballantine’s di Paola.

La discesa è piuttosto movimentata: Alessandro, altra instancabile guida, cerca disperatamente di non farci disperdere mentre continuiamo a raccogliere castagne come invasati. Foto di rito al finto Saltriosauro, crostata di albicocche di Rosella e "brutti ma buoni" di Roberta.

Un'altra uscita memorabile targata ASD Cervino: storia, natura, fantastica compagnia e, soprattutto, pancia piena!